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martedì 18 ottobre 2011

Impdap: mutui anche per i figli dei dipendenti pubblici

La crisi economica colpisce duro senza guardare in faccia a nessuno. Le ultime due manovre finanziarie, per un importo approssimativo di cento miliardi di euro tra tasse e tagli, hanno contribuito a impoverire ulteriormente gli italiani. A vari livelli sono stati approntati una serie di ammortizzatori sociali per aiutare cittadini a sopportare il duro momento. Un tipico esempio di questo approccio è quello dell'Inpdap.

L'Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) nella sua politica di sostegno ai dipendenti dell'amministrazione pubblica, ha affiancato nuovi prodotti a quelli già esistenti. Uno di questi consiste nell'erogazione di un mini prestito equivalente a quattro mensilità e restituibile in 48 mesi. Un'altra novità è rappresentata dalla possibilità estesa ai figli, dei dipendenti pubblici, di poter chiedere un mutuo all'istituto previdenziale.

Queste iniziative di per sé ammirevoli e solidali, si scontrano con un limite intrinseco al contesto stesso. L'Inpdap è un istituto previdenziale appositamente creato per i dipendenti pubblici, pertanto soltanto essi e i loro familiari potranno accedere a questi benefici. Questa condizione fa dei dipendenti pubblici una sorta di privilegiati poiché la stragrande maggioranza dei lavoratori in altri settori non può accedere a simili coperture.

Per i comuni mortali non resta altro che ricorrere alle tradizionali forme di finanziamento per poteri chiedere un prestito oppure un mutuo. Con l'aria che tira è consigliabile rivolgersi a una proposta di mutuo con tasso fisso. Il denaro di per sé già costoso, e ancor più costoso in Italia per via dello spread che divide i titoli di Stato tedeschi da quelli italiani. Lo spread aumenta e maggiore è il costo del denaro. Con l'aria che tira è assai probabile che lo spread resterà ad alti livelli ancora per parecchio tempo.

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