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sabato 15 settembre 2018

In libreria: Memorie di trasformazione. Storie da Manicomio di Cinzia Migani edito da Negretto Editore


Se uno si soffermasse ad osservare le statistiche manicomiali redatte nel corso dell’Ottocento non potrebbe fare a meno di porsi un interrogativo: la malattia mentale è contagiosa? Quale virus contagiò la popolazione italiana in quegli anni, visto che mano a mano che passavano i giorni le persone sembravano essere sempre più insane di mente? Che si trattasse di un virus altamente contagioso? O semplicemente di un effetto della scelta di considerare più marcato e definito il confine tra normale e patologico, tra ordine e disordine sociale negli anni in cui si consolidò il sistema manicomiale in Italia? Cinzia Migani

In tutte le librerie virtuali e fisiche dal primo settembre 2018 è disponibile “Memorie di trasformazione. Storie da Manicomio”, pubblicato nella collana “Cause e affetti” diretta dalla stessa autrice, Cinzia Migani, per la casa editrice mantovana Negretto Editore. 

Il saggio si apre con la premessa che, oltre a esporre le motivazioni che hanno portato alla stesura di un testo che consta più di 350 pagine, ricorda e ringrazia il professor Ferruccio Giacanelli deceduto nel 2012 a Bologna e con il quale l’autrice Cinzia Migani ha potuto collaborare nell’indagine sul Manicomio di Bologna tra la fine degli anni ’80 ed inizio anni ’90. Una ricerca perseguita con gran coraggio e dedizione tra il disagio del precariato e l’assenza di fondi sino ai primi anni del Duemila.

La scelta di pubblicare nel 2018 questo trentennio di studi non è casuale, infatti, siamo nel quarantennale della Legge Basaglia (13 maggio 1978, legge n°180) che ha decretato la chiusura dei manicomi.

Lo studio attento degli archivi ha riportato la storia di persone che, per la quasi totalità, era sprovvista di nome; l’autrice si è cimentata dunque nella mappatura di un ritratto della classe ghettizzata di cui non si ha memoria anche se è molto vicina a noi nel tempo, di uno spaccato sociale in cui la “malattia mentale” era l’unica risposta alla “problematica della diversità”.

“[…] un Manicomio bene costruito ed ordinato forma già per sé uno strumento massimo di cura della pazzia.” Francesco Roncati, Ragioni e modi di costruzione ed ordinamento del Manicomio di Bologna, 1891

L’internamento del malato di mente e il suo isolamento all’interno del manicomio sono efficaci prima di tutto perché allontanano l’individuo dalle circostanze che lo hanno fatto ammalare, poi perché all’interno dell’istituzione è possibile, almeno in teoria, strutturare lo spazio, organizzare il personale, separare le diverse forme di malattia mentale e scandire i tempi secondo quello che viene ritenuto lo strumento terapeutico fondamentale: l’«ordine». L’ordine così raggiunto entro le mura del manicomio deve essere protetto dal «contatto» con l’esterno, il peggiore dei danni.‒ Cinzia Migani

“Memorie di trasformazione. Storie da Manicomio” non conduce solo a questo straordinario lavoro di documentazione ma analizza le motivazioni che hanno portato ad occultare le persone scomode contrapponendole al presente ed all’uso smodato dei social network.

Il corposo saggio è suddiviso in tre sezioni. La prima “Storia del manicomio di Bologna nell’ultimo trentennio dell’Ottocento” presenta gli studi sopracitati dell’autrice coadiuvata dal professor Giacanelli passando dal reparto manicomiale nell’Ospedale di Sant’Orsola alla trasformazione ad uso manicomiale dell’ex convento di Sant’Isaia, dalla vita in manicomio alla legge n°36 del 1904 che portò ad un nuovo corso di sviluppo nel manicomio di Bologna.

La seconda sezione “Prime soluzioni al sovraffollamento dei manicomi” presenta la pazzia ai tempi del positivismo con un surplus di ingressi in queste strutture che portarono la ricerca di spazi alternativi al manicomio in Emilia-Romagna. La sezione è corredata di schede di approfondimento firmate da Cesare Moreno (“Dove sono finiti i piccoli pazzi?”), Maria Augusta Nicoli (“A quando il cambiamento?”), Andrea Parma (“Lombroso: un San Salvatore della bellezza”).

Un’intera società ha dimenticato che la follia e il disagio mentale fanno parte dell’esistenza umana, che la ragione viene continuamente tentata dalla follia quando il dolore diventa indicibile, quando la solitudine diventa insopportabile. Ha dimenticato quanta fatica (e, troppo spesso, sofferenza) costi entrare nel mondo civile; soprattutto ha dimenticato quanto costi alle giovani persone che trovano questo mondo già fatto, già regolato da leggi che non conoscono.  Avendo nascosto la follia abbiamo dimenticato ancora di più la parte in ombra della nostra psiche; io sostengo invece che abbiamo bisogno dei pazzi, perché ci aiutano a capire meglio noi stessi e a non «andare in panico» quando ci imbattiamo in qualcosa che proviene dal lato oscuro dell’esistenza. Cesare Moreno

La Terza sezione “Storie da manicomio” racconta le vite di tre persone che hanno vissuto fin troppi anni in questi istituti: Filippo Manservisi, l’imprenditore che non seppe adattarsi ai cambiamenti; Gaetano Emiliani, il trasgressivo da domare; Umberto Rossi, un bambino epilettico che trascorse la sua infanzia tra ospedale e manicomio per poi letteralmente sparire dagli archivi.

Certifico che il bambino Rossi Umberto di anni 9 è degente allo spedale del R. Ricovero fin dal 30 aprile p.p. per Idiotismo secondario ad epilessia. Dietro suggerimento dell’Illustre Prof. Roncati fin dai primi giorni di degenza in ospedale fu somministrato il bromuro di potassio alla dose di 2 gr. al giorno, come pure si fa tuttora, (…) giacché qui la cura non ha dato gli effetti che il Prof. Roncati aveva ottenuto nell’Istituto da lui diretto. Difatti il bambino se fermato a letto urla continuamente, se lasciato libero, corre senza sosta, oppure se resta in letto prende sempre posizioni pericolose. Quando al contrario si veste perché abbandona il letto, corre per sala urlando, rompe gli oggetti fragili, e cambia posto a tutto quanto gli capita per le mani, disturbando tutti, tanto che i malati si lamentano e si è costretti a tenere per il Rossi un apposito inserviente, giacché (…) era riuscito a fuggire dall’ospedale. Per tutte queste cose si impone la necessità di riporre Rossi in Manicomio, giacché li infermieri dello Spedale del Ricovero non sono adatti per simili malati. Dichiarazione del medico primario del Ricovero di Mendicità del 12 giugno 1892

Postfazione a cura di Valentina Vivoli
In copertina: fotografia artistica di Elisabetta Mandrioli
Le librerie, per eventuali richieste dei lettori, sono tenute a rivolgersi ai distributori regionali che sono indicate nel sito Negretto Editore.

Written by Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa di Negretto Editore

Info
Sito Negretto Editore
http://www.negrettoeditore.it/
Acquista “Memorie di trasformazione”
https://www.libreriauniversitaria.it/memorie-trasformazione-storie-manicomio-migani/libro/9788895967349
Facebook Negretto Editore
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Sito Odori Suoni Colori
http://www.odorisuonicolori.it/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/09/10/in-libreria-memorie-di-trasformazione-storie-da-manicomio-di-cinzia-migani-edito-da-negretto-editore/

giovedì 6 settembre 2018

Zic in radio da Venerdi 7 Settembre con il nuovo singolo “Stavo apparecchiando”


Nuovo singolo per Lorenzo Ciolini, in arte Zic, cantautore classe '97, rivelazione nell'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, che dopo i brani  "Capodanno", "Il fantasma del Sabato sera" e "Ti ho cercato", ci presenta "Stavo apparecchiando", già disponibile nei digital store.

Prodotto da Zic e Pio Stefanini per l’etichetta Platinum Studio, su licenza Sony Music Italy, il nuovo singolo fa parte di un percorso iniziato a Marzo del 2016, che lo ha portato nel giro di poco tempo a farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico. Quest' Estate in tour in molte piazza d'Italia e nei principali Centri Commerciali.

Un pezzo spontaneo, scritto tutto d’un fiato senza farsi domande."Il titolo la dice lunga, molti accennano a un sorriso quando capiscono che non si tratta di uno scherzo, ma questo è il bello, quel momento è unico proprio perché, come tante cose che facciamo quando siamo in casa da soli, è un po' ridicolo, crediamo di non essere visti da nessuno, non temiamo giudizi e perciò non abbiamo niente da dimostrare.

Quando ho scritto questa canzone ero solo a casa mia, stavo apparecchiando la tavola per mangiare una pasta al sugo che mi ero preparato, volevo dimostrare a me stesso che stavo benissimo anche da solo, che non avevo bisogno di nessuno, perciò quale titolo migliore della verità?"

martedì 4 settembre 2018

Pantum, la stampante laser economica con prestazioni di elevata qualità, scelta per te da Prink

Abbiamo analizzato le prestazioni di una stampante multifunzione, di una stampante monocromatica e di una stampante wifi per aiutarti a scegliere quella più adatta a tutte le tue esigenze. La risposta è la linea di stampante laser economica di Pantum, venduta in esclusiva da Prink.
Prink Stampante laser economica Pantum
La prima stampante laser al mondo fu creata nel lontano 1969, ma fu lanciata in commercio solo anni dopo, all’incirca verso il 1981.
Le prime stampanti laser, oltre ad occupare un sacco di spazio, richiedevano un investimento economico non indifferente, tanto che per anni rimasero appannaggio delle grandi aziende.
Ma anche oggi riuscire a comprare una stampante laser economica che offra, allo stesso tempo, dimensioni ridotte e prestazioni elevate a livello di qualità non è semplice, soprattutto per le piccole-medie imprese o per chi ne ha necessità per uso casalingo.
Ma quali sono i parametri da giudicare quando si parla di una stampante laser economica che mantenga invariati gli standard qualitativi necessari ad un’esperienza di stampa soddisfacente? La velocità serrata di stampa, anche di grandi quantità di documenti, l’essere particolarmente indicata per la stampa di testi scritti, l’avere un costo misurato per quanto riguarda i toner, il possedere precisione a livello di forme e colori al momento della stampa, anche se viene utilizzata carta comune.
E quale modello di stampante laser economica è adatto alle proprie esigenze? Sarebbe meglio acquistare una stampante laser monocromatica, una stampante laser multifunzione, una stampante laser wifi?
Andiamo nel dettaglio di ciascun modello.
Stampante multifunzione
è la soluzione più scelta tra le stampanti laser economiche per la sua versatilità e per essere adeguata sia per uso domestico che lavorativo. Infatti, oltre a stampare, ha altre funzioni quali fotocopiatrice, scanner e talvolta anche fax.
Stampante wifi
Se credevi non fosse possibile acquistare una stampante laser economica senza dover essere intralciato dai cavi, ti dovrai ricredere. La stampante wifi è particolarmente indicata per chi ha la necessità di collegare più computer ad un solo dispositivo di stampa.
Stampante monocromatica
Acquistare una stampante laser economica che sia anche una stampante monocromatica si rivela particolarmente vantaggioso per chi lavora con i soli testi.
Infine per scegliere una stampante laser economica bisognerebbe valutarne anche le dimensioni e l’ecosostenibilità.
Per esempio, Pantum, colosso cinese di prodotti elettronici, venduto in esclusiva da Prink, offre una linea di stampante laser economica, di dimensione ridotte e con prestazioni di altissima qualità. I modelli di stampante monocromatica P2506, stampante multifunzione M6506 , stampante wifi P3306DW e P2506W, e di stampante multifunzione wifi M6506W, M6606NW, M6706DW sono ideali sia per uso domestico o aziendale.
Inoltre il rispetto ambientale è garantito da Prink, la catena numero uno in Europa per la distribuzione di toner e cartucce per stampanti e di prodotti di elettronica.
Ricordati che l’acquisto di una stampante laser economica si rivela un vantaggio quando a guadagnarne sono anche le prestazioni lavorative e l’ambiente.
Fonte: marketinginformatico.it

domenica 2 settembre 2018

ANDREA GIOE’ “ANDREA! (…STO RINASCENDO)” è il terzo singolo estratto dall’ album “l’ottimista!”

Un viaggio nell'autobiografia raccontata in musica del cantautore palermitano.

Tra le 250 canzoni composte dal 1994 ad oggi “Andrea! (…sto rinascendo)” è sicuramente la canzone più importante per l’artista. Prodotto da Marco Bianchetti per A.G. Production, il singolo rappresenta a pieno l’anima del 7' album pubblicato da Gioè.



Il disco intitolato “L’Ottimista!”, fuori da settembre 2018, è un progetto pop-rock che disegna un cantautore più maturo, deciso e consapevole delle sue scelte vocali.
Un viaggio tra le sue composizioni dal 2002 ad oggi tra nuove canzoni come "XXL Man!", "Premura", "Nel bene e nel male" e "Tu seras le Midi"; e brani storici appositamente ri-arrangiati e ricantati come "Andrea! (...sto rinascendo)", "Balla amore" e "Yara & Sara".

ETICHETTA: Pirames International s.r.l.
Radio date: 24 agosto 2018
Pubblicazione album: settembre 2018

BIO

Andrea Gioè, cantautore palermitano. Scrive canzoni dal 1994. Compone la sua prima canzone a 10 anni. Dal 2003 da autodidatta suona la chitarra e dal 2011 suona anche l'ukulele.
Le sue radici musicali provengono da Claudio Baglioni, Moses, Litfiba, Umberto Maria Giardini (ex Moltheni), Ligabue, Simona Molinari, Mark Knopfler, Johnny Hallyday, Iz'Kamakawiwo'ole e Fabrizio Moro.
Nel 2004 studia canto con Tosca, Fabiana Rosciglione, Maria Grazia Fontana e Gabriella Scalise presso Cinecittà Campus.
Nel 2007 con "Stringerti di più" partecipa al Festival di Castrocaro.
Il 13 giugno 2009 pubblica il suo 1°album "A testa alta!" (Distribuzione digitale Pirames International s.r.l. Il 18 Ottobre 2010, per la prima volta Andrea Gioè entra nell'importante classifica di Youtube "#92 - I più visti (in assoluto) - Partner". Il 24 Marzo 2011 L'EP "La mia unica follia" è tra gli album consigliati da Mondadori e si mantiene al 10°posto degli album più venduti per più di un mese. Il 4 Gennaio 2012 - Il canale ufficiale Youtube di Andrea Gioè supera le 100000 visualizzazioni. Amore, vita, religione ed attualità sono alcuni dei temi che raccontano, il secondo lavoro discografico di Andrea Gioè, "Tempo al tempo" (2012) distribuzione digitale Pirames International s.r.l. che entra a fare parte della prestigiosa cerchia degli "Album più scaricati di TV Sorrisi e Canzoni Music Shop" piazzandosi al 14°Posto in classifica.
Il 16 Giugno 2013 esce "Andrea Gioè & Friends - Istinto paterno" un triplo disco che racchiude nuove canzoni, bootleg e brani del cantautore palermitano ricantati da altri artisti emergenti tra Francia, Costa Rica, Russia e Italia. Dal 16 al 19 Ottobre 2014 Andrea per la prima volta partecipa alla prestigiosa Accademia di "Area Sanremo". Il 12 Novembre 2014 presso il Palafiori di Sanremo, Andrea esegue per la prima volta "Ritrovarsi o Retroversi" davanti l'attenta giuria di Area Sanremo composta da Roby Facchinetti, Giusy Ferreri e Dargen D'Amico.
"Ritrovarsi o Retroversi" è anche il quinto lavoro discografico di un Andrea Gioè molto introspettivo, duro e diretto.
Il 24 Dicembre 2015 esce SENZA TE (canzone presentata a Sanremo Giovani 2016) scritta insieme ad Angelo Avarello dei Teppisti dei Sogni.
L’11 Novembre 2016 esce il “BEST OF Andrea Gioè”. Il 30 Ottobre 2017 col brano "Premura" ha partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani 2018. L’11 Gennaio 2018 - Con i brani "Papà" e "Premura" ha partecipato alle selezioni di Musicultura 2018. Andrea ha l'onore di esibirsi per l'RDS Music Marathon di Milano presso i Giardini Indro Montanelli. Il 5 Aprile “Nel bene e nel male” entra alla 159°posizione su INDIE MUSIC LIKE. Il 19 Aprile, in anteprima esclusiva per il MEI, esce il relativo videoclip prodotto da Marco Bianchetti per A.G. Production.
Il 23 Maggio, in occasione della commemorazione della morte di Giovanni Falcone, Andrea è stato presente in veste di Speaker per Radio Cento Passi, affiancando Danilo Sulis. Il servizio è stato trasmesso dal TG1 in diretta dall'aula Bunker dell'Ucciardone di Palermo. Il 16 Giugno festeggia il suo compleanno suonando per il MEI a Piazza S. Domenico a Palermo in occasione della Festa della Musica insieme alla Teccà Band.
Il 28 Giugno Nel bene e nel male sale alla 54°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
Il 9 Luglio Balla amore entra alla 154°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
Il 17 Luglio Balla amore entra alla 113°posizione su INDIE MUSIC LIKE. Grande record per Andrea che scala ben 41 posizioni in poco tempo!
Il 30 Luglio Balla amore sale alla 105°posizione su INDIE MUSIC LIKE.
Adesso sta lavorando in studio per finalizzare il suo nuovo album "L'Ottimista!" che uscirà il 14 Settembre 2018.

Contatti e social

Facebook: www.facebook.com/andreagioe - www.facebook.com/AndreaGioeCantautorePalermoLourdes/


sabato 1 settembre 2018

All’Isola del Cinema una serata con gli Abba Celebration e Obiettivo No Violence


Si sono esibiti martedì sera 28 agosto, gli “Abba Celebration – The Inspiration”, nella suggestiva location lungo le sponde del fiume Tevere, insieme alle ballerine del progetto Obiettivo No Violence, in una serata evento i cui proventi sono stati in parte devoluti ai comuni di Norcia e Amatrice, colpiti dal terremoto.

venerdì 31 agosto 2018

Verso una visione olistica del mondo di Silvano Negretto: la postfazione de L’anima sinfonica di Claudio Borghi


“L’anima sinfonica” di Claudio Borghi (Mantova, 1960) è stato pubblicato nel maggio 2017 dalla casa editrice Negretto Editore nella collana “Versi di versi”. Di seguito la postfazione dell’editore Silvano Negretto intitolata “Verso una visione olistica del mondo”.

Nella concezione del tempo, uno dei concetti nodali nei testi di Claudio Borghi che, oltre ad essere poeta, è anche fisico e filosofo, trovo riferimenti a Bergson: la durata reale non è il cammino circolare e quantitativo dell’orologio, che scandisce solo il tempo strumentale, sempre identico a se stesso, ma la coscienza che nel suo farsi ed esprimersi si conserva e, conservandosi, si arricchisce di esperienze di pensiero, di sentimenti, emozioni, ripensamenti, revisioni, separazioni, riconciliazioni, nel perenne costitutivo carattere della vita, che fluisce riconoscendo sia l’innovazione che la conservazione.

La poesia, col suo linguaggio libero e spontaneamente legato al flusso globale di una coscienza incarnata vivente, è il luogo in cui i diversi livelli di esperienze culturali, pensieri e idee, razionali e consapevoli, diventano un tutt’uno con l’emozione, con l’aspirazione all’Unità, al dialogo con se stessa, interiore e materiale nel contempo, connessa con una universale, unica coscienza vitale. 

Coscienza intellettuale od emozionale, razionale o pulsionale, filosofica o poetica? Borghi pensa che i concetti determinati e divisivi, le rigide separazioni, a questi livelli, rischiano di diventare pure etichette strumentalmente comode, che non sanno però cogliere la complessità di un corpo-pensiero-linguaggio (quello umano) che vitalmente aspira all’Unità:

Sul prato verrà la notte/ e canterà l’uccello sospeso,/ canterà sul ramo oscillando/ e spiccherà il volo. Il cielo nero/ accoglierà la forma in alto/ rapidamente salita, l’Uno/ sarà la fine del ritmo,/ l’uccello si annullerà,/ rimarrà un respiro di luce,/ un brivido di luce,/ rimarrà la forma dell’Uno/ alto, inconcepibile,/ il verde scomparirà,/ rimarrà solo luce, un brivido di luce. Nell’Uno/ si fermerà il volo spiccato dai rami.

Oltre che a Bergson, i testi di Borghi fanno anche riferimento a Hegel: tutto si conserva nella coscienza e nell’universo mondo non c’è evoluzione, ma un percorso di innovazione connesso con la vita, che sempre si muove e fluisce. Come non ricordare il suggestivo passo sulla nottola di Minerva, che spicca il volo sul far della sera? Non è all’alba, o al pomeriggio, che il pensiero filosofico inizia il suo volo, ma “sul far del crepuscolo”. Quando le cose sono già bell’e fatte, il pensiero cerca di capire e trasformare il proprio volo in conoscenza. La notte non porta solo stupore, come in Hölderlin, ma la conoscenza razionale di tutto il reale. In un percorso a ritroso, da Hegel a Plotino il passo è breve: per Plotino l’Uno è luogo dell’origine e anche del ritorno di ogni cosa, oggetto o essere animato vitale, che si fa cosciente nella poesia del vivere. Il testo di Borghi rimanda, in definitiva, a tutta la tradizione platonica e neoplatonica, che confluisce nell’idealismo hegeliano attraverso Nicola Cusano e Giordano Bruno: sia nel ricorrente concetto o metafora della luce, sia nei suggestivi riferimenti ai simboli primordiali (miticoantropologici) dell’acqua, del fiume o della fiamma, che sempre, nel continuo mutamento, rimangono uguali.

Questi presupposti filosofici sono rielaborati ed espressi da Borghi con aforismi dal ritmo musicalmente trascinante, scandito con una serrata necessità concettuale che ricorda Spinoza e Wittgenstein. Con naturalezza Borghi passa all’esemplificazione della sua teoria (che potrei definire, provvisoriamente, neoromantica) della verità come poesia filosofica, in chiara sintonia, seppur forse involontaria, col pensiero dell’ultimo Heidegger:La verità palpita nell’io senza appagarlo”.

A questo proposito, ritengo illuminanti le considerazioni di Heidegger ne L’origine dell’opera d’arte. Qui il filosofo riprende il termine greco aletheia, ma non nel senso di semplice “svelamento”, bensì come dinamica di nascondimento e non-nascondimento, illuminazione (Lichtung) che si staglia sempre sullo sfondo di un orizzonte di oscurità. La verità delle cose non sta nell’essere “enti-semplicemente presenti”, ma nell’aprirsi alla verità del loro essere, che solo l’artista può intendere, in un’accensione spontanea, forse involontaria, di luce poetica: “La verità attraversa la mente come una colomba imbianca la notte”.

La filosofia è dunque, in Borghi, alla maniera in cui la intende Nietzsche, inscindibilmente unita alla vita. Materiale o spirituale non importa: questa è una distinzione, già dopo Hölderlin o Hegel e soprattutto dopo Nietzsche, troppo rigida e semplicistica, perlomeno problematica. Nel contempo, se accettiamo i presupposti di Heidegger, la filosofia diventa verità quando si apre al tutto, ovvero all’essere, che solo nel linguaggio della poesia si rivela, senza mai poter essere definita (come invece accade nel linguaggio della tradizione metafisica e scientifico-tecnologica). La prosa-poesia di Borghi si esprime pienamente, come dice Zena Roncada nella sua stimolante analisi, con la “maschera visionaria”, prevalente nella sua ricerca linguistica, vera suggestiva novità dei suoi testi:

La luce conquistata dalle idee è frutto solo di un’incandescenza del cuore.
Il pensiero si allontana dal problema della vita illudendosi di superarlo.
La filosofia trasforma il tempo pesante in una colomba che vola nell’irreale aria dell’essere. 
La filosofia si è persa nei meandri della perfezione logica e metafisica – impregnando ancora di più la spugna vivente: le verità del pensiero si accendono come nuove stelle nell’universo dell’io, senza sfiorare l’essenza del problema.”

La disperazione, che è al fondo del messaggio biblico (si veda il Qoelet) come in ogni umana coscienza che aspiri alla verità dell’essere, nel nostro poeta si rivela come il frutto di una lunga, sofferta quanto coerente elaborazione, profondamente vissuta. Questa negativa-positiva situazione esistenziale si fonde sorprendentemente, con estrema naturalezza e consequenzialità, con echi quanto mai contemporanei. Perché su questo punto di fondo nulla è cambiato da Socrate o Platone, o meglio dai presocratici fino ad Heidegger e Gadamer, nella storia e nei linguaggi plurali e pur diversificati nelle varie correnti della filosofia occidentale: l’aspirazione del soggetto pensante a cogliere l’Unità del tutto, nella consapevolezza della propria irrimediabile inadeguatezza. Per questo la più alta conquista della parola (concetto, pensiero) coincide col silenzio, e l’essere coincide col nulla:

L’uomo diventa silenzioso come un albero o un animale, guarda il mondo con gli occhi di chi dentro tace.
Nasce il nulla a cuore spento.
L’uomo ritorna al suo stato primitivo, come gli uccelli e le foglie, i cani e le piante.
L’essere non è più la luce essenziale del mondo.
La sostanza si svuota di senso – perde vita – esce dalla filosofia.
L’organismo Uno appassisce e si scolora.”

Singolare l’analisi del rapporto anima-corpo, o spirito-materia, concetti e temi da sempre dibattuti nella cultura occidentale:
Ho paura dello spirito.
Sento che il corpo deve essere portato a Cristo, non l’anima: l’anima è un veicolo, una luce di nascita istantanea, un’illusione di tempo e di cammino: il mondo non deve essere spiritualizzato, ma restituito al corpo – alla materia. Cristo è il corpo. Il corpo-io cerca il corpo-Cristo tramite l’anima.”

La filosofia originaria dei presocratici avrebbe pienamente compreso questi aforismi di Borghi:
L’organismo Uno contiene il movimento vivente e lo slancio universale – il mondo degli animali e degli uomini, delle forme fantastiche armonizzate in sinfonie.
La vita è confine tra nulla e mondo – fusione tra forma e assenza.
L’uomo nasce nella forma definitiva in cui vita e morte nuotano nello stesso mare.
Non c’è eterno ritorno – perché il tempo è illusione.
Cos’è la bianca ondeggiante altalenante sinfonia della vita, marea che nasce da marea, onda che viene dal profondo oscuro balenare di sogni di idee adagiate sul fondo, cos’è quest’anima nata come una musica e destinata a spegnersi nella sua fine? Nulla. Il tutto è una musica già finita.”

Movimento e quiete, forma e assenza, nulla e mondo, vita e morte, anima e corpo: gli opposti, a cui siamo da sempre abituati, si richiamano dialetticamente. Soltanto la ragione, strumentalmente, li separa: ne ha bisogno per vivere quietamente, per sottrarsi all’infinita inquietante paura della morte, ovvero della vita del Tutto.

Scrive Borghi:
L’Uno è solo per l’anima, che al culmine del suo canto nel mondo ritrova il principio, la vita come identità.
La marea sale all’Uno, dove la luce più non brilla – il durare è senza flusso e l’anima si incendia, nel lampo di totale sguardo.
L’universo si riempie dell’io.
L’io si chiude nell’Uno – come in un fiore increato.”

Come non ricordare, qui, il neoplatonismo, di cui molto la teologia cristiana si nutrì, almeno fino alla vittoria storica del realismo aristotelico di Tommaso? Il tempo nasce con l’anima, non esiste in sé, perché il tutto è eterno presente, per l’anima perennemente inquietante quanto insondabile, e al quale le umane, troppo umane parole, solo nella poesia possono pretendere, quanto meno, di alludere tentando di coglierne, invano, il senso ultimo:

Le parole non possono dire la luce, ma queste parole mi segnano l’anima come delle formule – risuonano, moltiplicano significati nel chiuso della sfera dell’io che vive.
Le parole si fanno pensiero, rilucono, riverberano forme, si aprono, si coagulano condensandosi in cose – raccolgono sensi profondi racchiusi in materia.”

L’io comprende il tutto e ne è parte; da qui l’inevitabile, irrisolvibile relazione dialettica tra pensiero filosofico e parola poetica:

I filosofi – che parlano come se possedessero il succo intimo dell’umanità e raccontano l’idea immanente e lo sguardo trascendente che scruta il cuore dell’uomo – non sanno cosa dicono. Si smarriscono nel momento stesso in cui contemplano il loro apparente universo di certezza. 
La filosofia è testimonianza di uno smarrimento.”

Ma, forse proprio per questa relazione, la poesia gode della massima cosciente libertà nella ricerca della verità, che può trovar forma solo nel tempo: “L’io pensante deve fare i conti con l’io vivente – deve attraversare la materia, la sofferenza del cuore, il divenire. Il tempo è la strada necessaria”.
L’intuizione spicca il volo ad altezza metafisica, verso una preda mistica, supera di slancio lo strumentalismo pragmatico che, dai Sofisti a Occam all’empirismo inglese, fino a Dewey, occupandosi solo del linguaggio come semplice strumento pratico, ci lascia insoddisfatti, interiormente incompiuti. Quanto è più coinvolgente e convincente la verità della corrente mistica che permea da sempre la teologia cristiana, riassunta nel concetto agostiniano di Dio come eterno presente! La ricerca di nuovi codici linguistici, a partire dalla crisi dei fondamenti di fine Ottocento, ormai da tempo compie incursioni nella fisica, nella matematica e nella biologia. Il marxismo stesso, per quanto filosofia fondata sul materialismo storico-dialettico, non è stato solo una teoria sociale e politica, in quanto ha riconosciuto i limiti delle divisioni rigide tra fisica, matematica, biologia, ecc., ricorrendo talvolta a Goethe o più in generale a intuizioni romantiche o dialettico-hegeliane. Un esempio paradigmatico è la Dialettica della Natura di Engels, da decenni dimenticata, che sul piano filosofico e del linguaggio letterario-poetico neoromantico ha anticipato la crisi dei fondamenti e lo stesso olismo contemporaneo, di cui i maggiori intellettuali non contestano più la profonda verità.

Nel linguaggio mistico degli aforismi di Claudio Borghi si possono ritrovare le categorie letterarie della ricerca amorosa, della lontananza e della vicinanza, il dolore dell’assenza e la gioia del ritrovamento, echi del misticismo spagnolo del siglo de oro o del neoplatonismo italiano rinascimentale, che tuttavia non contraddicono il suo assai professionale realismo sperimentale: lo stesso Borghi ha elaborato col consueto rigore, in ambito fisico-epistemologico, aggiornati rigorosi articoli, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali. 

Negli anni Settanta, quando Claudio cominciò a scrivere, molto giovane e ancora studente liceale, circolava la tesi di Edgar Snow sulle due culture: umanesimo e scienza sembravano percorrere strade irrimediabilmente parallele, destinate a non incontrarsi mai. Da allora Borghi ha elaborato testi caratterizzati da un linguaggio unitario, innovativo, tentando di cogliere l’indefinibile, attingendo da ambiti culturali in apparenza divergenti, alla ricerca dell’origine, del principio da cui emerge la vita, e con essa il pensiero. Come il misticismo rinascimentale tentava di sottrarsi all’aridità della teologia imbevuta di razionalismo aristotelico, schematico quanto incapace di rivolgersi alla totalità dell’anima umana, così Borghi, dotato e impegnato in studi e letture plurali, tende a lavorare su piani diversi, alla ricerca di un’unità che sa di non poter mai raggiungere, ma che rappresenta, in fondo, quell’energia che stimola misteriosamente quello che Hegel chiamava il pensiero vivente.

La lettura dei testi di Borghi ci porta, come gli uccelli liberi da lui evocati, a cieli luminosamente azzurri, accecanti in quanto aperti al vuoto infinito: il suo originalissimo quanto complesso percorso culturale, poetico e filosofico, scientifico e religioso, ci appare assai vivo e profondamente innovativo; proteso ad una cultura del futuro, in direzione di una ricerca sempre in divenire, fonte di ulteriori stimoli per la poesia e la letteratura contemporanea.


Info
Sito Negretto Edizioni
https://www.negrettoeditore.it/
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Acquista L’anima sinfonica
https://www.ibs.it/anima-sinfonica-libro-claudio-borghi/e/9788895967288
Intervista Claudio Borghi
http://oubliettemagazine.com/2017/10/20/intervista-di-alessia-mocci-a-claudio-borghi-vi-presentiamo-il-libro-lanima-sinfonica/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/08/20/verso-una-visione-olistica-del-mondo-di-silvano-negretto-la-postfazione-de-lanima-sinfonica-di-claudio-borghi/

sabato 25 agosto 2018

Online il nuovo videoclip di Linda d “Bye bye”




Ideato dal regista Alfonso Alfieri, ispirato dal brano scritto da Enzo Rossi, poi remixato da Devote Production, infine il testo adeguato da Linda d per il ritornello del Remake, il video, che parla un amore confuso, quasi impossibile per mille ragioni, narra di un viaggio alla ricerca della libertà da tutto ciò che è opprimente, gente nuova, sorrisi, in posti lontani per una vacanza senza fine. Linda, con uno zaino come unico bagaglio, e qualche ricordo da conservare, lascia dietro di sé ciò che non vuole più incontrare. 

Il destino vuole che lungo il suo cammino incontri due sue amiche, anche loro motivate da storie simili e si mettono in viaggio sulla loro auto decappottabile in cerca di allegria. 
Girato nel litorale di Spineta, Baia dei Delfini, Battipaglia, nella costa tirrenica, ospitati 
in un bellissimo resort sul mare, con l’intero staff piacevolmente coinvolto in questo grande progetto.