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sabato 4 maggio 2013

Le conseguenze della balbuzie


Qualcuno ha paragonato la balbuzie al suono prodotto da un’orchestra disorganizzata dove il problema non sarebbe attribuibile né ai singoli orchestrali che conoscono alla perfezione la propria parte, né al cattivo funzionamento di uno strumento ma a una non coordinazione nelle giuste tempistiche di ogni membro.

Tale “scoordinamento” colpisce sia adulti sia bambini, con la differenza che nei bambini è più semplice da affrontare morivo per cui è caldamente consigliato di agire tempestivamente senza lasciare c che il soggetto accumuli cattive abitudini e complessi che lo emarginano rendendolo introverso e, aggiungendo quindi una difficoltà emotiva a quella già esistente della balbuzie.

La balbuzie si presenta come un disordine del ritmo della parola nel quale il soggetto sa con precisione quello che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo. Questo è uno dei più diffusi disturbi del linguaggio. Consiste in un insieme di alterazioni nel ritmo e nella fluenza dell'espressione verbale ed è motivo di grandissimo disagio per chi ne è colpito, anche perché il rallentamento nel parlare non riguarda assolutamente il pensiero; lui sa benissimo ciò che desidera dire, ma fatica a dirlo.

Alla luce delle conseguenze che opprimono l’individuo, diventa necessario adottare un rimedio che non si limiti al solo trattamento del sintomo, ma che consideri più aspetti della patologia stessa. In aggiunta a esercizi che incanalino la sua dizione verso una corretta fluenza, sarebbe auspicabile supportare e dissipare quelle tensioni e quelle paure che ostacolano la libera espressività di sé e delle proprie emozioni nelle relazioni interpersonali.

Frequentemente, infatti, il paziente manifesta schemi fissi di pensiero, che il più delle volte non gli consentono di considerare il punto di vista altrui.

In aggiunta c’è la difficoltà a lasciarsi andare, per il timore di balbettare ed essere rifiutato, ciò impone al paziente di evitare il rapporto con altri, isolandolo sempre di più.

Marinalogica








         

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