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mercoledì 26 ottobre 2011

Perdita del lavoro e salute: quando ansia, depressione e apatia sono in agguato

I senza lavoro in Italia hanno sfiorato in Italia ad Agosto il 7,9% , in lieve calo rispetto a Luglio (dello 0,1%) e a un anno fa (in discesa dello 0,4%). Eppure la situazione resta critica: tra contratti a termine, flessibilità che si traduce in precariato e cassa integrazione, parlare di mercato del lavoro in Italia significa sollevare drammi e polemiche.

E a pagare il prezzo più salato, oltre agli over 40 che perdono il lavoro e non riescono a reinserirsi nel mercato, sono i giovani. 1 su 3, nel nostro Paese, è senza un impiego e in aumento sono anche i neet, ovvero i giovani che non solo non hanno un impiego, ma neppure lo cercano, perché rassegnati e delusi dal sistema, e che sarebbero addirittura 1 s 8, di età compresa tra i 15 e i 24 anni. I giovani che hanno un lavoro, invece, nella metà dei casi hanno contratti atipici: a progetto, a tempo determinato, a progetto, di apprendistato. Per non parlare della diffusione degli accordi privi di valore legale e di lavoro nero, tutte formule cresciute, dal 2007 a oggi, dal 42% al 47%.

A subire i colpi più duri, poi, sono le donne: il 31,1% delle donne lavoratrici ha un contratto part-time, contro il 6,3% degli uomini, in un contesto nel quale le aziende scelgono contratti parziali perché non possono permettersi soluzioni differenti.

Insomma, tra contratti parasubordinati, disoccupazione e insofferenza verso un mercato del lavoro inadeguato ad assorbire risorse umane, ansia, attacchi di panico, depressione sono all’ordine del giorno. I giovani non solo non possono fare progetti, ma vedono il proprio futuro come totalmente nebuloso, incerto. Per non parlare della frustrazione dei professionisti che vengono licenziati e non sanno come re-immettersi nel settore da cui provengono, perché non hanno gli strumenti che occorrono per rimettersi in gioco e proporsi in un contesto quanto mai concorrenziale ma anche carente di opportunità.

Per far fronte ad ansia, depressione ma anche all’apatia di chi, inoccupato o disoccupato, si fa prendere dallo sconforto, Psicologo360.it mette a disposizione professionisti e psicologi del lavoro che sanno orientare e consigliare su come affrontare al meglio il terribile momento della ricerca di un impiego. “Con le consulenze via web”, spiega Simona Capurso del team di Psicologo360.it, “è possibile orientare chi ha perso fiducia nelle proprie possibilità, chi non vede un futuro davanti a sé, chi ha perso un lavoro e deve mantenere la famiglia. È normale sentirsi vulnerabili e impotenti di fronte a un licenziamento o all’assenza di risposte dopo l’invio di centinaia di curriculum vitae. È normale sentirsi non solo sconfortati, ma anche depressi di fronte all’ennesima proposta di contratti a termine. Con l’aiuto di uno specialista è possibile ritrovare fiducia in sé e la forza per rimettersi in gioco e non lasciarsi sopraffare dal panico”.

Psicologo360.it offre una prima forma di consulenza psicologica online che può, se necessario, tradursi in un percorso psicologico in studio. La consulenza preliminare via web, però, può essere in molti casi già sufficiente per sciogliere i nodi che impediscono di vivere come un’opportunità nuova la perdita del lavoro, e per affrontare senza drammi nuovi colloqui e la ricerca, decisamente estenuante, di un nuovo impiego.

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