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giovedì 29 settembre 2011

L'unione europea interviene nel tentativo di gestire il trading ad alta frequenza

Con il termine trading ad alta frequenza si intendono delle procedure di negoziazione dei titoli supportate da sofisticati algoritmi e tali da poter gestire un numero altissimo di transazioni. Tutto questo in realtà è soltanto sulla carta perché si è visto che la mano che il numero delle transazioni cresce nell'unità di tempo la possibilità del sistema di generare errori, ordini duplicati o incompleti aumenta esponenzialmente mettendo a repentaglio seriamente le condizioni minime per poter operare senza correre il rischio di essere pesantemente danneggiati dagli errori del sistema.

Secondo la nuova normativa le società che consentono di fare trading online ad alta frequenza devono fare parte di una specifica categoria nella quale si può accedere se si in grado di dimostrare la massima trasparenza dell'attività di trading, la capacità tecnologica per gestire simili volumi di traffico unitamente a una piattaforma robusta, adeguata in grado di essere potenziata in tempo reale onde rispondere tempestivamente all'incremento del traffico. Contestualmente occorre che i prodotti commercializzati dalla società di trading, siano corredati di tutte le informazioni necessarie per la massima comprensione dei prodotti stessi parte dei clienti. Inoltre chi accedere al trading ad alta frequenza non potrà cedere a una serie di prodotti correlati quali la possibilità di avere linee di credito atte a sopportare le transazioni. In sintesi l'utente che fa trading ad alta frequenza dovrà disporre del capitale necessario senza poter usufruire di prestiti.

A ben vedere questa regola è comprensibile che intende colpire la speculazione allo stato puro fatta con capitali virtuali e guadagni reali generati dalle plusvalenze per l'acquisto dei titoli e la vendita quasi immediata. L'infrazione di queste regole comporta provvedimenti assai severi possono andare da multe molto salate fino alla chiusura della società di trading. Le multe comminate dovranno essere sempre superiori ai benefici derivanti dalle violazioni delle disposizioni in materia.

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