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mercoledì 17 aprile 2019

Raffy da Venerdi 5 Aprile in radio il singolo “Raffy Di Modena”



Dopo l'ottimo risultato in radio e in classifica emergenti con il brano “Dimenticare a memoria”,prodotto da Luca Venturi, la giovane cantautrice, Raffy da venerdì 5 aprile è in radio e su tutte le piattaforme streaming e di digital download con "RAFFY DI MODENA".
Il brano è stato scritto dall’artista e da Costi Ionita (multi platinum, Billboard hot 100 producer, Grammy nominated), che ha composto la musica.
Così Raffy descrive il brano: «“Raffy Di Modena” è la canzone che mi descrive più di tutte perché ho raccontato la vera storia della mia vita. Iniziando a scrivere, mi sono ricordata la mia infanzia e la mia adolescenza, di quando venivo bullizzata dai ragazzini, dai professori, da tutte le persone che si sono approfittate di me e, soprattutto, da quelle persone che mi hanno fatta soffrire così tanto da prendersi un pezzo di me.  Tuttavia grazie al canto e alla composizione ho reagito e ora vorrei far vedere a tutti chi è la vera Raffy perché non importa come sei fuori ma chi sei dentro, vorrei che le persone si ritrovassero nella mia musica, che la cattiveria e l’invidia sparissero  e che le persone iniziassero ad amarsi per quello che sono. Purtroppo se noi non ci amiamo mai nessuno lo farà al nostro posto».

Il videoclip del brano, diretto da Alex Ceausu, è stato girato a Bucarest.




Biografia

Raffy (Raffaella Maria Senese) nasce il 14 settembre 2000 a Mirandola (Mo), da madre romena e padre italiano. All’età di 7 anni inizia a cantare ma i suoi studi musicali iniziano nel 2013 presso l'Accademia musicale di Modena. Più tardi frequenta il Trinity College di Londra.
Raffy, al fine di superare la sua timidezza e la sua grande sensibilità, si affida e trova rifugio nella musica e nel canto, emozionando e coinvolgendo il pubblico che la ascolta.
Partecipa sia in Italia sia in Romania a parecchi talent, tra i quali A Voice for music a Roma, dove conosce il produttore discografico Luca Venturi della On the set, suo attuale Manager, che produce il suo primo singolo in italiano ”Dimenticare a memoria”. In seguito pubblica, “Jarna” feat. Connect-r, noto rapper del panorama musicale romeno. Raffy, ama Rihanna e Beyonce, e il suo slogan è “do not give a limit to your dreams”.

Raffy attualmente sta ultimando le registrazioni del suo primo album.

venerdì 12 aprile 2019

SINERGIAfollia: “CAPITA ANCHE A NOI” È IL NUOVO SINGOLO TRATTO DALL’ L’EP D’ESORDIO “SEGUIMI”

Dopo “Apri le tue braccia” arriva in radio il secondo brano lanciato dalla band livornese.


Grafica: Fabrizio Bargelli


“Capita anche a noi” è l'ironia della tentazione e della trasgressione.





“Seguimi” è l’ep pubblicato a luglio 2018 dei SINERGIAfollia. Il progetto discografico racconta di amore e di emozioni unendo e raccogliendo gli spunti creativi di tutti i componenti del gruppo.


Etichetta: Top Records/Dingo Music Milano
Radio date: 5 aprile 2019
Pubblicazione album: 13 luglio 2018


BIO


I SINERGIAfollia sono un gruppo italiano di musica pop formatosi a Cecina (Livorno) nel settembre del 2011. La formazione iniziale (che è quella tuttora in essere) comprende Fabrizio Bargelli al sax e tastiere, Giovanni Ruggeri al pianoforte, Nina Larocca voce e Stefano Paladini alla batteria e percussioni.


I componenti del gruppo provenienti dalla musica rock (Stefano - Batterista), musica classica (Giovanni Ruggeri - Pianoforte), international pop (Nina e Fabrizio - Voce, sax e tastiere), si uniscono in un percorso di cover band che dura dal 2012 al 2018, anno in cui viene pubblicato “Seguimi”, il primo ep di inediti scritti composti e arrangiati, editi e distribuiti dalla casa discografica Top Records e da Dingo Music Milano.


Contatti e social



martedì 9 aprile 2019

In libreria: Utopia selvaggia ‒ Saudade dell’innocenza perduta di Darcy Ribeiro edito da Negretto Editore


Chi siamo noi, se non siamo europei, e nemmeno siamo indios, se non una specie intermedia, tra aborigeni e spagnoli? Siamo coloro che furono disfatti in quel che eravamo, senza mai arrivare ad essere quel che saremmo stati o avremmo voluto essere. Non sapendo chi eravamo quando permanevamo innocenti in loro, inconsapevoli di noi, ancor meno sapremo chi saremo. Darcy Ribeiro

In tutte le librerie virtuali e fisiche dal primo maggio 2019 sarà disponibile “Utopia selvaggia ‒ Saudade dell’innocenza perduta. Una fiaba” romanzo del famoso sociologo, antropologo, scrittore, educatore ed uomo politico brasiliano Darcy Ribeiro (Montes Claros – Minas Gerais 26-10-1922/ Brasilia 17-2-1997), pubblicato nella collana “Il Pasto Nudo, assaggi di antropologia” curata da Giancorrado Barozzi per la casa editrice mantovana Negretto Editore con la nuova traduzione ad opera di Katia Zornetta.

La stessa traduttrice ci rivela il suo particolare rapporto con il testo di Ribeiro e con la prima interprete Daniela Ferioli che nel 1987 dialogò con Ribeiro per la trasposizione dal brasiliano all’italiano per la casa editrice Einaudi.

Questa ritraduzione di Utopia selvagem è stata innanzitutto una sfida e una sorta di «passaggio di testimone» con la prima traduzione di Daniela Ferioli pubblicata dall’Einaudi nel 1987, che tuttora appare brillante e innovativa. In tempi non lontani ho avuto il privilegio di poter incontrare di persona e intervistare Daniela Ferioli, apprendendo dalla sua viva voce nozioni rivelatesi fondamentali per la mia futura attività di ri-traduttrice. Il testo integrale dell'intervista è riportato in appendice a questo libro.  Poter ricreare una «nuova» traduzione, che si potesse contraddistinguere dalla precedente, è stato alquanto difficile perché Ferioli era riuscita a riprodurre lo stile di Darcy Ribeiro nonché a trasporre un mondo sconosciuto, quello indigeno e dei tanti «Brasis», rendendolo accessibile al lettore italiano di trent’anni fa, il quale non aveva molte notizie su un paese come il Brasile, sentito come esotico e distante. […]

Nonostante questa nuova traduzione sia stata fatta in dialogo con quella di Daniela Ferioli, “Utopia selvaggia. Saudade dell’innocenza perduta. Una fiaba” vuole offrire un nuovo sguardo e una lettura più attuale sul mondo brasiliano e su quello indigeno, cercando di mantenersi il più possibile «fedele» al testo di Ribeiro così da far conoscere senza «filtri» quel mondo, con i suoi costumi, cibi,  fauna e flora, lasciandone inalterati, sul piano lessicale, molti termini, in modo che il lettore di oggi possa percepire la specificità del cosmo narrato da Ribeiro e avvicinarsi ad una realtà diversa da quella Occidentale; gustando così il nuovo sapore di quel meticciato linguistico che appare ormai come un «segno» tangibile dei nostri tempi. Katia Zornetta

La scelta da parte della casa editrice Negretto Editore in dialogo e collaborazione con Fundar (Fundação Darcy Ribeiro), con sede a Rio de Janeiro, offre un contributo importante all’attuale dibattito sui temi di identità e diversità presenti non solo nel nostro paese ma anche in tutta Europa.

La cosiddetta “crisi migratoria”, che da una decina d’anni si è palesata sulle coste del Mar Mediterraneo e sui confini della Turchia, è una problematica che ancora non ha risposte convincenti e che pian piano si allontana, per la grande paura del disuguale sempre più presente nel popolo europeo, dal concetto di mutuo appoggio tra popolazioni e culture diverse.

La pubblicazione di “Utopia selvaggia” ci pone davanti agli occhi il dialogo che il grande antropologo brasiliano instaurò con i nativi dell’America del Sud, ci ricorda la bellezza della diversità culturale e la necessità di proteggere questa differenza. Lo fa con un romanzo particolare nel quale il protagonista, il Tenente Pitum (Gasparino) Carvalhal, da combattente a nord dell’Amazzonia si trova prigioniero in una tribù di sole donne, le mitiche Amazzoni, e successivamente ospite dai Galibi, una popolazione che sta “subendo” la cristianizzazione ad opera di due missionarie.

I missionari si battono per anni, decenni e spendono le loro vite in questa pia vocazione, per niente. Ogni nuova generazione di indios - come di ebrei o di zingari - nasce india e permane india nel profondo del cuore, e vede in noi, gli altri, i cristiani. Sarà perché noi stessi li vediamo solamente come i selvaggi che sono stati?

Una fiaba espediente che trascina in continue riflessioni poste dallo stesso autore, “Utopia selvaggia” è infatti in constante dialogo con il lettore e la lettrice sia per ipotizzare una spiegazione degli accadimenti della storia di Pitum sia per esaminare passo passo il processo che la nostra mente attua quando si trova di fronte usi e costumi sconosciuti.

Vedi lettore: immersi in questa confusione, discutendo di utopie, il birbante e le due santedame perdono la testa. È così poco plausibile nel Brasile delle monache la rotazione semestrale delle occupazioni, quanto lo è il cambiamento quotidiano delle attività con cui gli utopisti inglesi vollero incoraggiare l’umana vocazione al dolce far niente. E tu cara lettrice, hai visto questa novità del tornare alla vita bucolica? Tanti secoli di lotta e di lavoro in millenni di civiltà urbana per poi, alla fine, abbandonare la vita civile. È mai possibile?

Darcy Ribeiro si laurea nel 1946 in Sociologia con una specializzazione in etnologia presso l'Universidade de São Paulo e dal 1947 inizia una decennale peregrinazione nella regione del Pantanal, nelle foreste del Brasile centrale e in Amazzonia, per instaurare una sorta di convivenza con alcuni popoli indigeni: i Kadiwéu, cui dedicò la sua prima monografia (Kadiwéu, 1950), ed i Kaapor. L’antropologo è tra i fondatori dell'Universidade de Brasília, di cui divenne il primo rettore, fu ministro dell'Educazione ed ebbe altri incarichi durante la presidenza di João Goulart (1961-64).
In seguito al golpe militare fu costretto all'esilio: soggiornò in America Latina (Uruguay, Venezuela, Cile e Perù), in Europa ed in Algeria. Rientrò in Brasile nel 1976, dove venne eletto vicegovernatore dello Stato di Rio de Janeiro; nel 1991 fu eletto senatore e l'anno seguente divenne membro dell'Academia brasileira de letras.

Durante il lungo periodo dell’esilio si dedicò alla progettazione di programmi di riforma ed alla composizione dei cinque volumi dei suoi Estudos de antropologia da civilização. Pubblicò il primo romanzo, “Maíra” (1976), al suo rientro in Brasile. Seguirono “O mulo” (1981), la fiaba “Utopia selvagem” (1982) ed il romanzo “Migo” (1988).

Se nossos governantes não fizerem escolas, em 20 anos faltará dinheiro para construírem presídios.”
(“Se i nostri governatori non faranno scuole, in 20 anni saranno necessari soldi per costruire le prigioni.”) ‒ Darcy Ribeiro

In copertina: Darcy Ribeiro, foto archivio Fundação Darcy Ribeiro
Le librerie, per eventuali richieste dei lettori, sono tenute a rivolgersi ai distributori regionali che sono indicate nel sito Negretto Editore.

Written by Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa di Negretto Editore

Info
Sito Negretto Editore
http://www.negrettoeditore.it/
Facebook Negretto Editore
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Sito Fundação Darcy Ribeiro
https://www.fundar.org.br/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2019/03/29/in-libreria-utopia-selvaggia-%E2%80%92-saudade-dellinnocenza-perduta-di-darcy-ribeiro-edito-da-negretto-editore/

Dopo il Festival di Sanremo i Deschema portano il “Made In Italy” nel mondo



I Deschema stanno facendo il giro del mondo con il "SANREMO GIOVANI WORLD TOUR" per promuovere la cultura e la lingua italiana e sostenere l'industria creativa dell'Italia

Dopo essersi classificati nei primi 3 posti a 'Sanremo Giovani' con il brano "Cristallo", guadagnandosi di diritto la partecipazione al tour mondiale, e dopo aver calcato il palco dell'Ariston con Claudio Baglioni nella serata finale del Festival 2019, la band Deschema è ufficialmente partita per il giro dei 5 continenti e si è esibita nella prima tappa in Africa il 31 marzo per poi affermare entusiasta sui social: "Grazie Tunisi, ieri sera è stato bellissimo! Adesso ci aspettano 12 ore di volo per Tokyo!".

Già, perché i live proseguono incalzanti e la prossima data è in Giappone il 3 aprile, per poi volare a Sydney il 6, Buenos Aires il 9 e Toronto il 12, prima di rientrare in Europa con le date di Barcellona e Bruxelles, rispettivamente il 15 e il 16 aprile.

I Deschema sono seguiti in tour da Maurizio Caridi e Roberto D’Onofrio, quest'ultimo brand manager di Lexmedia, agenzia che si occupa della comunicazione del gruppo e che si è già occupata della campagna di comunicazione di area Sanremo Tim.
Deschema: "Siamo veramente orgogliosi di portare la musica italiana nel mondo! È un’esperienza che non capita tutti i giorni a Giovani artisti e la vogliamo vivere al meglio! La prima tappa a Tunisi è stata un successo: di pubblico ma sopratutto di calore e di entusiasmo indescrivibili. Ma La cosa più bella è la sintonia che è subito nata con gli altri artisti, con i quali ci siamo trovati subito benissimo! Ci auguriamo che sarà così anche nelle prossime date".

La tournée organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, promossa in collaborazione con la Direzione Comunicazione RAI, porta i finalisti di 'Sanremo Giovani' Deschema, Einar, La Rua, Federica Abbate, Nyvinne e Mahmood (che sarà presente solo in alcune tappe) a fare il giro del mondo tra Africa, Asia, Oceania, Americhe ed Europa, offrendo loro un'opportunità incredibile di esperienza e visibilità, nonché generando un'immagine al mondo di un "Made In Italy" giovane, creativo e dinamico, promuovendo la cultura e la lingua italiana a sostegno dell'economia creativa del nostro Paese.

L'iniziativa si inserisce nel programma di promozione della Farnesina "Vivere all'italiana", che dal 2017 coniuga, in una logica di sistema, le diverse componenti della promozione economica, culturale e scientifica dell'Italia nel mondo.

La band toscana Deschema formata dal cantante e tastierista Gianluca Polvere, dai chitarristi Nicola Facco e Giulio Cappelli, dal bassista Emilio Goracci e dal batterista Massimiliano Manetti, sta preparando il nuovo album di prossima uscita, nella cui musica non mancheranno le emozioni che questo tour mondiale regalerà loro.

venerdì 5 aprile 2019

ADRIANO BONO “DATEMI UNA BIRRA” in radio dal 26 marzo il nuovo frizzante singolo dell’istrionico artista romano


Il cantautore polistrumentista ideatore del “Reggae Circus”, ci regala una ventata d’allegria con il brano che, fra original ska e dancefloor, rende omaggio alla Bionda per eccellenza.

Il nuovo singolo di Adriano Bono, già autore di tormentoni quali Bella Ciccia (inno contro l’anoressia), M’illumino di Meno (sigla nel 2007 dell’omonima Festa Del Risparmio Energetico organizzata da Rai Radio2) è una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della birra, una bevanda che negli ultimi anni ha conquistato sempre più estimatori anche in Italia, appassionatisi come mai prima d’ora all’esplosione del fenomeno delle birre artigianali e della cultura brassicola.


Il testo viene sviluppato con il tipico piglio ironico del cantautore romano, attraverso un racconto che parte malinconico per poi passare repentinamente ad una entusiastica enunciazione delle mille virtù della birra, e dei contesti sociali in cui viene positivamente consumata.
L’arrangiamento della base, prodotta dallo stesso Adriano Bono, dopo una breve introduzione a tempo di valzer sghembo, diventa subito trascinante, con sonorità saltellanti in perfetto stile “original ska” giamaicano anni ‘60, con solo un po’ di cassa dritta in più, che strizza l’occhio alle sonorità più moderne e alla dancefloor dei giorni nostri. Fiore all’occhiello della produzione sono gli ottoni in stile Mariachi (a cura di Sandro Travarelli) e il missaggio di Marco “Cipo” Calliari.

Radio date: 26 marzo
ETICHETTA: Adrian Good Records

BIO

Autore, cantante, polistrumentista, organizzatore di eventi e produttore dalle mille anime musicali; direttore, ring master e fantomatico domatore di leoni nel Reggae Circus.
Nell'autunno del 2009 divorzia dal collettivo Radici Nel Cemento - storica band della scena reggae-ska-dub Italiana, della quale nel 1993 era stato tra i fondatori, principale autore e cantante, firmando la maggior parte dei successi (Bella Ciccia, Alla Rovescia, La Bicicletta, M’illumino di meno, etc.) - e avvia la carriera solista, continuando a pubblicare nuovi album e a girare in lungo e in largo per l’Italia con tutti i suoi diversi set, a seconda delle situazioni, in versione one-man-band, in versione trio o con la sua nuova band elettrica al gran completo.  
Dal 2009 è l'ideatore e il direttore artistico di uno spettacolo itinerante chiamato THE REGGAE CIRCUS di Adriano Bono che fonde con successo musica dal vivo e arte circense. In funzione di questo progetto pubblica nel 2014 un concept album tutto dedicato al mondo del circo, portando lo spettacolo sui palchi e nelle piazze di mezza Italia.
Nel settembre del 2012 pubblica un album a nome Adriano Bono e la Banda De Piazza Montanara, intitolato “996 Vol.1”, disco interamente dedicato agli irriverenti sonetti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli, uno dei più grandi poeti italiani e autore, nella prima metà del 1800, di un canzoniere di oltre 2300 sonetti in dialetto romanesco, un’opera che è un autentico “monumento alla plebe di Roma”.
Nel 2009 comincia anche la collaborare strettamente con Greenpeace Italia, lavorando alla scrittura e produzione di diversi singoli musicali (No Al Nucleare, I Pazzi Siete Voi, E’ Nell’Aria) a supporto di importanti campagne mediatiche, insieme ad artisti come Alessandro Mannarino, 99Posse, Radiodervish, Assalti Frontali e molti altri.
L’impegno civile che ha sempre contraddistinto la sua attività artistica lo ha portato a collaborare anche con altre importanti associazioni e collettivi come, Earth Day Italia, Libera, Change.org, Critical Mass ed altre ancora. Nel maggio 2015 e 2016 è il direttore artistico del Pé Strada - Buskers Festival for Emergency che vede passare decine di migliaia di persone attraverso una Via Dei Fori Imperiali, invasa dagli artisti di strada, tutti a sostegno dell’associazione umanitaria fondata da Gino Strada. Per l’occasione esce un singolo con relativo videoclip prodotto direttamente dai volontari di Emergency.
Nel 2015 è uno dei primi autori professionisti in Italia (seguito poi da Fedez, 99Posse, Enrico Ruggeri e molti altri) a sganciarsi dalla Siae e ad affidare la raccolta del proprio diritto d’autore a Soundreef, una nuova e innovativa collecting society con la quale avvia una proficua collaborazione, grazie alla quale viene anche prodotto l’album REGGAE CARAVAN del 2016.  
Dopo qualche anno passato in una tournée permanente e a scrivere nuovo materiale inedito, l’istrionico artista romano è pronto a lanciare un nuovo rinfrescante singolo estivo intitolato “Datemi una birra”, anticipazione del prossimo album già in lavorazione.

Contatti e social

FACEBOOK REGGAE CIRCUS www.facebook.com/reggaecircus/

mercoledì 3 aprile 2019

“Condivido”, da Venerdì 5 Aprile in radio il nuovo singolo di “Clesi”


"Condivido", è il nuovo singolo di Clesi, già dispinibile nei digital store ed in radio da Venerdì 5 Aprile, scritto e prodotto da Carlo Mazzoni, è una denuncia scanzonata sui nostri tempi e sulla virtualità che prende il sopravvento, creando di fatto una distanza tra le persone che si contrappone alle aspettative e ai fini  dei social"
Clesi: -"Condivido" rappresenta un’esplosione di energia e di sensazioni contrastanti. Regala freschezza e vivacità, qualità proprie del simpatico gioco di parole che la caratterizza ma che, in realtà, nasconde il desiderio di fuggire e di rifugiarsi in una dimensione piena di verità e priva di apparenze.-
Il videoclip, girato a Grottammare (AP) per la regia di René (anche direttore della fotografia), evidenzia la ricerca della solitudine per sfuggire al roboante mondo virtuale".

Clesi è una giovane artista emergente. Dopo numerose esperienze live con la sua band, nella sua Sicilia, e dopo aver vinto premi in vari concorsi nazionali, a 19 anni si trasferisce a Roma alla ricerca di nuovi stimoli musicali e pubblica tre brani presenti su tutti i digital store. Proprio a Roma, conosce Carlo Mazzoni, autore di artisti di successo, che apprezza subito le doti artistiche della cantante e diventa il suo produttore artistico. Dopo tre anni di lavoro e di ricerca, nasce il primo album di inediti di Clesi, prossimamente in uscita nei negozi di dischi e sui digital store. Clesi, accanto alla sua musica, porta avanti il suo percorso accademico al Policlinico Universitario Gemelli (Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma).  

Noi Siamo Tutti Calciatori il nuovo singolo di MaLaVoglia



"NON SIAMO TUTTI CALCIATORI" - il nuovo singolo di MaLaVoglia diventa inno della Nazionale Artisti Indipendenti Associati (NAIA), la squadra di calcio del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti

 "NON SIAMO TUTTI CALCIATORI" è il nuovo brano del cantautore vogherese Gianluca Giagnorio, in arte MaLaVoglia, prodotto da Davide Maggioni (Rusty Records/Matilde Dischi). Presente in tutti i digital store, la canzone è stata scelta come inno della nuova squadra della NAIA - Nazionale Artisti Indipendenti Associati (NAIA), la squadra di calcio del MEI che torna per la venticinquesima edizione a Faenza dal 4 al 6 Ottobre.

MaLaVoglia ci racconta la sua esperienza, per lungo tempo a metà tra l’essere “cantautore” e “calciatore”, ma nessuna delle due cose veramente. Parla di come nonostante tutto, vivere ciò che ci fa stare bene con noi stessi, conta più di ogni cosa. E in questo dialogo con la fidanzata costretta a seguirne tutte le peripezie del caso, fotografa la vita di molti giovani di oggi e di ieri, sempre alle prese con le miriadi di difficoltà che la realizzazione di un sogno, ma in primis di sé stessi, porta con sé, "Purtroppo NON SIAMO TUTTI CALCIATORI…."

 MaLaVoglia: "Il brano vuole raccontare in maniera leggera ciò che in realtà è il dilemma di vita di tutti noi: seguire i propri sogni o costruirsi un futuro solido all’interno della famosa “comfort zone”? Sì perché mentre da una parte il richiamo dei sogni è forte, dall’altra parte, invece, la paura ci tiene legati a tutto ciò che è convenzionale e normale. E così ci si rintana, un po’ per paura, un po’ per comodità, in tutti quei personaggi che diventano miti moderni, stereotipi di felicità. E chi al giorno d’oggi, più dei calciatori, rappresenta questo stereotipo di vita perfetta? Atleti, belli come il sole, sani, alla moda, ricchi.Questo brano racconta di tutte le persone che per realizzare il proprio sogno, qualsiasi esso sia, si fanno in quattro  sacrificando molto di quello che hanno nel presente".

La nuova Nazionale Artisti Indipendenti Associati, creata da Giordano Sangiorgi (Presidente del M.E.I.),  coordinata dal producer Marco Mori (Materiali Musicali) e formata da artisti ed addetti ai lavori appartenenti ad etichette discografiche indipendenti, esordirà in occasione della nuova edizione del Torneo Internazionale di Calcio Giovanile "We Love Football" a Bologna, contro la Squadra della Polizia di Stato. Mercoledì 17 aprile alle ore 15.00 presso lo Stadio del Centro Sportivo A. Biavati in Via Shakespeare 33 a Bologna.  Si tratta di un grande torneo internazionale di beneficenza che si svolge dal 17 al 22 aprile a Bologna, con il ricavato che andrà a sostenere progetti come We Love Rwanda in Africa contro l'abbandono scolastico e contro tanti altri problemi.

Infine, il giorno dopo giovedì 18 aprile in occasione della presentazione a Fico a Bologna (dalle ore 10. 30 alle ore 13. 30) ci sarà una festa di presentazione con l' opportunità per le etichette discografiche indipendenti di presentare nuovi progetti e nuove proposte.