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mercoledì 28 gennaio 2015

Psichiatria eugenetica e Shoah


Eugenetica e miglioramento della razza. In che modo i più eminenti psichiatri

tedeschi condussero la Shoah, e come riuscirono a convincere la gente che si

trattava di una cosa normale.

Gitta Sereny era una giornalista e storica britannica di origini ungheresi.

Nel 1971 ebbe modo d’intervistare Franz Stangl, ex ufficiale delle SS e

comandante dei campi di sterminio di Sobibor e Treblinka, nella prigione di

Düsseldorf in cui stava scontando l’ergastolo, appena pochi mesi prima che lui

morisse d’infarto. L’intervista risultò poi nel libro “In quelle Tenebre”. In

un tratto si legge:

“Sarebbe corretto dire che dopo un po’ si abituò alle liquidazioni?”.  “Sì -

risponde Stangl - dopo un po’ ci si fa l’abitudine”.  “Dopo giorni? settimane?

mesi?” chiede la giornalista. “Ci vollero dei mesi prima di riuscire a

guardarli negli occhi … era come se non fossero essere umani. Li chiamavamo

‘merce’. Li vedevamo passare attraverso il ‘tubo’ (il corridoio che portava

alle camere a gas, ribattezzato dai nazi ‘La Strada per il Paradiso’) - come

posso dire: erano nudi, schiacciati gli uni contro gli altri, procedevano a

colpi di frusta.”
Psichiatria eugenetica
Didascalia nell’immagine: Il costo di un malato ereditario fino a quando non

raggiunge l'età di 60 anni: 50.000 Marchi
La giornalista insiste - sembra non capacitarsi di come queste azioni fossero

scivolate nella normalità: “Non avrebbe potuto cambiare qualcosa, per esempio

questo trattarli come animali da macello?”.  “No - spiega Stangl - quello era

il sistema. Era stato inventato da Wirth, e sembrava funzionare. Siccome

funzionava, non si poteva cambiare”.  Chi era mai questo Wirth, e come riuscì

a indurre così tante persone a credere che fosse normale trattare degli altri

esseri umani in maniera così feroce?

Christian Wirth, ufficiale delle SS, nel 1939 fu inviato nella clinica

psichiatrica di Grafeneck per prendere parte al famigerato programma “Aktion

T4” di cui, nel 1940 divenne capo. Questo programma (il nome T4 sta per

Tiergartenstrasse 4 - l’indirizzo dell’ente per la salute) doveva implementare

l’eutanasia forzata su larga scala, eufemisticamente ridefinita “morte per

compassione”. Serviva a lenire la sofferenza di coloro la cui vita “non era

degna di essere vissuta”. Non tutti sanno che, prima dell’Olocausto, in

Germania centinaia di migliaia di persone la cui vita era definita “non degna

di essere vissuta” furono uccise. Poteva capitare a chiunque, non solo agli

ebrei. Molti ‘ariani’ furono sterminati in quel modo. Era l’inizio: il seme

era stato piantato e avrebbe dato i suoi germogli.

L’eugenetica - dal greco “buona nascita” - prese piede sulla scia delle teorie

darwiniane verso la fine del XIX secolo. L’idea di “sopravvivenza del più

forte” fu dapprima usata per impedire che i deboli procreassero e, più tardi,

per giustificarne la soppressione. Hitler la usò come strumento per

“migliorare” la razza umana. Solo gli ariani potevano riprodursi, e dunque

occorreva sterminare le cosiddette razze inferiori: ebrei e zingari, ma anche

‘ariani’ omosessuali e malati mentali.

Il concetto di razza inferiore prese piede in questo substrato culturale

imbevuto di pseudoscienza eugenetica, fornendo la base di consenso allo

sterminio. Ecco perché Stangl poteva “guardare negli occhi” le sue vittime

senza provare rimorso.

In un discorso tenuto al congresso dell’associazione (Berlino, 26 novembre

2010) nell’ambito del dibattito “Psichiatria nel Nazionalsocialismo –

Commemorazione e responsabilità”, il suo Presidente, Prof. Dr Frank Schneider

ha ammesso le gravi responsabilità della psichiatria tedesca per la

giustificazione e l’attuazione dell’Olocausto. Riferendosi alla legge ispirata

dallo psichiatra Ernst Rudin (presidente dell’associazione psichiatrica

tedesca dal 1935 al 1945), approvata nel 1933, poco dopo l’ascesa al potere di

Hitler, sulla prevenzione delle malattie mentali ereditarie, Schneider ammise:

 A causa di questa legge più di 350.000 persone furono selezionate dai medici

e forzatamente sterilizzate. Più di 6.000 persone morirono durante questi

interventi. Nella sua veste di presidente dell’allora associazione

psichiatrica, Ernst Rudin nei suoi discorsi d’inaugurazione del nostro

congresso ha più volte parlato in favore di queste sterilizzazioni. Ma non ci

furono solo sterilizzazioni forzate: ci furono anche assassinii… fu uno

psichiatra, Alfred Erich Hoche, nel suo libro del 1920 sull’approvazione dello

sterminio della “vita indegna di vivere”, insieme al giurista Karl Binding, a

coniare il termine “esistenza zavorra” e fu ancora lui che preparò un catalogo

delle presunte malattie mentali incurabili, che chiamò “condizioni di morte

mentale”. Nel 1930 questo diventò nel mensile nazionalsocialista la richiesta:

“Morte alla vita indegna di vivere!”. Nel settembre del 1939 Hitler ordinava

la cosiddetta eutanasia, e incaricò di questo progetto Werner Heyde -

ordinario di psichiatria e neurologia a Wurzburg. Almeno 250 - 300 mila

persone mentalmente e fisicamente malate furono vittime di quest’azione e

delle seguenti fasi di uccisione dei malati, che si protrassero per qualche

settimana oltre la fine della guerra.
Con pulmini grigi, il simbolo dello sterminio, i pazienti venivano prelevati

dalle case di cura e portati alle 6 istituzioni psichiatriche, in cui erano

state costruite le camere a gas. Le istituzioni mentali divennero istituzioni

di sterminio. La cura divenne lo sterminio e gli psichiatri supervedevano il

trasporto e l’uccisione dei pazienti che riponevano in loro la propria

fiducia.

Oggi in Europa gli psichiatri non praticano apertamente l’eugenetica, e si

presentano con un volto umano. A ben vedere però, l’ideologia di base è ancora

viva, ed è intrinseca nel concetto stesso di malattia mentale, in nome della

quale è lecito legare, recludere, imbavagliare, elettroshockare e sedare una

persona contro la sua volontà: per ‘aggiustarla’.

Il discorso completo del Prof Frank Schneider (in tedesco) si trova sul sito

ufficiale DGPPN (Associazione Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Malattie

Psicosomatiche e Nervose) all’indirizzo:

http://www.dgppn.de/history/psychiatry-under-national-socialism/speech-

professor-schneider.html

Per un riassunto in italiano vedere: Presa di coscienza sugli orrori della

psichiatria durante l'olocausto

https://www.ccdu.org/comunicati/psichiatria-eugenetica-shoah

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