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martedì 26 marzo 2013

Le idrofite emergenti

Le idrofite sommerse hanno molto sviluppati i rizomi, in modo da ancorarsi saldamente a terra per assimilare le sostanze nutritive. Lo stelo ha una base forte che diventa flessibile e resistente verso la punta. Le foglie sono sottili, ma il tipo di tessuto (parenchima aerifero) compensa qualsiasi limite apparente di ventilazione. Infatti, lo stelo è pieno di fori per l’aria che rappresentano tra il 50-70% del volume di tutta la pianta.

Le specie più comunemente usate nei sistemi di fitodepurazione sono Phragmites australis (Swamp Reed), Typha latifolia (Tifa), Iris pseudacorus (Lily) e Schoenoplectus lacustris (Swamp Rush). La Phragmites australis è una specie annuale. La parte sotterranea sopravvive durante l'inverno, mentre che le parti d’aria degenerano. E’ una pianta abbastanza diffusa in Italia.

La temperatura ottimale per la crescita è tra i 12-23 ° C. I punti di forza, dal punto di vista del suo uso in fitodepurazione, sono diversi:

 • Buona estensione del sistema rizoma (radici) sotterraneo perenne, in grado di raggiungere profondità tra 60-100 cm;
• È una delle specie più competitive in ambienti umidi, con un vasto spettro ecologico;
• sopravvive a temperature estreme (fino a 5 ° C sotto lo zero);
• Non è l’obiettivo di topi e ratti acquatici;
• Come le altre specie acquatiche, aiuta allo sviluppo del parenchima;
• La riproduzione veloce tramite vegetazione.

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