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mercoledì 21 settembre 2011

Trading Online - Preoccupazione per le banche europee

All’indomani del downgrade subìto dal rating italiano da parte di Standard & Poor’s, le reazioni dei listini a livello europeo confermano la tensione che aleggia tra gli investitori in tutti i mercati, dal forex ad azioni e indici. La crisi ellenica sembra essere solo la punta di un iceberg che coinvolge non solo i paesi affetti da un eccessivo debito pubblico, ma anche alcuni dei maggiori istituti bancari del Vecchio Continente. Troviamo infatti colossi come Sociètè Genèrale e Credite Agricole penalizzate dagli ultimi stress test assieme ad altre sette banche delle stesse dimensioni.

Le misure di austerity messe in atto dai governi dei cosidetti paesi Piigs stanno ottenendo risultati contrastanti: da un lato l’Irlanda sembra diretta sulla via della ripresa economica dall’altro la Grecia alle prese con una crisi sempre più profonda con continue richieste di interventi da parte degli altri paesi membri dell’UE nonché del FMI (Fondo Monetario Internazionale) e della BCE (Banca Centrale Europea). I mercati finanziari soffrono della mancata ricapitalizzazione delle banche e conseguentemente di una diminuita liquidità; non è un caso infatti che nel corso di tutto il mese di agosto i mercati siano stati caratterizzati da un’elevata volatilità.

In questi giorni la possibilità di un default della Grecia si fa sempre più concreta e i segnali che arrivano dagli altri paesi in difficoltà economico-finanziare non sono affatto incoraggianti. Il taglio del rating italiano è il sintomo di come queste problematiche di debito sovrano abbiano contagiato tutti gli stati dell’Europa affetti da una lenta crescita economica e, nel caso dell’Italia, il governo è stato criticato da S&P per non essere in grado di fronteggiare la presente situazione. Lo spread tra Btp decennale e Bund tedesco non si stabilizza e lo spettro di una possibile uscita della Grecia dalla moneta unica va ad adombrare la proposta di un bond europeo unico che avrebbe la finalità di limitare la speculazione.

A poco sono servite le rassicurazioni del ministro degli esteri greco Stavros Lambrinidis che ha assicurato che Atene rimarrà assolutamente nell’euro e non ci sono minacce reali di un default. Il governo ellenico ha concordato nuove misure di austerity con la troika, ovvero l’insieme degli esponenti di FMI, BCE e UE e un nuovo incontro con gli ispettori è previsto per la fine di questa settimana.

Un altro appuntamento importante è l’imminente conferenza della FED in cui Bernanke comunicherà quali saranno gli strumenti che verranno utilizzati per stimolare la crescita economica degli Stati Uniti. Un’analisi della situazione bancaria europea può essere trovata in questo articolo di Reuters http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE78K09U20110921

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