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venerdì 23 settembre 2011

Nuove tasse sulla filiera autoveicoli? Aumentiamo l'iva

Settembre è un mese strano. Da un punto di vista climatico in genere è un mese dolce e un po' malinconico perché nel regalarci gli ultimi bagliori estivi ci accompagna verso l'autunno. Non a torto, da molti, settembre e considerato il vero inizio dell'anno poiché segue la pausa estiva; inoltre spesso in questo mese accadono cose importanti. Da un punto di vista storico parlando di settembre, vengono in mente subito alcune date importanti: la caduta del fascismo e l'arresto di Mussolini (8 settembre 1943), l'attentato alle torri gemelle di New York (11 settembre 2001), il colpo di Stato in Cile (11 settembre 1973). In questo elenco certamente incompleto entra a far parte a buon diritto il 17 settembre 2011 giorno in cui entra in vigore l'aumento dell'Iva su quasi tutti i beni e servizi. Tale aumento porta l'imposta sul valore aggiunto dal 20 al 21% e fa dell'Italia è il paese più impositivo in Europa per ciò che riguarda questo genere di tasse.

Nella filiera automobilistica la ricaduta di questo aumento è veramente variegata. La maggiorazione dell'Iva inciderà sull'acquisto delle auto, sul costo della benzina, sul costo delle riparazioni e pezzi di ricambio, sul costo dell'assicurazione. Passaggio di proprietà i costi di immatricolazione non sono soggetti a Iva essendo essi stessi delle imposte e fortunatamente l'imposta sulla tassa è un abominio fiscale di cui non ho notizie.

In sostanza l'aumento dell'Iva al settore auto collegati rappresenta la classica situazione in cui piove sul bagnato. Non va infatti dimenticato che il settore automotive è da sempre tra i prediletti dal fisco. Su questo settore gravano da tempo immemore imposte e tributi per tutti i gusti. Dalle accise sul costo dei carburanti alle addizionali su passaggi di proprietà, immatricolazioni e contratti RC Auto. Persino il mondo del cinema e dello spettacolo si sostenta grazie alla automotive. Infatti il fondo unico per lo spettacolo dopo esser stato tagliato da Tremonti, è stato rifinanziato grazie all'aumento di un'apposita percentuale sul costo dei carburanti.

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