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giovedì 28 gennaio 2016

“Sono qui per te” dal 29 Gennaio nei principali stores il primo album di Giovanni Balduzzi in arte “Joba”


Sull' onda del singolo che è uscito nelle radio italiane e presente nelle principali classifiche indipendenti, "Sono qui per te" rappresenta il primo vero lavoro discografico di Giovanni Balduzzi in arte Joba, estratto dall’album d'esordio del cantautore Trentino con uscita il 29 Gennaio 2016 su etichetta Music Ahead. L’intero album è stato interamente scritto da Joba insieme al suo produttore e arrangiatore Giuliano Boursier.

L'album

 “Sono qui per te” è il singolo che da il titolo all'album d'esordio di Joba. Questo brano, dalle sfumature classiche ma di notevole modernità negli arrangiamenti è molto importante perché è dedicato alla musica, o meglio a chi fruisce della musica, il pubblico. Infatti è grazie a coloro che ascoltano le sue creazioni che l'artista può condividere le proprie emozioni e farle rivivere in ciascuna persona. Da qui la frase che chiude il brano e riassume in se tutto il significato del testo che la precede: “Sono qui per te, per suonare lo spartito del tuo cuore”.

“Dicono che”
Nonostante la gente, i mass media, i fatti che accadono quotidianamente affermino che il nostro mondo sia sempre più in crisi e sia sempre più difficile viverci, il ritornello di questo brano da un senso di speranza e di coraggio che va
oltre quel senso di pessimismo che aleggia nella nostra civiltà: “Una partita è già persa in partenza se non vuoi provare a giocare. Non c'è salita più impossibile di quella che non vuoi nemmeno affrontare”.

 “L'abitudine”

La sua particolarità sta nel cambio che si percepisce dalla strofa al ritornello. Cambio che si nota soprattutto nell'intenzione diversa nell'utilizzo della voce da parte di Joba: più soffiata e sofferta nelle strofe dove si evidenziano i caratteri di una coppia che ormai è arrivata al capolinea e sta insieme soltanto per abitudine; mentre è più energica nel ritornello, dove la frase “Lasciamoci andare” fa capire quanto possa essere sottile la linea di demarcazione
che separa l'amore dall'abitudine e qualora l'abitudine prenda posto, definitivamente, all'interno di una coppia sia meglio seguire strade diverse.

 “Oh Mayday!”

“Oh Mayday!” indica una precisa richiesta d'aiuto contro un mondo corrotto, inquinato, trasformato, più in negativo che in positivo, dalla mano dell'uomo. Però anche in questa canzone si accende una luce di speranza.
Speranza che ci è data dagli affetti personali e dalla volontà di quelle persone che si impegnano, anche nel loro piccolo, a rendere, ogni giorno, il nostro pianeta un posto migliore.

“Prendi la tua strada”

E’ un monito a stare in guardia da quelle persone che stringono amicizia per interesse, oppure da coloro che presentano evidenti propensioni all'invidia. Infatti questo tipo di amicizie non possono che far risaltare quel comportamento negativo, che sfocia in un vero e proprio vizio: l'ipocrisia. Ed è proprio il ritornello che si apre con la parola “ipocrisia”, per sottolineare, in maniera forte ed energica, la sua pericolosità, tanto da farne assumere i connotati di una vera e propria malattia per chi la pone in essere, ma anche per tutti coloro che ne sono vittime.

“Riparti da qui”

E’ un brano dove si mischiano suoni reali e suoni elettronici per dare forza al ritornello facendo passare un messaggio ben preciso: quello contro la depressione. Infatti la vita è fatta di salite e di discese, ma non per questo, quando le cose non vanno poi così bene, bisogna abbattersi. Anzi, è proprio nei frangenti più difficili che si devono raccogliere le proprie forze per ripartire da capo.

 “Sempre più speciale”

Il sound da un senso di pace e di serenità. Infatti è una canzone dedicata alla figura materna. Figura fondamentale nella crescita di ognuno di noi, ma non solo, anche in età adulta. Per questo, come si dice nel ritornello, anche se le strade della vita porteranno a separarsi fisicamente dagli affetti familiari, in fin dei conti, la pace e la serenità starà nel fatto che saranno quelli su cui si potrà sempre contare in qualsiasi tipo di circostanza.

 “Senza diversità”

La tematica è molto attuale. Infatti si parla di razzismo e dell'ignoranza della gente dettata da stupidi pregiudizi nei confronti del “diverso”. Come dice il ritornello “Il cielo all'orizzonte è unico, senza diversità”, perchè, effettivamente, siamo tutti uomini, siamo tutti uguali anche se ci differenziamo per il colore della pelle, o per cultura, o, ancora, per tradizioni. Se ci pensiamo bene e andassimo in un altro Continente o in un altro Stato potremmo essere visti come “diversi” e come ci sentiremmo se venissimo accolti come spesso accogliamo noi gli extracomunitari? Da qui, a rendere l'idea di questo concetto, ecco l'immagine presente nella seconda parte della strofa “Anche se italiano a Zurigo sono estraneo”.
 “Una sola bugia” è una delle due ballate presenti all'interno dell'album insieme a “Sono qui per te”. In questa canzone viene trattato il tema dell'amore, ma da una prospettiva completamente diversa: la rabbia a seguito di
una bugia. Il testo tende a sottolineare più volte che una sola bugia è perdonabile, purchè non sia follia e nasconda un'infedeltà. Ed è proprio per questo che la vera follia starebbe nel fatto di buttare al vento una storia d'amore per un banale errore dettato dalla natura umana. Infatti, tutta la canzone è incentrata sulla voglia, da parte del partner caduto in fallo, di recuperare quel rapporto d'amore unico e speciale che sembra esser stato minato a causa, appunto, di “una sola bugia” (“nelle radici che il tempo ha nutrito per noi non dubitare mai”).

“Un'altra estate”


Anche qui il tema è incentrato sull'amore, ma trattato sempre da una prospettiva diversa rispetto alla “classica storia d'amore”. Infatti qui i protagonisti sono due persone adulte che, a distanza di anni, si rivedono e tra una domanda e l'altra fanno riaffiorare i loro ricordi più belli: quelli di un'estate al mare, intrisa d'amore puro, ingenuo, adolescenziale. A un certo punto però uno dei due si accorge che c'è qualcosa che non va nell'altro (“il tuo vestito è un po' strappato, cosa c'è?”), ha uno sguardo che non ricorda, di certo, i bei momenti passati insieme negli anni dell'adolescenza e, probabilmente, colto da un momento di debolezza, o voglia di evadere dai propri problemi personali, questa volta, si lascia andare ad una passione più matura, una vera e propria passione fisica.

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