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venerdì 4 ottobre 2013

Il peeling ti fa bella

Il peeling più comunemente usato dagli anni ‘90 è sicuramente l’acido glicolico.

“Mi ricordo che era talmente in voga che chiunque non l’avesse utilizzato si sentiva quasi “out” “dice la Dottoressa Ancona, in un’intervista, direttrice del cento medico Juva. Purtroppo anche il peeling all’acido glicolico, per quanto banale, può provocare dei problemi, in quanto la sua forza risiede nell’acidità presente all’interno dello stesso, e non solo, anche dal tempo di posa dello stesso peeling.

I medici possono utilizzare un’acidità che arriva fino al 70%, mentre per le estetiste il range è al di sotto del 30%. Questo non vuol dire che però in entrambi i casi non si corra un pericolo se non si è attentamente seguiti da un centro di professionisti.

Infatti, come dicevo precedentemente, se lasciato in posa per molto tempo può provocare gravi danni.

L’acido glicolico è stato il primo acido superficiale conosciuto al mondo in grado di permettere non solo l’esfoliazione nella parte superficiale della pelle, e quindi lo schiarimento e la luminosità e compattezza della pelle stessa, ma è in grado anche di aprire dei piccoli legami tra le cellule, chiamati desmosomi, e penetrare in profondità per rigenerare le fibre collagene e le cellule. L’acido glicolico è un peeling che tutt’oggi viene utilizzato come componente di peeling più sofisticati come il peeling brasiliano.

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