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mercoledì 20 luglio 2011

Mutuo: tasso fisso o variabile?

Tra i vari prestiti quello che sta risentendo molto del periodo nero del paese è sicuramente il mutuo.
Gli ultimi dati riportano che l’aumento del costo del denaro degli ultimi giorni sta andando ad incidere sui tassi d’interesse dei mutui a tasso variabile che andrà a gravare sulle famiglie che hanno appunto un mutuo sulle spalle, infatti si parla di un rialzo dello 0,25% e si prevede per fine anno ulteriore rialzo dello stesso valore.
Vediamo la differenza tra i due mutui:
Il mutuo a tasso fisso consente al debitore di pagare sempre la stessa rata mensile senza essere soggetto a variazioni di tasso in base all’aumento o meno del costo del denaro, in questo caso quindi se i tassi d’interesse dovessero scendere non ci sarebbe alcun risparmio, caso contrario se i tassi fossero in salita come appunto sta succedendo ultimamente.
Il mutuo a tasso variabile invece viene scelto nella speranza di un calo dei tassi d’interesse, ma vista la condizione economica attuale bisogna valutare bene la scelta in quanto attualmente sarebbe più facile incappare in aumento della rata mensile.
Il consiglio in questo caso è quello di partire con una rata più bassa in modo tale da riuscire a sostenere le spese in caso di rialzo dei tassi d’interesse.
Un’alternativa a queste due soluzioni potrebbe essere il mutuo a tasso misto con opzione che consente al il passaggio da tasso fisso a variabile o viceversa, a una cadenza di tempo prefissata (ogni 3, 5 anni, etc.). Ad ogni rinegoziazione sarà calcolato l'interesse in base all'Euris o Euribor, se si passa al tasso fisso, maggiorati di uno spread che è indicato nel contratto.

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