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mercoledì 22 marzo 2017

Nuove religioni

È insito nel cuore e nella coscienza di tutti desiderare la realizzazione di una vita pacifica. Quest’obiettivo può essere perseguito solo grazie a un processo di formazione delle coscienze individuali; processo che deve poi espandersi naturalmente a tutta la collettività, a partire dagli educatori, dai rappresentanti delle istituzioni, dai giornalisti, dagli uomini di scienza. Indispensabile in questo processo è la cooperazione inter-religiosa: le religioni devono ritrovare ciò che le unisce pur nelle diversità che le contraddistinguono. Ed è necessaria anche la collaborazione tra le varie attività e discipline umane. Nel mese di febbraio di quest’anno si è tenuto un dialogo tra la Chiesa di Scientology e Marco Borghini , Direttore dell’Accademia Strata di Pisa ,ma anche attento studioso della cultura religiosa che si trova nella Sacra Scrittura e di tutte le filosofie religiose dell’antichità. Il ministro della Chiesa di Scientology ha risposto a tutti i quesiti posti dall’auditorio, quest’ultimo incuriosito da una nuova realtà probabilmente poco conosciuta . La conferenza ha permesso un confronto tra vecchie e nuove religioni, invogliando la collettività ad un dialogo sempre più aperto e collaborativo tra diverse realtà.

Lotta contro la droga a Lucca

Il gruppo “Dico no alla droga” di Firenze, ogni settimana assieme ai suoi volontari distribuisce circa 400 opuscoli “La verità sulle droghe”. Questo perchè una corretta informazione soprattutto sui giovani da ottimi risultati. Infatti, è vero che la conoscenza e’ la migliore arma in ogni situazione. Questa settimana i volontari hannno inviato una delegazione nella città di Lucca affinché anche questa area abbia le corrette informazioni sulla droga e sulle gravi conseguenze del suo utilizzo. L’opuscolo che l'incaricato assieme ai suoi volontari sta distribuendo contiene delle informazioni essenziali sulle droghe di uso comune. Le droghe che vengono menzionate sono: alcol, cannabis, marijuana, hashish, ecstasy, cocaina, crack, ritalin, crystal meth e metanfetamine, eroina, LSD e infine l’ossicodone. Per ognuna di queste droghe vengono indicati i soprannomi comuni e gli effetti a breve e lungo termine. L’intento dei volontari e’ quello di sensibilizzare i giovani sulle droghe, creando una vera e propria cultura di prevenzione, basata sull’informazione e non sulla punizione. Oggigiorno le droghe dilagano e sempre piu’ giovani ne fanno uso, senza conoscere gli effetti devastanti in cui incorrono, ecco che allora una corretta informazione sul soggetto mette la persona nelle condizioni di valutare se fare il primo passo o meno. L’uso/abuso di droghe nella nostra società è frutto della disinformazione di una cultura che ti dice “le hanno usate tutti…”, ed eccoci qui a occuparci di problemi ben piu’ gravi dovuti alle crisi di astinenza e a centri per la disintossicazione. I volontari del gruppo del Dico no alla droga si rifanno al motto del filosofo e umanitario Ron Hubbard che dice: "Le droghe privano la vita dalle gioie e dalle sensazioni, che sono comunque l'unica ragione di vivere". Un grato riconoscimento alla Chiesa di Scientology di Firenze.

“CENERE” È LA CANZONE CON CUI LA BAND MILANESE SBARAGLIA IL PANORMA POP MUSICALE ITALIANO


Con già all’attivo una nutrita esperienza nei live e numerose vittorie in importanti concorsi, i quattro giovani artisti presentano ora un potente brano che sviscera la conclusione di una storia d’amore.

Cenere parla della saturazione del rapporto tra due persone che hanno provato a stare insieme:

«Quando tutti ti cercano e l’unica persona che vorresti non ti vede più, ci si accorge di non conoscere bene neanche se stessi scoprendo tutte le proprie debolezze. Inevitabilmente il rapporto finisce e se prima era fuoco, ora è solo cenere».




L’album, la cui uscita è prevista per fine 2017, è prodotto dall’etichetta milanese Rusty Records.


BIO

Poco Di Buono si formano a Segrate (MI) nel settembre 2009 da un'idea di Filippo Gimigliano (voce) e sono composti da Riccardo Ierardi alla batteriaTommaso Sgarbi alla chitarra e Roberto Labriola al basso. La band sin dai primi mesi inizia ad esibirsi in vari locali milanesi con un repertorio di inediti e cover, ma con il passare del tempo sente l’esigenza di lavorare solo su canzoni proprie fino ad arrivare a "Chiara", con la quale si classificano secondi al concorso per aprire il concerto di Ligabue allo stadio San Siro, con più di 3000 voti. Nel giugno 2010 si esibiscono al PalaSegrate al "Concerto per Chiara", una data indimenticabile grazie alla quale il gruppo viene consacrato. Da questo momento in avanti si apre la porta per una lunga stagione di concerti dal vivo. Il tutto culmina nel giugno 2012 alla finale nazionale dell'evento “Emergenza” con concerto all' Alcatraz Milano, una data unica, che rimarrà stampata nel cuore della band e dei loro fans, sempre in crescita.
Tra il 2013 e il 2014 la band inizia a registrare il suo primo album dal titolo "Cambiare il mondo", disco autoprodotte che contiene otto brani originali ed una cover.
Il 22 novembre 2014, con il singolo “Io ti penso qua” la band si aggiudica il primo posto nella categoria inediti al Festival di Macherio, aggiudicandosi anche il premio “Mia Martini”. Grazie a questo si esibiscono anche nella notte di capodanno 2015 in piazza Bra a Verona davanti ad una folla di 40.000 persone per l’evento Grandi Festival Italiani”.
L’uscita del disco apre alla band un’estate piena di concerti in giro per l’Italia, toccando Milano, Lecce, Roma, Modena, Sanremo, Arona e tanti altri piccoli comuni.
Il 20 settembre dello stesso anno la band partecipa tra gli artisti emergenti all’evento “Buon compleanno Mimì” al teatro Nuovo di Milano, esibendosi con artisti del calibro di Masini, Dolcenera, Ron, Michele Bravi ecc.
A febbraio 2017 firmano con l’etichetta Milanese Rusty Records per il nuovo progetto discografico.




Contatti e social

Etichetta Rusty Records: artisti@rustyrecords.net




martedì 21 marzo 2017

Chapter 1 : il nuovo album di Jake Sarno da oggi in tutti i digital store


Ecco "Chapter 1",  il primo capitolo di un viaggio, un concept album di 7 tracce che accosta elementi di scrittura e suono americani ad una forte identità europea. Un grande ritorno sulla scena musicale italiana per Jacopo Sarno, in arte ora Jake Sarno. L' album è stato anticipato dal singolo "Feathers And Wax”, presente nelle principali indie charts da questa settimana .

Il soul e il blues nei suoni dell’hammond e dell’armonica incontrano beat elettronici e strutture metriche non convenzionali. Un sound che si evolve dalla prima all’ultima nota, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio dai tetti di Barcellona alle luci di New York, dal volo di Icaro al fuoco solitario di una sosta on the road.

Multi-link: https://lnk.to/Chapter1

Biografia :
Jake Sarno è autore/compositore del brano assieme a Fausto Cogliati (produttore di Fedez, J-Ax, Raphael Gualazzi, Francesca Michielin) che ha prodotto e arrangiato l’intero album.

Il video, scritto e diretto da Pablo Papeltengo, è prodotto da Cloverthree Film (la stessa produzione del progetto “Palle di Natale”, oltre 6 milioni di views su YouTube) e ne sono protagonisti i più cari amici di Jake.
Qualche mese fa il primo artista non-americano di Walt Disney ha cambiato il nome della sua pagina Facebook da Jacopo Sarno in Jake Sarno, suscitando le prime reazioni tra i suoi fan.

Da inizio Febbraio la stessa pagina ha cominciato a riattivarsi, pubblicando foto e video che mostravano immagini del passato dell’artista: dalla sigla di “Io e la mamma”, sitcom Mediaset del 1997 con Gerry Scotti e Delia Scala, al red carpet di High School Musical a Roma, dal palco di TRL (MTV) al tour italiano del suo primo album nel 2009 con i Jonas Brothers, fino ad arrivare alla serie hollywoodiana Zack & Cody, creando nostalgia dei tempi passati tra i fan, ma anche curiosità. Il messaggio è chiaro ed esplicito: “ve lo ricordate?” si legge all’inizio di alcuni suoi video, “DIMENTICATEVELO, #JAKEISBACK” è il cartello di chiusura, indizio di un grande ritorno, o una rinascita artistica.


lunedì 20 marzo 2017

Conoscere i Diritti Umani

I Volontari della sezione di Firenze di Gioventu per i diritti umani continuano ad informare riguardo ai Diritti Umani, questa settimana per le vie della città di Firenze verrà distribuita la copia omaggio: “Che cosa sono i Diritti Umani?” con inclusa la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Questo importante documento sancito dall’ONU nel 1948 non è ancora abbastanza conosciuto dalla maggior parte della comunità, per questo numerose iniziative continuano a seminare l’informazione. Lo scopo di questa iniziativa è molteplice, si vuole sensibilizzare le persone di tutte le età ad una maggior conoscenza, inoltre anche le scuole dovrebbero utilizzare i materiali didattici disponibili per far conoscere ai giovani che cosa sono i Diritti Umani e soprattutto usandoli nella quotidianità potremmo raggiungere un miglior grado di fratellanza e rispetto reciproco. Attualmente è disponibile anche la “Guida per l’insegnante" che presenta diverse soluzioni per realizzare progetti informativi per i giovani; non da meno sono gli annunci di pubblica utilità con i 30 Articoli che diffusi a profusione arrivano ogni attraverso i canali TV. Disponibile sul sito www.youthforumanrights.org è possibile vedere il film educativo “La storia dei diritti umani” inoltre chi vuole appoggiare il progetto di far diventare i diritti umani una realtà globale può firmare la petizione cliccando nell’apposito link. Ogni individuo vorrebbe essere uguale in dignità e diritti, indipendentemente dalla razza, lingua, religione. Questo non sempre avviene, ancora oggi violenze di ogni genere avvengono in ogni parte del mondo, dalle violenze tra le mura domestiche al commercio di esseri umani. Per fare qualcosa a riguardo è necessario che tutti noi conosciamo che cosa sono i diritti umani; metterli in pratica è il punto successivo. “ I Diritti Umani devono diventare una Realtà non restare un sogno idealistico" Citazione di L.Ron Hubbard.

Ernia Del Disco: C’è Solo La Chirurgia? L’aiuto Della Chiropratica

Intervento di Dr.Wayne Steiner, presidente comitato per l’etica dell’Associazione Italiana Chiropratici.


Sembrava il solito mal di schiena. Qualche giorno con un po’ di rigidità e di indolenzimento, poi un movimento apparentemente banale ed eccoci, bloccati con un dolore lancinante lungo la gamba: l’ernia al disco.


Cosa ci aspetta? Il solito rituale di anti-infiammatori, miorilassanti, analgesici. Poi le consuete visite, le terapie di recupero e, nel peggiore dei casi, il ricorso al la chirurgia. Non sempre però, l’opzione chirurgica risulta la più adeguata. A volte, anzi, potrebbe risultare più dannoso che utile. La stragrande maggioranza delle ernie discali non richiede l’intervento chirurgico. Attualmente, meno del 25% delle ernie arrivano a essere operate, e se parliamo di ernia discale cervicale la percentuale scende ulteriormente. Tanti tendono a considerare l’ernia al disco come un evento a sé stante, quando invece è in realtà la manifestazione finale di una lunga serie di squilibri e disfunzioni sommatisi nel tempo. La vera causa dell’ernia non è da ricercare in quello starnuto o in quel pezzo di carta caduta che abbiamo raccolto da seduti, né è da ricercare in quella enorme valigia che abbiamo maldestramente sollevato. Quegli eventi rappresentano solo l’ultimo anello di una lunga catena, la goccia che fa traboccare il vaso, il prodotto finale di tanti fattori che provocano micro e macro traumi a livello del disco.
L’ESEMPIO DEL PALLONCINO
Quando esistono squilibri posturali i dischi sono costretti a deformarsi per mantenere il baricentro fisico del corpo. È una cosa, questa, del tutto naturale che però, se prolungata nel tempo, diviene logorante e patologica. Paragoniamo il disco a un palloncino pieno d’acqua. Se lo comprimiamo uniformemente dall’alto, il palloncino si deformerà omogeneamente verso la periferia. Se lo si comprime maggiormente su un lato, sporgerà nella direzione di meno resistenza ovvero verso il lato opposto. Fin lì tutto bene, quello è il suo mestiere. Il problema sorge quando queste deformazioni sono costanti e continue. Cosa può creare questi squilibri? Innanzitutto, un dislivello pelvico dovuto a dismetria agli arti inferiori; una gamba più corta dell’altra, realmente oppure apparentemente per un piede in pronazione (piede piatto) o una rotazione dell’emibacino per sublussazione.

Cosa può fare la chiropratica
La chiropratica si distingue dalle molteplici altre discipline per l’approccio riduttivo nella ricerca della vera causa del problema, sia strutturale che abitudinale. Senza trovare ed eliminare questa, ogni tentativo per risolvere la patologia risulterebbe di efficacia temporanea o potrebbe, peggio ancora, rivelarsi nullo. Le indagini di anamnesi servono per capire dove intervenire in primis. Il lavoro svolto dal paziente e il modo in cui egli lo svolge, l’attività fisica o l’assenza della stessa, le abitudini nel tempo libero, la posizione in cui dorme, le scarpe che indossa e persino gli interventi odontoiatrici cui si è sottoposto sono tutte informazioni utili nell’ottica di stabilire un programma terapeutico individuale.
Per il sistema neuromuscoloscheletrico, così come per qualsiasi altro sistema, la parola chiave è equilibrio. Quando il sistema opera in uno stato di equilibrio la probabilità di patologia si riduce al minimo. Le varie tecniche chiropratiche, con il loro specifico approccio, hanno in comune questo obiettivo: la stabilità dell’organismo. Ogni interferenza va affrontata ed eliminata. Di quali strumenti si serve il chiropratico per stabilire il programma terapeutico? Oltre ai fattori menzionati sopra, il dottore chiropratico utilizza la Risonanza Magnetica Nucleare (R.M.N.), la Tomografia Computerizzata (T.C.), le radiografie, l’Elettromiografia-Elettroneurografia (E.M.G.-E.N.G.), lo scoliosometro, il podoscopio, le osservazioni deambulatorie, opportuni test muscolari, i test neurologici e ortopedici.

La stragrande maggioranza delle ernie discali è asintomatica, non crea segni e sintomi classici percettibili; in poche parole, non provoca alcun dolore. Di solito è proprio il dolore che invita il paziente a indagare e cercare aiuto. Spesso queste ernie vengono scoperte per puro caso.
Ma quando si deve intervenire chirurgicamente? I criteri che riteniamo più adeguati sono i seguenti:
• Conferma con E.M.G.-E.N.G. di una lesione neurologica con segni di denervazione in atto. (Segnala una perdita progressiva della capacità del nervo di trasmettere impulsi; il nervo sta morendo);
• Atrofia avanzata del muscolo o dei muscoli coinvolti (grande perdita di massa e funzionalità muscolare);
• Dolore intenso e invalidante per più di tre mesi con o senza segni di neuropatia.
La decisione di intervenire chirurgicamente non deve essere dunque presa con leggerezza. I risultati possono essere deludenti. Il 35% dei pazienti che visitiamo per ernia al disco sono già stati operati. Si rivolgono al chiropratico in seguito alle famigerate recidive. Sono i casi, quelli, in cui non è stata identificata né eliminata la vera causa, lo squilibrio primario. È stato eliminato solo l’effetto finale, l’ernia discale appunto. Il chiropratico ha una visione del paziente e della patologia a 360°. Ciò significa che il paziente viene valutato nel suo insieme, con l’obiettivo di identificare l’origine della patologia e non di limitarsi alla cura dei sintomi.
Il dottore chiropratico può correggere difetti di posture e funzionalità biomeccanica, andando così a favorire la capacità innata del corpo umano a guarirsi, ma i cambiamenti comportamentali devono venire necessariamente dal paziente.

FontePressCom

domenica 19 marzo 2017

Scientology e il suo aiuto alla società

Gli Scientologist provengono da ogni ceto sociale, si preoccupano dei problemi sociali e sostengono numerosi programmi di miglioramento sociale, come quelli in favore dei 30 diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale, o nella riabilitazione dall’abuso di droga, verso un miglioramento degli standard educativi e anche per contribuire a ridurre la criminalità e il degrado morale. Gli Scientologist sanno cosa significa assumersi la responsabilità di migliorare le condizioni, proprio per questo i programmi umanitari promossi dalla Chiesa di Scientology e dai suoi parrocchiani si stanno espandendo ad un ritmo senza precedenti. Tali programmi includono: • La più grande campagna non governativa contro la droga esistente sulla Terra, una campagna che raggiunge decine di milioni di giovani ogni anno; • Il patrocinio di un centro di riabilitazione dalla droga e di addestramento internazionale, in risposta alla crisi mondiale causata dalla droga; • La più grande campagna di informazione pubblica non governativa sui Diritti Umani a livello mondiale, che promuove a vasto raggio tutti i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani per educare il pubblico sui diritti fondamentali di ogni uomo; • Il sostegno di un campus di formazione internazionale per aiutare gli insegnanti con la tecnologia di studio; • Un programma dei Ministri Volontari di Scientology che ha avviato iniziative di volontariato per portare sollievo nei casi di catastrofe e altri interventi su scala globale, ed ha un corpo di 203.000 membri attivi che sono allerta in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo del mondo per ogni situazione; • Il patrocinio di una fondazione internazionale per contribuire a ripristinare la moralità e la fratellanza tra gli Uomini. La Chiesa continua ad essere una voce implacabile nel campo delle riforme sociali e della giustizia. Gli Scientologist hanno messo in luce questioni quali la somministrazione forzata di psicofarmaci ai bambini in età scolastica, i pericoli di brutalità psichiatriche come l’elettroshock e la lobotomia, e gli esperimenti di guerra chimica e biologica segretamente intrapresi contro gli ignari cittadini americani negli anni ’60 e ’70. La Chiesa ha anche difeso il principio della trasparenza nell’amministrazione del governo ed ha aperto la strada all’uso della Legge sulla Libertà di Informazione e ad altre leggi in tutto il mondo che proteggono l’interesse pubblico e sradicano gli sprechi del governo e le violazioni dei Diritti Umani. L’obiettivo della Chiesa di Scientology è quello di migliorare la società attraverso i suoi programmi e attività e grazie al ruolo attivo che oggi ha nel mondo. Le mete della religione di Scientology formulate da L. Ron Hubbard sono quelle di creare:“Una civiltà senza pazzia, senza criminali e senza guerre, in cui le persone capaci possano prosperare e gli esseri onesti possano avere dei diritti, in cui l’Uomo sia libero di innalzarsi a più elevate altezze”. La Chiesa accoglie richieste di informazioni da persone che vogliono saperne di più in merito a Scientology. I rappresentanti ufficiali della Chiesa hanno sempre cercato di fornire informazioni accurate su Scientology ai media e al pubblico. Contattateci se avete ulteriori domande.

Il lungo viaggio dell’anima di Cinzia Rinaldi: il resoconto della presentazione ufficiale a Roma

“Mi prese il panico per le sue ultime frasi perché mi dette l’impressione che l’avventura stava appena iniziando e io dovevo stargli dietro, seguirlo in tutto insomma. Solo alcuni anni più tardi capii il vero messaggio, che dovevo iniziare a percorrere la via della scrittura e dell’arte in tutte le sue forme e… mettere per iscritto tutte le esperienze che stavo per fare con il mondo celeste, con l’aldilà.” - “Il lungo viaggio dell’anima”

Mercoledì 8 marzo 2017 presso l’Accademia Gioachino Belli (via Casilina 5L) a Roma si è tenuta la presentazione ufficiale del primo romanzo di Cinzia Rinaldi: “Il lungo viaggio dell’anima” edito dalla casa editrice Bastogi Libri.

Il Prof. Carlo Volponi, vice Presidente dell’Accademia, ha presentato l’autrice lodando l’entusiasmo e la forza mostrata per la stesura di un romanzo autobiografico gravido di sogni, visioni ed apparizioni non comuni che spaventano la maggior parte degli esseri umani, per la mancanza di sensibilità per le energie presenti nel mondo. Presenti all’evento anche il Direttore della casa editrice Bastogi Libri, il Dott. Angelo Manuali, e la Responsabile Dott.ssa Roberta Manuali.

“Il lungo viaggio dell’anima” ripercorre la vita dell’autrice e le apparizioni/visioni che negli anni le si sono manifestate. Troviamo al suo interno due personaggi di fama internazionale: Freddie Mercury e Michael Jackson.

Due musicisti che hanno profondamente segnato la vita psichica della Rinaldi, non solo per la loro produzione artistica ma anche, come si legge nel romanzo, per le fervide apparizioni nelle quali si trasmettevano conoscenze all’autrice.

Le domande che potremo porci quali “Ma perché proprio questa giovane donna fu contattata dall’appena deceduto idolo?”, “Perché l’essenza si materializzò a Roma e non per esempio nella sua città a Londra?”, “Cos’aveva di speciale Cinzia?”, “Era forse più pura delle altre fans di Michael Jackson oppure intercorrevano altre affinità fra i due?” non potranno mai aver una risposta certa. Dobbiam accettare che i fatti siano questi e che alcune scelte della nostra autrice siano state suggerite da forze esterne.

Due domande all’autrice:

A.M.: L’8 marzo 2017 presso l’Accademia Gioachino Belli hai presentato ufficialmente al pubblico il romanzo biografico “Il lungo viaggio dell’anima”. Com’è andata?

Cinzia Rinaldi: La prima presentazione ufficiale è andata decisamente bene, ero molto intimorita perché non avevo mai presentato nulla di simile, tantomeno il mio libro, dunque nei giorni precedenti ho dovuto lavorare fortemente con il mio animo che prevedeva il peggio. Invece posso dire che è andata molto bene e che ho ricevuto tantissime belle parole sia dal Prof. Carlo Volponi, sia dal pubblico presente che inizialmente mi è parso un po’ titubante sulla tematica del paranormale. È stata una serata di grande raccoglimento che porterò sempre nel mio cuore.

A.M.: Hai altre presentazioni in programma?

Cinzia Rinaldi: Sì, certo! Vorrei fare altre presentazioni in diverse città italiane, di sicuro toccherò Firenze, Milano, Torino. Non mi dispiacerebbe presentare “Il lungo viaggio dell’anima” anche a Napoli. La meta principale, però, è portare la mia creatura fuori dal mio paese perché i fans dei due grandi artisti sono appunto stranieri, uno americano e uno inglese. Il mio sogno è aprire a Londra, patria di Freddie, e anche Michael era amatissimo nella terra inglese. In futuro, sognando un poco, mi piacerebbe portare il libro a New York, patria di Michael, e in varie città americane nelle quali i fans sono maggiori. Il mio principale appello è rivolto al popolo jacksoniano sparso in tutto il mondo, vorrei invitarli vivamente a leggere la mia storia con il nostro Michael nella quale svelo la verità, guidata da un altro celebre defunto Freddie Mercury che si è manifestato inspiegabilmente a me. Un altro concetto che voglio ricordare ai lettori è il motivo per cui ho scritto questo libro: attraverso le mie esperienze posso confermare l’esistenza di un mondo parallelo al nostro, e dunque affermare che non siamo soli. Prima di mettere per iscritto queste mie vicende vissute in prima persona mi sono documentata per anni per verificare se era frutto della mia psiche o se era veramente reale ciò che mi capitava. Per cui io sono ormai sempre più convinta che Dio esista in tutte le forme e che utilizza oltre ai suoi fedeli servitori, gli angeli, anche essere umani per inviare il suo messaggio. Egli vuole anche che noi ci aiutiamo a vicenda, ci sforziamo partendo da noi stessi usando sempre frasi positive ed eliminando quelle negative. Solo così potremo pulire il nostro spirito e la nostra anima potrà vedere Dio, gli angeli e tutto ciò che circonda il cosmo.

Written by Alessia Mocci

Info
Sito Bastogi Libri
http://www.bastogilibri.it/
Facebook Cinzia Rinaldi
https://www.facebook.com/cinzia.rinaldi.946
Acquista “Il lungo viaggio dell’anima”
https://www.ibs.it/lungo-viaggio-dell-anima-libro-cinzia-rinaldi/e/9788899376970

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2017/03/13/il-lungo-viaggio-dellanima-di-cinzia-rinaldi-il-resoconto-della-presentazione-ufficiale-a-roma/

sabato 18 marzo 2017

FABIO BIALE “LA GRAVITÀ SENZA PESO” È IL NUOVO ALBUM DEL VIOLINISTA E POLISTRUMENTISTA DI ZIBBA E ALMALIBRE



Un viaggio tra Django Reinhardt, l’indie rock e le “Lezioni americane” di Italo Calvino che assicura all’ascoltatore un’esperienza acustica avvolgente, e ricca di ospiti come Zibba, Dario Canossi dei Luf e l’attore Mauro Pirovano.



Dopo la lunga militanza con Zibba e Almalibre e le avventure folk con i Luf, i Liguriani e i Birkin tree, il violinista cantante torna in studio da solo per una nuova raccolta di canzoni originali. Nelle dodici tracce lo swing gitano, il valzer, il canto narrativo ed il rock si incrociano per raccontare storie la cui gravità insegue il segreto della leggerezza: eroi, innamorati, assassini, mendicanti; i disillusi e gli inarrestabili.

Italo Calvino sottolinea che dal sangue della Medusa, che trasformava chiunque la osservasse in pietra, era nato il cavallo alato Pegaso. La pesantezza può essere rovesciata nel suo contrario” racconta Fabio a proposito dello spirito del nuovo album. “Così nello stesso disco convivono protagonisti della Resistenza e maniaci di provincia, chi si lascia andare allo sconforto e chi non smette mai di credere che domani sarà migliore. Tutti fanno parte dell'amara commedia della vita che solo una leggerezza pensosa può alleviare”.




Nel disco, registrato da Rossano Villa presso l'Hilary studio di Sori e masterizzato da Marco Canepa, Fabio Biale è accompagnato da Riccardo Barbera (contrabbasso), Saverio Malaspina (batteria), Fabio Vernizzi (pianoforte), Stefano Ronchi (chitarre), Luca Falomi (chitarre), Marco Vescovi (chitarra manouche), Stefano Cabrera (violoncello), Giorgia Mammi (clarinetto).
Il disco è impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti tra i quali Zibba, Dario Canossi dei Luf e l’attore Mauro Pirovano.



TRACK BY TRACK


. Il bolo isterico – “Il bolo isterico è una fastidiosa sensazione di groppo in gola, come un dito che prema la base del collo, una cravatta troppo stretta. La medicina riconosce questo disturbo fin dall’antichità ma non si può dire che ne sia venuta a capo. Una canzone che vuole essere un urlo (strozzato) liberatorio, una richiesta di consulto medico (gratuito, dopo tanto pagare a vuoto), un pretesto per mandare a quel paese tutto quello che rimane in gola e teniamo dentro fino a farci del male. La musica è uno swing alla Django Reinhardt”.

. Canzoni da more – “Sto andando a Genova. Una bella coda di macchine, fermo sul viadotto del Polcevera. Vedo la città e mi sale una melodia alla Gino Paoli che devo immediatamente registrare col telefono. Senti che come artista però devi dire no alle canzoni d’amore, basta romanticherie. Sono tutte smancerie, cerchiamo di essere concreti: amare rende le cose amare. Però alla fine ti ritrovi con un’ode all’amore coi fiocchi. Un bastian contrario. Ma la risposta è che non si scrivono canzoni d’amore e io ne scriverò”.

. Crapa pelata – “Avevo un minimarket. E una fidanzata a Pisa che aveva l’influenza e il mal di testa. Tra un etto di prosciutto e mezzo chilo di mandarini, le scrivo una filastrocca magica per farle andar via i malanni. Crapa pelata sono io, ma è anche quel personaggio di una canzone swing degli anni Trenta. Così il damerino del Varietà diventa un bottegaio di oggi ma lo swing resta. Torna il ritmo sincopato, le chitarre, i suoni d’artificio per eseguire l’inno all’evasione dalla routine”.

. La caffetteria Bandiani – “La caffetteria era il luogo dove ogni mattina consultavamo gli oroscopi per saper cosa il destino ci stesse preparando. Dove ci innamoravamo di tutte le ragazze che entravano. Dove la barista, a cui per far colpo avevamo fatto credere che stavamo scrivendo la Guida dei cappuccini liguri, era un sogno irraggiungibile. Bandiani, invece, è il soprannome di un fonico di Genova. Non è una caffetteria ma ha registrato la prima bozza di questo brano e si è meritato la dedica, pur senza recensione su TripAdvisor”.

. Albergo Zot – “Una storia di miseria, di ignoranza, di follia quotidiana. Di tristezza senza senso, così comune e così invisibile prima di traboccare nella cronaca nera. La musica fa il paio: schizofrenia, cacofonia; melodie di cortesia, da ascensore, da attesa telefonica. Due voci che rintronano nella testa. Zibba che fa l’anima nera. Il violino che come un tarlo penetra nella mente e scava la sua via disordinata”.

. Da una finestra aperta – “Piove e qualcuno sta suonando da qualche parte. Forse lassù al terzo piano, dove c’è la finestra aperta. Piove ma è estate e fa caldo. Ti ripari in un portone e registri tutto”.

. Gesti – “Capita che fai un viaggio in treno e hai davanti due ragazze, due amiche che parlano tra loro. Io, con le cuffie nelle orecchie, non potevo cogliere i loro discorsi ma consideravo attentamente la loro mimica. Avevo cinquanta secondi di musica abbozzata su un registratore portatile e sentii subito che erano quelli giusti. Quelle note e quel viaggio, un po' ermetici, rieccoli qui”.

. Marzo – “Marzo all’anagrafe faceva Giovanni Battista Canepa. Raccontare che fu un partigiano sarebbe un torto alle mille azioni che fece per la libertà, in Italia e all’estero. Scrisse l’inno della sua brigata partigiana, l’unico in dialetto ligure fra quelli che ci sono stati tramandati: Sutta a chi tucca. Questa canzone è un omaggio all’uomo e a quel brano, e una riflessione sul valore della nostra Resistenza”.

. Sì però non eri qui – “La moglie è rimasta in Sardegna ed io, invece che darmi alla pazza gioia nella notte prima di partire per un giro di concerti in Germania, resto sveglio insonne a casa a sentirne la mancanza. Così nella notte imparo a suonare l’ukulele di mio figlio di un anno e al mattino scrivo questi pochi versi e glieli dedico”.

. Con la mano tesa – “Se un mendicante si innamorasse di te, te ne accorgeresti? Una canzone sugli invisibili che hanno vite, storie ed emozioni, ma brutalmente nascoste sotto un marchio sociale che ci impedisce di vederle. Neanche due minuti di musica per simboleggiare la nostra attenzione fuggevole; si passa e si va”.



. Tutto sommato – “Per due mesi finisco ad insegnare al liceo in cui ho studiato. Ad ogni modo, termina il mandato e durante l’ultima lezione una ragazza mi fa: “Prof, le posso dire una cosa?” “Certo” le rispondo. “Sa che usa sempre l’espressione Tutto sommato? Da quando ho cominciato a segnarlo” e guarda nel quadernetto che ha davanti “lo ha detto 329 volte!”
Ci ho scritto una canzone sul coraggio di essere ciò che vogliamo, sul diritto a spendere il nostro tempo come piace a noi. Che, tutto sommato, con la storia che ho raccontato non c’entra nulla”.

. Viene la musica – “Un flusso di coscienza. Un ordinario racconto di dubbio, turbamento e depressione. Poi viene la musica e tutto passa. Dedicata a tutti noi che la musica ci salva sempre. Un brano ostinato e introverso che si sfoga in un ritornello luminoso, aperto, a maglie larghe. Il violino insegue un fraseggiare alla Lucio Dalla: una smisurata compostezza in una scomposta misura”.

. Rock’n’roll – “Dodici anni, seconda media, tre amici del cuore. Le idee chiarissime sul futuro da musicista”.


BIO

Fabio Biale, violinista, cantante e polistrumentista, dopo gli studi violinistici classici, si dedica alla musica tradizionale del mondo e alla musica d'autore, suonando con svariati artisti fra cui Lou Dalfin, Giorgio Conte, Flavio Oreglio, The Gang, Paolo Bonfanti, Giua.
Dal 2004 fa parte ufficialmente del gruppo i Luf, uscendone per la parte live nel 2011, pur collaborando ancora e comparendo come autore nell'album Mat e Famat del 2013.
Dal 2005 al 2013 è il violinista polistrumentista di Zibba e Almalibre con i quali pubblica tre album. Con loro vince, tra l'altro, il Premio Bindi 2011 con “Anche di lunedì” (di cui è coautore) e il premio Targa Tenco 2012 nella categoria "Album dell'anno” con Come il suono dei passi sulla neve. Dal 2013 è uno dei musicisti della band di musica irlandese Birkin tree. Insieme a Fabio Rinaudo, Michel Balatti e Filippo Gambetta fonda nel 2005 il gruppo di musica tradizionale ligure Liguriani. Con i Liguriani pubblica “Suoni dai Mondi Liguri” e “Stundai” presentati entrambi a La Stanza della Musica su RadioTre. Con i Liguriani partecipa a festival di grande rilevanza internazionale tra cui MITO 2010 e 2012 in Italia, l'International Folk Festival of Tolo d'Asturies 2009 in Spagna, Celtic connection 2011 in Scozia, Bardentreffen Festival 2015, TFF Rudolstadt 2013 e Rheingau Musik Festival 2012 e 2013 in Germania. Dal 2008 collabora, sia con i Liguriani, sia autonomamente, con l'attore Mauro Pirovano.
Nel 2012 pubblica il suo primo album solista La sostenibile essenza della leggera.
Dal 2014 collabora come violinista e percussionista con Vittorio Ghielmi e Dorothee Oberlinger, Ensemble 1700 e Il Suonar Parlante, con i quali registra l'album "The passion of musick" per Sony / Deutsch Harmonia Mundi, vincendo il premio Echo Klassik 2015. Attualmente è in uscita con il secondo album solista che si intitola "La gravità senza peso".


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LUCA LASTILLA “SOGNA LA REALTÀ” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTANTE FIORENTINO ESTRATTO DAL NUOVO ALBUM “L’ALTRO DA ME”





Con la produzione di Andrea Benassai della “Sonoria recording plant” - punto di riferimento per tantissimi artisti di spicco come Morandi, Masini, Modà – il brano mira, attraverso un linguaggio intimista, a comunicare un messaggio diretto e senza filtri che saprà smuovere l’emotività ancestrale dell’ascoltatore.

Sogna la realtà” è una canzone che racconta di come, nonostante sognare sia importante, ancora di maggiore priorità è il bisogno di concretezza e di guardare lucidamente il reale.


Il 9 marzo 2017 verrà pubblicato “L’altro da me”, il nono album di inediti del cantautore fiorentino che dopo aver festeggiato i suoi primi 20 anni di carriera, si ripropone con un album che lui stesso definisce “spaziale”, nel senso che si tratta di un album di 12 brani diversi l'uno dall'altro. Si spazia appunto, dal rock al pop più classico, passando per la dance, accarezzando un progressive rock per arrivare a ballate quasi di musica classica.
Nella produzione, oltre Andrea Benassai, si segnala la collaborazione di Franco Poggiali. Leonardo Lastilla (poeta e autore fratello di Luca) ha partecipato invece alla stesura dei testi, come Alessandro Hellmann (poliedrico autore e scrittore) e Francesca Lippi (giornalista e autrice).

BIO

Luca nasce a Firenze nel 1977. Artisticamente attivo dai primi anni ’90, muove i primi passi nel mondo musicale partecipando a manifestazioni come Festival Di Viareggio, Una Voce Per Sanremo, 50 Anni E Dintorni, Festival Di San Marino, classificandosi sempre nelle prime posizioni. Grazie alla collaborazione artistica con  Stefano Paoletti (compositore), suo fratello Leonardo (poeta e autore),  e Mario Fabiani (produttore musicale), realizza alcuni brani interessanti con i quali ottiene importanti passaggi radiotelevisivi come ad esempio nella trasmissione radiofonica di successo di Radio 1 RAI, “DEMO”, raggiungendo la 3° posizione nella classifica decretata dai radioascoltatori, ed anche  European Music Festival, trasmissione televisiva del canale satellitare 863 diSKY, trasmesso in rotazione per circa 2 mesi consecutivi. Nel 2004 partecipa alla selezione per il Festival di Sanremo, nel 2007 si classifica al primo posto nella sezione “Cantautori” nel 3° festival “Musica Senza Frontiere”. Partecipa al “Jpii Jammin’ Festival” manifestazione tributo a Giovanni Paolo II con il brano “L’INGANNO che lo porta al “Campanile Rock 2008”. Nel Novembre del 2008 Luca inizia la promozione del suo nuovo Album “Quello che Sento”, e partecipa al Gran Galà Per Telethon. Nell’estate del 2009 prende parte alla compilation “Rock 4 life” che raccoglie brani da autori emergenti in tutto il mondo, e che ha distribuzione su scala mondiale sia nei negozi che su i-Tunes. A settembre comincia a lavorare al suo quinto album, la cui uscita è prevista per fine maggio 2010. L’album contiene fra i brani, anche la versione italiana del celeberrimo brano di Michael Bublè “Home”. Il titolo del brano, “A casa da te”, darà anche il titolo all’album stesso. A fine anno esce una raccolta che racchiude i primi dieci anni di carriera di Luca, e che viene intitolata “3652 emozioni” e copre l’evoluzione artistica di Luca dai primi anni 90 fino ad oggi. Il 21 maggio 2010 esce il suo quinto album "A casa da te" distribuito dai più importanti digital stores, da cui vengono estratti due singoli. Il 15 maggio 2012 pubblica un nuovo album “Cercando”. Un album in cui l'autore si reinventa e investe tutto se stesso per riuscire a proporre, con nuovi mezzi e più convinzione, il messaggio di sempre: la sua musica, un pop d'autore, ricco di arrangiamenti rock, votati all'incisività. Così come i suoi testi che, anche se velati di una certa malinconia, contengono una grande forza espressiva. L'album riscuote grande successo che porterà l'artista ad esibirsi perfino a Mosca. Con il brano “La prima volta” vince un concorso su Radio 1 Rai e viene ospitato ed intervistato all'interno del programma “Citofonare Cuccarini” di Lorella Cuccarini. Il 30 marzo del 2015 pubblica il singolo “L’Equazione di Dirac”, canzone che ha per protagonista l’amore. Nel 2016 annuncia l’uscita del nuovo singolo Exodus. Nel 2017 pubblica il nuovo album “L’altro da me”.


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SITO: www.lucalastilla.com


venerdì 17 marzo 2017

Apericena culturale nel cuore di Porta Portese

Sabato 18 marzo, a partire dalle 18.00, Legno&Ferro ospiterà un grande evento a base di arte, cultura e buon cibo: in un’unica serata, sarà possibile assistere a un reading a più voci, visitando anche una mostra di oltre venti pittori che saranno esposti nelle due sale del locale, una arredata in legno e l’altra in ferro.
Legno&Ferro nasce a Roma come luogo aperto all’incontro tra il cibo e le arti visive, tra pittura e scrittura, tra poesia e racconti, tra cinema e immagini disegnate, tra artisti e proposte del pubblico, il tutto nel cuore dello storico mercato di Porta Portese.

Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni


Ci sono laureati in Medicina e Chirurgia che a conclusione del loro percorso universitario, per completare la formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, 
frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti e percepiscono una borsa di studio da quasi 1600 € al mese, esentasse e con copertura assicurativa pagata.
Ci sono, poi, quegli altri laureati in Medicina e Chirurgia che, sempre per completare la loro formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti ma, stavolta, ricevono una borsa di studio di soli 800 € al mese, su cui devono pagare I.R.P.E.F. ed I.R.A.P..
La differenza? Soltanto una: i primi stanno frequentando un corso di specializzazione medica; gli altri un corso di “formazione specifica” in medicina generale.
Perché?
Perché esistono due differenti parametri per valutare e ripagare il lavoro di giovani medici quando l’unica differenza riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che otterranno?
Che cosa rende gli uni degni di ottenere una paga superiore rispetto agli altri che scelgono di diventare “medici di famiglia”?
Forse, sono meno bravi e svolgono meno compiti degli specializzandi?
No.
Forse, a differenza dei colleghi, sono liberi di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa e il loro corso richiede meno ore di frequenza?
Neppure.
Sarà che “ce lo chiede l’Europa”?
Neanche.
Allora, magari, è la Legge a stabilire che chi frequenta le scuole di specializzazione debba essere retribuito più di chi sceglie il corso di medicina generale?
Questo si!
Da una parte, infatti, in applicazione dell’art. 39 della Legge n. 368/1999 e dei relativi DD.MM. applicativi è chiarito che la parte fissa della borsa di studio è pari a “euro 22.700,00 annui lordi”; dall’altra, in maniera assai più laconica, il D.M. 7 marzo 2006 che ha dettato i “principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale” si limita a stabilire che “al medico in formazione è conferita una borsa di studio annuale di Euro 11.603,00”.
Dunque, se è la Legge a prevedere queste differenze, sarà anche in grado di chiarirci il perché uno specializzando ottiene una borsa di studio che vale il doppio di quella del collega che ha scelto (sciaguratamente, rebus sic stantibus) di frequentare il corso di medicina generale?
Stavolta, neppure il buon Legislatore è in grado di fornirci una adeguata spiegazione.
Invero, non vi sarebbe stato il bisogno di ricercare una simile risposta tra le norme del nostro ordinamento perché, sino al febbraio del 2006, non esistevano differenze retributive tra i diversi corsisti, ma solo contenutistiche in ragione delle discipline affrontate durante la formazione post lauream.
Se poi si considera che l’Unione Europea ha da sempre affermato che la formazione dei medici specialisti (compresa quella relativa la medicina generale) debba essere “adeguatamente remunerata” (Direttiva 82/76/CEE), le speranze di trovare una logica spiegazione si riducono drasticamente.
     Cosa accadde, allora, in quel marzo di 11 anni fa?
     Se le ore di applicazione richiesta, le pratiche sanitarie sono per lo più identiche, se i corsisti prestano ugualmente assistenza e sono soggetti a turni ospedalieri, perché devono avere due paghe differenti?
     Non è forse questa la Repubblica del “il lavoro nobilita l’uomo” e del “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)?
                In realtà, a volerci capire qualcosa, si perde il ben dell’intelletto: non esiste una sola ragione, neppure una, del perché in Italia i corsisti di medicina generale debbano subire una vera e propria “discriminazione” per il sol fatto di aver avuto l’ambizione di poter diventare un medico di famiglia.
                Può davvero una mera distinzione “terminologica” avere un simile peso al punto di sminuire e quasi umiliare dei giovani dottori?
                E’ tollerabile in uno Stato di diritto come il nostro che per lo stesso lavoro, gli stessi compliti, le stesse mansioni si venga così pesantemente discriminati?
                La speranza  rimane sempre una: come diceva Brecht (guarda caso proprio nella famosa “Opera da tre soldi”) “bisogna che succeda qualche cosa di nuovo…”.
Accogliendo le istanze di un comitato di oltre 1.000 medici gli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti e Cristiano Pellegrini Quarantotti hanno avviato l’azione per il riconoscimento della giusta retribuzione degli anni di corso di specializzazione svolti e da svolgere.


Oltr3 il nuovo video di Nestore Verre


Venerdi 17 marzo  è online “Oltr3” il nuovo video di Nestore Verre, terzo estratto del suo ultimo lavoro, “Oltre me non esisto” (un album di 11 canzoni scritte e composte dallo stesso Verre).

Il video è stato ideato e realizzato dal cantautore e da Lello Chiappetta. Si tratta di un  lavoro semplice, limpido, fluido che ti prende fino alla fine quasi senza rendertene conto.

 “Il video di Oltr3 è basato volutamente sulla semplicità, proprio per dare spazio all’essenza del brano; l’alternanza dei  tre personaggi, crea quelle dinamiche emozionali proprie dell’animo umano.
lo sfondo bianco brillante non è altro che  la speranza di un futuro da dipingere con i colori più belli che abbiamo. Lavorare con Lello è stata un’esperienza interessante sia a livello lavorativo che umano e credo abbia arricchito entrambi!"