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lunedì 30 giugno 2014

Gerratana Reality Show Stage 2014, presentato il primo reality su uno stage aziendale

Modica (RG) - È stato presentato questa mattina in conferenza stampa nei locali della Gerratana s.r.l., in Viale delle Industrie 16, il "Gerratana Reality Show Stage 2014", il primo reality in Italia che racconta la vita quotidiana di sei stagisti impegnati all'interno di un'azienda che progetta e realizza arredi e attrezzature per locali pubblici nei settori "Food" e "Non food". Sei giovani, due ragazzi e quattro ragazze, provenienti dalla provincia di Milano e da altri centri della Lombardia, vivranno per una settimana sotto l'occhio indiscreto della telecamera, sia durante il lavoro sia nei momenti di svago e tempo libero. Per Rosalba Gerratana, amministratore delegato della s.r.l., «il progetto è frutto di una visione nuova dell'azienda, che vuole essere anche un laboratorio di idee e di innovazione. In un momento economico difficile per le imprese, vogliamo continuare a puntare sui giovani perché crediamo nella loro freschezza e forza propulsiva. Il "Gerratana Reality Show Stage" non vuole essere una sorta di "Grande Fratello", ma qualcosa di più: un momento di esperienza forte, condivisa, che servirà a trasmettere nuove competenze agli stagisti per la loro crescita professionale e per il loro futuro». 

A illustrare i dettagli del progetto è stato Giuseppe Savarino, direttore dell'Agenzia "Sava & Sava Communication". Il Gerratana Reality Show Stage – ha spiegato - nasce all'interno dell'Accademia Fiera di Milano, dove insegno Emotional Design. Ogni anno mi piace portare in aula delle esperienze reali. Il problema dei giovani che escono dall'università per entrare nel mondo del lavoro è la mancanza di esperienze sul campo. Grazie al supporto della Gerratana s.r.l., sei studenti potranno confrontarsi direttamente con la realtà di un'azienda, fatta di produzione, di officina, di esigenze, di tempi, di costi, di capitolato di materiali, ecc. In particolare gli stagisti svilupperanno tre nuovi format per locali pubblici. I primi due – Gelatù, Pasta & Co. – sono di proprietà della Gerratana s.r.l., mentre il terzo, Caffè 2.0, coinvolge il Caffè Barbera di Messina, una delle più antiche aziende di torrefazione in Italia, che ha aderito con entusiasmo al progetto dell'azienda modicana. Le attività degli stagisti saranno documentate da telecamere e microfoni anche nel tempo libero e con interviste nel confessionale, affinché dal reality emergano anche le loro aspettative,  ambizioni ed emozioni.L'obiettivo è quello di creare un portfolio che raccolga la documentazione filmata delle conoscenze e delle competenze maturate, spendibile per gli stagisti nel mercato del lavoro». Continua a leggere: >> Gerratana Reality Show Stage 2014, presentato il primo reality su uno stage aziendale

Gli America in concerto in Italia

In occasione del 40° anniversario, t ornano nel nostro paese per un'unica data gli America, la mitica band anglo-statunitense di"A Horse With No Name", "Sister Golden Hair", "Survival" e "You Can Do Magic". Il gruppo, reduce dall'ultima tourneé americana, è impegnato in una lunga serie di date negli States; dopo tre concerti in Francia e all'indomani della data in Israele, sarà la volta dell'Italia. L'inizio del concerto degli America è previsto per le ore 21 e 30 , con possibilità di posti a sedere sin dalle ore 19,00. Gli attuali membri originari degli America sono Gerry Beckley e Dewey Bunnell, dopo la scomparsa, nel 2011, di Dan Peek.

The lignt, official videoclip from Marco Bonvicini

Da marzo 2014 Marco Bonvicini collabora con ELFA Promotions al lancio promozionale del suo secondo lavoro discografico 2UE seguito da un primo mese di tour radio, due mesi di eventi live tra maggio e giugno 2014  su diversi palchi sia in acustico che in formazione elettrica tra cui l'ultimo il 21 maggio 2014 @ Medicina (BO) facendo scoprire melodie e un’inaspettata profondità dei testi.

giovedì 26 giugno 2014

Gerratana Reality Show Stage, nasce il primo reality in Italia su uno stage aziendale

Modica (RG) - Lo stage aziendale diventa un reality show, con tanto di coach e di confessionale. Si chiama "Gerratana Reality Show Stage 2014" ed è il primo reality in Italia (Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Reality_show) che racconta la vita quotidiana di sei stagisti impegnati all'interno di un'azienda che progetta e realizza arredi e attrezzature per bar, gelaterie-pasticcerie, panifici, pizzerie, ristoranti e negozi di quartiere.
La novità, lanciata dalla Gerratana s.r.l. di Modica su input del designer Giuseppe Savarino, direttore dell'Agenzia "Sava & Sava Communication", sarà presentata in conferenza stampa lunedì 30 giugno alle ore 11.00 nei locali dell'azienda (Viale delle Industrie, 16 - Agglomerato industriale ASI). Interverranno Rosalba Gerratana amministratore delegato della S.r.l., Lucia Trombatore responsabile della comunicazione, Giuseppe Savarino ideatore del progetto e Donatella Costantino portavoce dell'azienda Caffè Barbera di Messina, che è partner ufficiale dell'iniziativa.
I relatori illustreranno le modalità, i dettagli del programma, i tempi della messa in onda, gli obiettivi e le finalità del "Gerratana Reality Show Stage 2014". Continua a leggere >>

Gerratana Reality Show Stage, nasce il primo reality in Italia su uno stage aziendale

Terna quotazione borsa: il valore del titolo è più che raddoppiato

Terna, una storia di successo e per l’Italia un modello positivo di fare impresa producendo valore per gli azionisti e per il Paese. A 10 anni dalla quotazione in Borsa, il valore del titolo è più che raddoppiato, la società è posizionata tra le prime del Paese per capitalizzazione di Borsa. Una straordinaria serie di successi: 10 anni chiusi in utile, 8 miliardi di euro investiti, più di 3 miliardi di dividendi distribuiti, con un ritorno complessivo per gli azionisti di oltre il 300%.
Elettrodotto Francia
Una straordinaria storia di successo: 10 anni chiusi in utile, 8 miliardi di euro investiti, più di 3 miliardi di dividendi distribuiti, con un ritorno complessivo per gli azionisti di oltre il 300%. La storia di quello che poteva essere un puro spinoff tecnico è sotto gli occhi di tutti: ripercorriamola velocemente. Nel 2005 il pacchetto di controllo di Terna passa da Enel a Cassa Depositi e Prestiti che diventa azionista di riferimento con il 29,9% del capitale. Terna acquisisce la concessione di Trasmissione e Dispacciamento con il ramo d’azienda del GRTN.
A fine anno si insedia il Consiglio di Amministrazione della “nuova Terna”, con Flavio Cattaneo AD e Luigi Roth Presidente. L’Azienda si trova al 26° posto nella classifica delle quotate con una capitalizzazione pari a 4 miliardi di euro. A fine anno il titolo vale 2 euro per azione.
LogoTerna_210
Il 2006 si apre con un piano strategico che raddoppia gli investimenti di sviluppo sulla Rete rispetto ai cinque anni precedenti. Viene quotata in Brasile la società controllata Terna Participacoes e acquisite in Italia Edison Rete e AEM Milano. L’anno successivo si sbloccano alcune importanti opere e si firmano accordi per interconnessioni con l’estero e per garantire lo sviluppo al massimo della sicurezza. Nell’anno peggiore per l’economia mondiale, il 2008, quando la Borsa italiana crolla del 50% Terna regge l’urto e si dimostra un titolo altamente difensivo.
Viene riconosciuto il suo ruolo infrastrutturale, strategico per la crescita del Paese. Il Piano industriale 2008 annuncia investimenti per oltre 3,1 miliardi di euro di cui l’80% per lo sviluppo della Rete. ll titolo chiude a 2 euro e 34.
Il 2009 è l’anno del grande salto. Terna si distingue anche nelle attività di M&A: acquisisce a sconto la rete ad alta tensione di Enel, che arriva a 62mila km dai 39 mila di quattro anni prima, e vende Terna Participacoes al doppio delle quotazioni di borsa ed al valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro.
A fine anno il titolo sfonda il tetto dei 3 euro. Terna viene inserita per la prima volta nell’indiceDow Jones Sustainability, il più prestigioso indice borsistico internazionale di sostenibilità.
Nel 2010 Terna riceve dall’Edison Electric Institute di Washington il premio come miglior titolo fra le utility europee per rendimento complessivo.
In quest’anno sono 300 i cantieri aperti in tutta Italia. Sul fronte delle Attività Non Tradizionali vengono avviati, realizzati e valorizzati due progetti fotovoltaici tra i più importanti del Paese. L’attenzione all’innovazione tecnologica abbinata al design trova espressione concreta nell’installazione dei primi tralicci Foster, disegnati dall’architetto Sir Norman Foster, vicino Firenze. Intanto la percentuale di investitori esteri arriva al 34%.
Nel marzo del 2011 viene inaugurato il SAPEI, il cavo sottomarino dei record per profondità raggiunta e valore dell’investimento (750 milioni di euro), che unisce la Sardegna alla Penisola italiana. Taglio del nastro per l’importante infrastruttura Chignolo Po-Maleo nonché avvio dei cantieri della Sorgente Rizziconi il grande elettrodotto che unisce Sicilia e Calabria attraverso sei cavi sottomarini. Unica italiana tra le utility, Terna viene inserita in tutti e tre i nuovi indici STOXX Global: Environmental Leaders, Social Leaders e Governance Leaders.
Nel 2012 gli investimenti raggiungono la quota record di oltre 1,2 mld, il quintuplo rispetto al 2005, e viene avviata una nuova organizzazione: con Terna Rete Italia focalizzata sulle attività tradizionali e Terna Plus con nuovi scenari e opportunità di business. L’azienda, intanto, è in prima linea nell’innovazione: per la prima volta al mondo viene presentato un progetto sui sistemi di accumulo applicati alla trasmissione elettrica su larga scala. Il titolo a fine anno supera stabilmente i 3 euro.
Nel 2013 Terna viene premiata per la seconda volta dall’Edison Electric Institute di Washington come migliore utility europea per ritorno degli azionisti: è la prima in Europa ed unica italiana ad ottenere due successi consecutivi. Si sviluppano ancora le Attività Non Tradizionali, con l’annuncio del progetto di interconnessione Italia-Francia, per le aziende energivore e con l’acquisizione di Tamini trasformatori. Innovazione tecnologica e attenzione all’ambiente trovano la sintesi nell’installazione dei primi avveniristici pali Germoglio sulla nuova linea Trino – Lacchiarella.
Gli investitori che hanno scelto Terna anche per le sue performance sociali e ambientali rappresentano a fine 2013 il 7,2% del flottante: quattro volte la quota del 2008.
Dopo dieci anni dalla quotazione il valore di Borsa è più che raddoppiato, con una capitalizzazione che ha superato gli 8 miliardi di euro. A maggio l’Assemblea di Terna nomina il nuovo Vertice, con Matteo Del Fante Amministratore Delegato e Catia Bastioli Presidente.
Al giorno del massimo storico raggiunto a giugno, l’azionista che ha tenuto il titolo dal giorno della quotazione ha guadagnato oltre il 140% e, considerando anche i dividendi, ha ottenuto un rendimento complessivo superiore al 300%.
Dieci anni dalla quotazione in Borsa: la grande squadra di Terna, con la competenza e l’entusiasmo delle sue 3500 persone, ha contribuito a creare un modello positivo e una storia di successo: da puro spin off a solido gruppo industriale indipendente che con le sue opere ha generato risparmi per 5,5 miliardi di euro, a beneficio delle famiglie e delle imprese italiane.
FONTE: Terna

mercoledì 25 giugno 2014

Mons Dal Covolo: lettura del Rettore dell’Università del Laterano

La luce della fede” è il libro-intervista sulla recente Enciclica di Papa Francesco, scritto dal vescovo Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense. Lo scritto è dedicato idealmente ai giovani e fa riferimento al Meeting dei giovani cattolici per la giustizia social che ha visto l’Università del Papa proporsi come un’agorà internazionale di ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo caratterizzati da apertura affettuosa, da capacità di ascolto e di dialogo, da volontà di comunicare. Il libro scorre parallelamente ai contenuti dell’Enciclica. Mons Dal Covolo risponde alle domande della sua interlocutrice con puntualità teologica ed entusiasmo pastorale.
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Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore Lateranense
Testo integrale dell’articolo apparso su Korazym il 22 gennaio 2014.
«Quando neanche la luce del sole riesce a rischiarare le tenebre, la luce della fede “pretende” di farlo». È questo uno dei passaggi più significativi de “La luce della fede”, libro-intervista sulla recente Enciclica di Papa Francesco, scritto dal vescovo Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense.
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In quattro capitoli (più un’introduzione), editi dalla Lateran University Press, il presule salesiano risponde alle domande di Susanna Lemma, cronista del Tg1, sviluppando «una vera e propria catechesi sulla fede – spiega nell’introduzione il Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, Agostino Vallini –, nella quale non mancano i riferimenti ai Padri della Chiesa (dal Covolo è un riconosciuto patrologo a livello internazionale, ndr), alle esperienze vissute in prima persona, la citazione di testi letterari famosi che rendono – aggiunge il porporato – la lettura scorrevole, permettendo al lettore di vedere quanto il documento abbia da offrire all’uomo di oggi, in particolare ai giovani, con i quali Mons. dal Covolo è abituato a dialogare da sempre».
Proprio ai giovani il libro è dedicato idealmente. Dal Covolo lo spiega all’inizio del primo capitolo, quando fa riferimento al primo Meeting dei giovani cattolici per la giustizia sociale che, dal 20 al 24 marzo 2013, ha visto l’Università del Papa proporsi come un’agorà internazionale di ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo caratterizzati da apertura affettuosa, da capacità di ascolto e di dialogo, da volontà di comunicare.
Ma il libro non esclude dalla riflessione anche l’universo degli adulti, di educatori – osserva dal Covolo – «scoraggiati da ragazzi sfiduciati e depressi e schiavi di dipendenze nocive», a cui egli chiede di non stancarsi mai di educare: «Anzitutto con l’esempio, e poi con le parole».
Il libro scorre parallelamente ai contenuti dell’Enciclica. Dal Covolo risponde alle domande della sua interlocutrice con puntualità teologica ed entusiasmo pastorale.
Particolarmente significativa risulta l’analisi dell’ultima parte della Lumen Fidei, quella che il Rettore definisce «la più attualizzante». Tuttavia, dal Covolo ricorre ancora una volta ai Padri per rispondere alla domanda: “Come un cristiano deve vivere nella società?”
Cita la lettera A Diogneto, scritto anonimo della seconda metà del II secolo, nella quale si parla, per la prima volta, di doppia cittadinanza del cristiano: “Egli è chiamato ad essere cittadino della terra, ma anche del cielo”.
Queste indicazioni – ribadisce il presule – restano valide lungo i secoli e i millenni della Chiesa, per definire il ruolo del cristiano nella società. E finisce citando il discorso di Papa Francesco all’Episcopato brasiliano, il 27 luglio 2013, alla Gmg di Rio: «Nell’ambito della società, c’è una sola cosa che la Chiesa chiede con particolare chiarezza: la libertà di annunciare il vangelo in modo integrale, anche quando si pone in contrasto con il mondo». Quel contrasto che la solo la luce della fede può sanare.
FONTE: Korazym

Global Solar Fund in Italia per continuare a investire in energia pulita

Global Solar Fund – il fondo che controlla, attraverso società italiane ad esso riconducibili, e che gestisce, attraverso la Suntech Power Engineering Italy e la Global Solar Fund Engineering Italy, 180 parchi fotovoltaici in Italia (prevalentemente ubicati in Puglia) – rimane convinto delle potenzialità italiane nello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili. Nonostante i recenti paletti legislativi, GSF intende consolidare la sua posizione nel Belpaese.
Foto Tammaro
Giuseppe Tammaro
Giuseppe Tammaro, il manager chiamato dagli azionisti cinesi della Suntech a gestire la complessa fase di rilancio di GSF, crede ancora nelle potenzialità del fotovoltaico in Italia.
“Le norme emanate recentemente dal Governo – afferma Tammaro – di certo non ci aiutano e ci costringono a rivedere i budget pluriennali. Ma siamo convinti di poter rimanere saldamente in questo business e di continuare ad operare in questo Paese”.
Global Solar Fund intende consolidare la sua posizione: 140 MW installati per una produzione di energia pulita che la rende il secondo operatore nazionale.
“In primo luogo infatti – continua Tammaro – intendiamo valorizzare al massimo ciò che abbiamo già costruito e rientrare degli investimenti fatti gli anni scorsi. In prospettiva, è nostra seria intenzione riprendere a investire in Italia nella rinnovabili perché crediamo che nel Paese ci siano ancora spazi per lo sviluppo di progetti di qualità. E in questo non siamo soli: oggi GSF ha il pieno sostegno della China Development Bank, che ci sta aiutando nelle operazioni di risanamento, dopo i problemi degli scorsi anni, e che ci seguirà nella nostra strategia futura”.
Strategia pienamente condivisa dalla proprietà di GSF, il produttore cinese di pannelli fotovoltaici Suntech che, dopo i problemi sorti negli anni scorsi a causa della vecchia gestione di GSF, punta oggi nello sviluppo del fondo in Italia, per un suo rilancio a livello internazionale.
GSF logo
Global Solar Fund (GSF) fa capo a un Fondo di Investimento industriale co attivo fin dal 2008 nel settore dell’energia prodotta da impianti solari fotovoltaici, che si riferisce per l’88% del suo capitale a Suntech, colosso cinese della produzione di pannelli fotovoltaici, e per il 12% a Shi Zhengrong, imprenditore cinese, fondatore di Suntech.
Geograficamente GSF opera in Italia dove, con 140 MW di impianti fotovoltaici in Puglia e in Campania, è il secondo operatore italiano per potenza installata. GSF è presente in tutta la filiera del fotovoltaico: dall’acquisizione di impianti e di autorizzazioni alla loro progettazione esecutiva, dalla negoziazione con le banche per i finanziamenti alla costruzione degli impianti fino alla loro gestione.
FONTE: Global Solar Fund

martedì 24 giugno 2014

Il campionato italiano di Autocross a Campoverde

Si torna a correre alla pista di Autocross di Campoverde. L’Asal di Latina ha in calendario, per sabato 28 giugno, la gara di campionato italiano degli automobilisti tesserati UISP. La pista di Campoverde nata nel 2008, sabato offrirà, anche questa volta, uno spettacolo in notturna che sarà ancora più avvincente.

Mons Enrico Dal Covolo: Papa Luciani è morto di cause naturali

Giovanni Paolo I è morto di cause naturali. 167 testimoni e documenti medici portano la conferma definitiva che scagiona qualsiasi sospetto di morte indotta, come annunciato da Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore della Pontificia Università Lateranense e postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I. Mons. Dal Covolo ha spiegato che “Vengono fuori delle novità interessanti, emergono nuovi dettagli sullo stato di salute di Papa Luciani e, grazie alle testimonianze e ai documenti medici raccolti, la conferma definitiva che scagiona qualsiasi sospetto di morte indotta».
Mons Enrico Dal Covolo
Mons Enrico Dal Covolo
Testo integrale dell’articolo apparso su UCCR il 19 ottobre 2012.
Brutto colpo per l’ateologo (di poco valore ma con molto spazio a disposizione) di “Repubblica”, Corrado Augias, il cosiddetto “Dan Brown de noantri”: Giovanni Paolo I non è stato assassinato dal Vaticano ma, ovviamente, è morto di cause naturali. 167 testimoni e documenti medici portano la conferma definitiva che scagiona qualsiasi sospetto di morte indotta, come annunciato da mons. Enrico Dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense e postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I.
Eppure su questo caso Augias aveva raccontato di tutto e di più, infilando dubbi e misteri nei suoi libercoli. Ad esempio in “I segreti del Vaticano. Storie, luoghi, personaggi di un potere millenario” (Mondadori 2010) la tirò lunga per molto sul fatto che l’evento si verificò alla vigilia di una decisione importante con la quale il Papa avrebbe riorganizzato lo Ior, avvallando l’ipotesi dell’assassinio avanzata dai media anglo-sassoni.
Augias, oltre ad essere bravissimo a pubblicare articoli di altri spacciandoli per suoi, ha di fatto copiato la tesi dello sceneggiatore britannico David A. Yallop il quale, sentendo odore di sterline affermò di essere in grado di presentare le prove dell’omicidio e fare i nomi dei colpevoli. Scrisse un libro, “In nome di Dio. La morte di papa Luciani” (1985) che vendette più di sei milioni di copie in tutto il mondo e che gli permise -grazie ai diritti d’autore- di comprarsi un castello nell’Inghilterra del Sud (Contro la Chiesa, San Paolo 2009, pag. 315). Ovviamente Yallop da buon professionista, ha costruito il profilo di papa Luciani immerso nella luce (tutta meritata!) per contrapporla alle descrizioni tenebrose fatte sul Vaticano, ha anche sostenuto che Giovanni Paolo I avrebbe voluto aprire alla pillola anticoncezionale (il sex evidentemente tira molto più delcrime!) e all‘aborto.
Le accuse di Yallop sono andate al cardinale Villot, a Paul Marcinkus (a cui però respinse le dimissioni!) e alla massoneria (immancabile!), che lo avrebbero ucciso con una dose eccessiva di calmanti, lo scrittore britannico ha anche pensato di descrivere Giovanni Paolo I come un uomo in ottima salute, rischiando la denuncia per diffamazione da parte dei fratelli del Papa, Edoardo Luciani e Nina Luciani, sostenuti dalla governante suor Vincenza Taffarel, che curava la salute malferma di Luciani fin da prima della sua elezione al pontificato (proprio il giorno prima del decesso aveva avuto una crisi). Marco Roncalli, pronipote di papa Giovanni XXIII, lo ha confermato in un suo libro (qui una sua intervista chiarificatrice). Tutte le ipotesi di Yallop, occorre dirlo, non sono basate su nessuna prova, nessun documento viene da lui citato. Ci hanno comunque pensato John Cornewell (non certo vicino alla chiesa, autore di “Il papa di Hitler”!) nel suo Come un ladro nella notte e lo storico cattolico Michael Hesemann in Contro la Chiesa a confutare una ad una le tessere del suo mosaico.
Occorre dire comunque che il Vaticano ci ha messo del suo per dare adito alle leggende, dicendo due piccole bugie: venne detto, infatti, che fu il segretario privato del papa, don Diego Lorenzi ad entrare per primo nella stanza, ma in realtà a trovare il cadavere del pontefice fu la sua governante, suor Vincenza. In modo ingenuo si ritenne sconveniente far sapere che una semplice governante potesse andare e venire dalla stanza del Papa, ma Albino Luciani non volle cambiare le sue abitudini da parroco di campagna. La seconda bugia venne detta daRadio Vaticana, quando rivelò che il papa aveva sulle gambe il libro “L’imitazione di Cristo”. In realtà, si è poi scoperto, stava prendendo spunto da sue vecchie omelie per nuovi discorsi (Contro la Chiesa, San Paolo 2009, pag. 330, come spiegò anche il segretario privato). Anche questa venne ritenuta una notizia sconveniente da offrire al mondo. Infine non vi fu nessuna autopsia perché nessuno la ritenne necessaria (siamo ne 1978), il medico personale, dott. Buzzonetti, aveva individuato la causa del decesso in un infarto al miocardio (ma molto più probabilmente fu un’embolia polmonare). Quando poi apparvero le prime indiscrezioni da parte dei mezzi d’informazione, il Vaticano non vide la ragione di procedere con l’autopsia evitando -come disse il card. Oddi- di «piegarsi al sensazionalismo della stampa» (Contro la Chiesa, San Paolo 2009, pag. 330). Avrebbe significato prendere sul serio le voci circolanti e mostrare di avere dei dubbi.
La questione è comunque stata risolta in via definitiva in questi giorni da mons. Enrico Dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense e postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I, il quale presenterà la “positio” sulla beatificazione di papa Luciani (ovvero tutta la documentazione raccolta sulle virtù eroiche, sulla vita e sul suo presunto miracolo). Per questa occasione ha spiegato che «vengono fuori delle novità interessanti, emergono nuovi dettagli sullo stato di salute di Papa Luciani e, grazie alle testimonianze (167 persone sentite) e ai documenti medici raccolti, la conferma definitiva che scagiona qualsiasi sospetto di morte indotta».
Se la realtà supera la leggenda, allora è la leggenda che dobbiamo difendere, soprattutto se è anticlericale. Con questo intento Corrado Augias (Marco Politi e tutti gli altri amici anticlericali) proseguirà con l’ignorare la realtà continuando a dare spazio alla sua davvero invidiabile capacità di immaginazione? Non lo sappiamo, ma siamo fiduciosi che potrebbe sempre cambiare qualcosa.
FONTE: UCCR

AssoGenerici: Sostenibilità dell'innovazione farmacologica in mano al medico

I dati forniti dal rapporto di Farmindustria sul biotech sono incoraggianti. La chiave per orientare l’allocazione delle risorse del SSN sono però in mano al medico, che ha la possibilità di fare in modo di concentrare la spesa sui trattamenti innovativi pur continuando a garantire i trattamenti consolidati grazie al ricorso ai biosimilari.


“I dati forniti dal rapporto di Farmindustria sul biotech, con l’annuncio dell’arrivo di centinaia di nuovi trattamenti, sono incoraggianti anche per noi: significa che in futuro ci saranno altrettante opportunità per i farmaci biosimilari” dice Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici, commentando i dati diffusi ieri.
“È evidente, come si è visto chiaramente anche dall’andamento delCongresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) chiusosi recentemente a Chicago, che in alcuni settori chiave – l’oncologia, ma anche l’infettivologia e l’endocrinologia – siamo effettivamente a una svolta. È però altrettanto evidente che l’arrivo di queste terapie tanto innovative quanto costose pone un problema etico centrato sull’accesso alle cure”. Trattamenti dal costo pari a centinaia di migliaia di dollari/anno non sono facilmente sostenibili a valori costanti.
“Seguiamo da sempre con la massima attenzione il dibattito interno alla comunità medica ed è evidente come, anche in Italia, una della principali preoccupazioni dei clinici sia riuscire a garantire i nuovi trattamenti al maggior numero di pazienti per i quali sono indicati stanti le limitazioni dei budget” prosegue Colantuoni. Però, e lo abbiamo visto anche nel corso del nostro Convegno nazionale, a questa preoccupazione non seguono a volte comportamenti coerenti”.
Da una parte vi è il clinico che ricorre al biosimilare come farebbe con qualsiasi altro medicinale approvato dall’EMA, solo meno costoso dell’originator, per liberare risorse da destinare ai nuovi trattamenti. Dall’altro ci sono prese di posizione opposte, nelle quali si viene a chiedere di condurre sperimentazioni locali per stabilire se e a quali condizioni è possibile usare il biosimilare.
“Questo è assurdo: se un farmaco biosimilare è registrato come tale è perché ha già superato il vaglio della sperimentazione. Se valesse questo principio, allora si dovrebbero rifare le sperimentazioni anche per i farmaci brandeddi nuova introduzione, ma a nessuno verrebbe in mente di proporlo. Mai come oggi – conclude il vicepresidente diAssoGenerici – la chiave per orientare l’allocazione delle risorse del Servizio sanitario nazionale sono in mano al medico, che ha la possibilità di fare in modo di concentrare la spesa sui trattamenti innovativi pur continuando a garantire i trattamenti consolidati grazie al ricorso ai biosimilari. Ma quando si vede che in alcune Regioni la prescrizione di questi medicinali è pari al 40% e in altre al 10% soltanto si ha l’impressione che questa occasione di equità e razionalità la si voglia perdere”.
FONTE: AssoGenerici

Giuseppe Tammaro e le potenzialità del Fotovoltaico in Italia

Industria Energia intervista il manager Giuseppe Tammaro, nuovo amministratore delegato di Global Solar Fund, il secondo operatore fotovoltaico in Italia per potenza installata, che detiene 180 impianti, quasi tutti in Puglia. “Per i prossimi anni l’obiettivo di GSF è valorizzare la posizione sul mercato italiano e riprendere a investire nel settore delle rinnovabili in Italia, non solo nell’energia solare. Sempre con la strategia di essere presenti in tutte la fasi della filiera, per costruire un business solido e duraturo – ha dichiarato Tammaro. “Il nostro è un approccio etico e trasparente, indispensabile anche per marcare la differenza col passato di GSF”.
Foto Tammaro

Global Solar Fund è il secondo operatore fotovoltaico in Italia per potenza installata, e il primo in Puglia. Energiamedia ha incontrato il nuovo amministratore delegato della società, Giuseppe Tammaro, manager con più di 20 anni di esperienza nei servizi finanziari e bancari e nell’automotive.
Dottor Tammaro, ha assunto la guida di GSF da pochi mesi, la società esce da un periodo critico. Quali sono le strategie che avete assunto e quali le novità in cantiere per i prossimi anni?
GSF fa capo a un Fondo di Investimento industriale con sede in Lussemburgo, attivo fin dal 2008 nel settore dell’energia prodotta da impianti solari, che si riferisce per l’88% del suo capitale a Suntech, colosso cinese della produzione di pannelli fotovoltaici, e per il 12% a Shi Zhengrong, imprenditore cinese, fondatore della stessa Suntech. GSF opera principalmente in Italia, dove negli anni scorsi ha investito cifre importanti, e oggi si presenta come secondo operatore italiano, vantando 180 impianti e circa 140 MW installati, quasi tutti in Puglia.
Analizzando il modello di business di GSF si evidenzia una certa differenza con altri fondi di investimento, in quanto il Gruppo è presente in tutte le fasi della filiera del fotovoltaico.
È vero GSF è diversa da molti altri investitori nel fotovoltaico, che hanno un approccio di tipo fondamentalmente speculativo. Noi invece vogliamo essere partecipi e presenti in ogni fase del processo di produzione di energia. Partiamo dall’acquisizione di autorizzazioni, di impianti in costruzione o già esistenti che necessitino di un ammodernamento, per occuparci in seguito dello sviluppo della parte progettuale e dei finanziamenti necessari alla realizzazione dell’impianto. Appaltiamo la costruzione, controllando gli aspetti tecnici e autorizzativi e infine gestiamo gli impianti costruiti. E sui territori contiamo di restarci fino al fine vita degli impianti.
Tammaro, lei arriva in GSF dopo un periodo travagliato per la società: cosa dobbiamo aspettarci dalla vostra azienda nei prossimi mesi?
Purtroppo GSF ha dovuto affrontare negli anni scorsi diverse situazioni di criticità legate essenzialmente a errori e alla cattiva gestione del vecchio management, in particolare per quanto riguarda questioni legate alla non conformità di alcuni impianti e alle cosiddette «DIA a grappolo». Siamo coinvolti in procedimenti giudiziari che ereditiamo dal passato e che affrontiamo con senso di responsabilità e piena collaborazione con la magistratura. Siamo determinati a risolvere tutti i problemi connessi alla vecchia gestione, consapevoli del fatto che la sfida sarà lunga e complicata. Il nostro approccio è improntato alla trasparenza e alla collaborazione con le istituzioni nazionali e locali, con il GSE e con la magistratura. Il nostro è un approccio etico e trasparente, indispensabile anche per marcare la differenza col passato di GSF.
Risolte le questioni giudiziarie legate alla vecchia gestione, quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine per GSF?
Speriamo innanzitutto di risolvere positivamente e velocemente le vicende oggi sul tavolo, per i prossimi anni l’obiettivo di GSF è valorizzare la posizione sul mercato italiano e riprendere a investire nel settore delle rinnovabili in Italia, non solo nell’energia solare. Sempre con la strategia di essere presenti in tutte la fasi della filiera, per costruire un business solido e duraturo.
Giuseppe Tammaro
Vive a Torino, vanta più di 20 anni di esperienza nei Servizi Finanziari e Bancari e nell’Automotive. Ha lavorato tra l’altro in Unicredit, in Ferrari Financial Services (Gruppo Fiat) come CEO e in Fiat Bank Polonia come CEO.
GSF logo

Global Solar Fund (GSF) fa capo a un Fondo di Investimento industriale co attivo fin dal 2008 nel settore dell’energia prodotta da impianti solari fotovoltaici, che si riferisce per l’88% del suo capitale a Suntech, colosso cinese della produzione di pannelli fotovoltaici, e per il 12% a Shi Zhengrong, imprenditore cinese, fondatore di Suntech.
Geograficamente GSF opera in Italia dove, con 140 MW di impianti fotovoltaici in Puglia e in Campania, è il secondo operatore italiano per potenza installata. GSF è presente in tutta la filiera del fotovoltaico: dall’acquisizione di impianti e di autorizzazioni alla loro progettazione esecutiva, dalla negoziazione con le banche per i finanziamenti alla costruzione degli impianti fino alla loro gestione.

AssoGenerici: Biosimilari, sostenibilità innovazione equità delle cure

Nel corso della tavola rotonda pomeridiana del Convegno nazionale di AssoGenerici, sono stati messi a fuoco gli step che permetteranno di sfruttare al meglio l’opportunità dei medicinali biotech a più basso costo: informazione adeguata, aggiornamento delle linee guida e politiche di pricing adeguate. “Non dobbiamo ripetere gli errori che sono stati fatti al momento dell’introduzione dei farmaci equivalenti” dice il Vice presidente Francesco Colantuoni.


I biosimilari sono un’occasione unica per smentire la convinzione che quanto più una cura è innovativa, tanto più è ristretta la platea dei pazienti che possono accedervi, per operare una sintesi tra scelte razionali dal punto di vista economico e scelte di equità nell’accesso alle cure”. Così ilvicepresidente di AssoGenerici, Francesco Colantuoni, sintetizza l’andamento della tavola rotonda che ha caratterizzato il pomeriggio del Convegno nazionale di AssoGenerici.
Presieduto da Angelo Lino Del Favero, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’incontro ha visto la partecipazione di Massimo Di Maio dell’Associazione Italiana di Oncologia MedicaGiovambattista Capasso, Presidente dellaSocietà Italiana di NefrologiaMarco Matucci Cerinic Presidente della Società Italiana di ReumatologiaAnna Kohn, direttore F.F. Uoc gastroenterologia A.O. S. Camillo Forlanini e di Roberto Barbieri, della Segreteria nazionale del Movimento Consumatori.
Cogliere l’occasione del biosimilare, però, richiede alcuni passaggi su cui concordano tutti gli stakeholder europei. Innanzitutto serveun’informazione non viziata da preconcetti o da intenti promozionali sulle caratteristiche del biosimilare, sui requisiti di sicurezza ed efficacia di questi medicinali, così come una maggiore pubblicità dei dati raccolti in questi primi anni di impiego. “Va ricordato, a questo proposito, che nel database di farmacovigilanza dei biosimilari istituito dall’AIFA a oggi non risulta alcuna segnalazione che metta anche solo in discussione le caratteristiche di sicurezza di questi medicinali” spiega Colantuoni. “Ma è necessario che i medici, cui spetta la scelta del trattamento, comprendano la necessità di elaborare linee guida che tengano conto della disponibilità dei biosimilari, che in Gran Bretagna e in Germania, per alcune molecole, rappresenta il 70% delle prescrizioni”.
È importante dunque evitare gli errori commessi a suo tempo con i farmaci equivalenti, inizialmente presentati soltanto come un modo per far “scendere i prezzi”. Scongiurare questo errore significa anche, come emerge da un rapporto dell’European Biosimilars Group della European Generic medicines Association (EGA), “evitare politiche di massimo ribasso tali non solo da rendere antieconomica la produzione dei biosimilari stessi, ma anche da spostare verso il basso il pricing delle nuove terapie biotecnologiche. In questo modo si arresterebbe il percorso dell’innovazione farmacologica, esattamente il contrario di quanto auspicaAssoGenerici”.
FONTE: AssoGenerici

lunedì 23 giugno 2014

Palazzo Grimaldi, incontro con Renato Iurato sulla tecnica fotografica del 'mosso creativo'

Modica (RG) - Una serata in compagnia della poesia, dell'arte e della fotografia vi aspetta giovedì 26 giugno alle ore 19,00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106). In occasione della mostra fotografica "Le mie onde" di Renato Iurato (nella foto), si terrà un incontro a tema sulla tecnica fotografica del "mosso creativo" a cura del Gruppo fotografico Luce iblea e della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi. Interverranno Renato Iurato, presidente del Gruppo fotografico Luce iblea e i componenti del Gruppo. Marcella Burderi della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi leggerà alcuni brani poetici tratti dal volume di Cetta Lentinello "le mie onde", che si può acquistare nel foyer di Palazzo Grimaldi. L'incontro offre anche l'occasione per ammirare la mostra che espone una quarantina di scatti realizzati appunto con la tecnica del "mosso creativo" e incentrati sul tema delle onde (aperta fino al 6 luglio, tutti i giorni ore 17.00-21.00). Continua a leggere >>

Palazzo Grimaldi, incontro con Renato Iurato sulla tecnica fotografica del 'mosso creativo'

'Le coppie e il figlio”, a Casale Belvedere un corso per orientarsi nel mondo della genitorialità

Città di Castello (PG) - Dal 3 al 10 agosto nel Casale Belvedere (via Montemaggiore, vocabolo Belvedere n. 30) si terrà il corso residenziale "Le coppie e il figlio - Il navigante, la bussola e il sestante", a cura dello psicoanalista Riccardo Romano.
Il corso è rivolto a qualsiasi coppia (informale, sposata, separata, divorziata, di fidanzati giovani o anziani, in costruzione, perduta, ritrovata, in crisi, innamorata, stanca) che ha una relazione con un figlio (bambino, ragazzo, giovane, adulto, problematico, malato, tossicodipendente, nevrotico, psicotico, voluto, non voluto, desiderato, progettato, non arrivato, adottato, affidato, negato, sottratto). Continua a leggere >>

'Le coppie e il figlio”, a Casale Belvedere un corso per orientarsi nel mondo della genitorialità

Dal Covolo rettore: «Papa Luciani, modello del buon pastore»

Centesimo anniversario della nascita di Albino Luciani, Giovanni Paolo I, indimenticato Pontefice per soli 33 giorni. Alla vigilia di questo evento Avvenire ha intervistato il vescovo Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore della Lateranense e postulatore della causa di papa Luciani. “Sono convinto che se – come speriamo – Giovanni Paolo I giungerà all’onore degli altari, questo sarà perché egli incarna il modello del buon pastore, che dà la vita per il suo gregge. L’accettazione stessa del supremo impegno pastorale fu un gesto di autentico eroismo, come apparirà chiaramente dalla Positio” – ha dichiarato Mons. Dal Covolo.
Dal Covolo_Messa
Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore PUL
Testo integrale dell’articolo apparso su Avvenire il 17 ottobre 2012.
Cade oggi il centesimo anniversario della nascita di Albino Luciani, l’indimenticato Giovanni Paolo I che fu Pontefice per soli 33 giorni. Una ricorrenza importante non solo per la cifra tonda ma soprattutto perché proprio oggi si compie a Roma un gesto importante nel cammino che potrebbe portare, forse anche in tempi brevi, il “Papa del sorriso” all’onore degli altari. Alla vigilia di questo evento Avvenire ha intervistato il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Lateranense e postulatore della causa di papa Luciani.
Eccellenza in che cosa consiste la cerimonia odierna?
Si tratta di un evento semplice ma significativo, della consegna del Summarium, cioè della prima parte dell’intera Positio, al prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale Angelo Amato. Come è noto, la Positio è il dossier che dimostra al meglio l’eroicità della vita e delle virtù della persona di cui si parla. Il Summarium è una sorta di sintesi delle testimonianze offerte al riguardo dai testimoni interrogati. Nel caso di Luciani, si tratta di 167 testimoni. Alla cerimonia parteciperanno da una parte i superiori del dicastero; dall’altra io stesso, la mia collaboratrice per la causa, la dottoressa Stefania Falasca e un rappresentate del vescovo di Belluno-Feltre, don Davide Fiocco.
Quando è prevista la consegna della Positio completa?
La seconda parte della Positio, quella che raccoglie i documenti e, in generale, le questioni storico-biografiche, è quasi pronta. Così avremo due grossi volumi, elegantemente rilegati in tela rossa, come vuole la prassi, ed entro la fine dell’anno la Congregazione dei Santi avrà a sua disposizione la “Positio” completa per gli esami di rito.
Quali saranno i passaggi successivi della Causa?
Gli esami di rito sono due: uno da parte dei Consultori della Congregazione, l’altro da parte dei cardinali e vescovi membri del dicastero. Se, come speriamo, l’esito sarà positivo, il Santo Padre darà ordine alla Congregazione di preparare il Decreto sull’eroicità, il che comporterà per Luciani il titolo di “Venerabile”.
Si può fare una previsione di tempi?
Se intende alludere alla beatificazione, devo aggiungere che – dopo l’approvazione della Positio – occorrerà ancora concludere il processo parallelo sul presunto miracolo. Come si vede, si tratta di un iter alquanto complesso. Nella migliore delle ipotesi, ci vorranno ancora quattro o cinque anni.
Benedetto XVI per la causa del suo predecessore Giovanni Paolo II oltre a concedere una deroga per l’inizio del processo ha disposto anche che l’iter seguisse una corsia preferenziale. Prevede che lo stesso potrà accadere con Giovanni Paolo I accorciando così sensibilmente i tempi per vedere papa Lucani salire all’onore degli altari?
Naturalmente è ciò che io spero. Ma questo appartiene alla libera decisione del Papa…
La Positio affronta questioni che hanno particolarmente solleticato il nostro mondo mediatico, come le circostanze della morte di Giovanni Paolo I, o i suoi colloqui con suor Lucia a Fatima o la sua famosa frase su Dio “padre” e anche “madre”?
Sì, tutte le questioni vengono affrontate. Posso anticipare che verrà dissipato ogni dubbio su una presunta “morte indotta” di Luciani; che l’attribuzione di una sorta di profezia sull’elezione di Luciani a papa e sulla sua rapida morte, da parte di suor Lucia, non ha fondamento alcuno; che la famosa frase su Dio padre e madre, ricondotta al suo contesto proprio, risulta perfettamente ortodossa.
Al termine dell’udienza generale dello scorso 26 settembre lei, insieme al vescovo Giuseppe Andrich di Belluno-Feltre, ha avuto modo di parlare a Benedetto XVI della causa di beatificazione di papa Luciani. Cosa ci può dire di quel colloquio?
Abbiamo aggiornato il Papa sull’andamento della causa e gli abbiamo anticipato l’evento del 17 ottobre. Il Papa si è mostrato molto interessato. Egli non ha mai nascosto la sua grande ammirazione per Giovanni Paolo I. Basti pensare a quanto disse nel 2003 l’allora cardinale Joseph Ratzinger alla rivista 30Giorni. «Personalmente – spiegò in quella intervista – sono convintissimo che era un santo. Per la sua grande bontà, semplicità, umiltà. E per il suo grande coraggio. Perché aveva anche il coraggio di dire le cose con grande chiarezza, anche andando contro le opinioni correnti. E anche per la sua grande cultura di fede. Non era solo un semplice parroco che per caso era diventato patriarca. Era un uomo di grande cultura teologica e di grande senso ed esperienza pastorale. I suoi scritti sulla catechesi sono preziosi. Ed è bellissimo il suo libro Illustrissimi, che lessi subito dopo l’elezione. Sì, sono convintissimo che è un santo».
Qual è la cifra della santità di Giovanni Paolo I, che ha retto il soglio di Pietro per appena 33 giorni, e qual è il messaggio che la sua testimonianza può dare alla Chiesa di oggi?
Sono convinto che se – come speriamo – Giovanni Paolo I giungerà all’onore degli altari, questo sarà perché egli incarna il modello del buon pastore, che dà la vita per il suo gregge. L’accettazione stessa del supremo impegno pastorale fu un gesto di autentico eroismo, come apparirà chiaramente dalla Positio.
Eccellenza, lei ha avuto modo di conoscere personalmente Albino Luciani. Che ricordo ne ha?
L’ho già raccontato più volte, quindi non mi dilungo sui dettagli. Posso dire che quel giovane prete (eravamo nei primi anni Cinquanta: lui aveva poco più di quarant’anni, e io molti, molti anni di meno…) mi affascinava. Col senno di poi, direi che mi sembrava un salesiano. Non escludo che la sua testimonianza sacerdotale possa aver avuto un peso non indifferente nella mia storia di vocazione.
FONTE: Avvenire