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giovedì 29 marzo 2018

RAMES: “MOVIMENTI E PIANI” è l’ep del rapper piemontese fuori dal 9 marzo


Una webcam sulla realtà che fotografa la vita.


Movimenti e piani” racchiude tutti gli alti e bassi della vita muovendosi statisticamente come se fosse un grafico.

«Siamo circondati costantemente da media che sfornano notizie 24 ore su 24 parlando esclusivamente di politica, speculazioni finanziarie, potere e cronaca giornaliera, “Movimenti e piani” non è altro che una lente d’ingrandimento su tutte queste tematiche che spesso vengono deviate ma che automaticamente portano l’ascoltatore alla realtà e a una propria riflessione sui problemi da affrontare». Rames

La copertina dell’album raffigura il viso di Rames associato a una telecamera che osserva il mondo e lo trasforma in musica, una vera e propria webcam sulla realtà. Affrontare i temi più cupi con positività è la sfida lanciata da Rames, con produzioni decise ma armoniose, curate e movimentate.



Rames non è soltanto un rapper bensì una webcam puntata sulla realtà: il suo focus riprende le situazioni più salienti del contesto in cui vive. La musica di Rames è adatta a chi si sente spento ed è alla ricerca di una carica di energia. Ballabile, piena di ritmo giusto per coronare le serate e allo stesso tempo meditativo e rilassante. Ascoltando i suoi brani, emergono esperienze di vita quotidiana in cui tutti ci possiamo riconoscere mescolando la fredda realtà, la leggerezza dell’esser giovani, il pessimismo e al tempo stesso l’entusiasmo per le proprie passioni con ritmiche coinvolgenti ed accattivanti.


TRACK BY TRACK

Intro: scratch di Rames affiancato dai media che parlano di un crack finanziario di vaste proporzioni.
. Domani: assume il punto di vista dell’ascoltatore soffermandosi sull’attenzione che questi pone sulla vita reale, sul futuro e sull' attualità.

. Io: tematiche vitali e positive che corrispondono pienamente al carattere di Rames

. Movimenti e piani: rafforza il concetto di rovesciamento sociale dove la realtà è sostituita dalla virtualità.


Pubblicazione Ep: 9 marzo 2018

Autoproduzione

BIO
Alessio, in arte Rames nasce nel 1986 a Chieri, alle porte di Torino, e si scopre fin da piccolo appassionato di musica, nel 1996 il decisivo incontro con l'hip hop. È subito amore. Rames scopre un mondo che lo appassiona. Nel 2002 esce "Zonastretta", il primo album autoprodotto che contiene 11 canzoni, con svariati featurings, in cui Rames si affianca anche come Dj per lo scratch. Dopo numerosi live in giro per il Piemonte Rames scopre di avere ancora moltissimo da dire e si mette al lavoro per continuare a produrre nuove canzoni. Ogni giorno scrive, e negli anni, barcamenandosi con gli impegni di un lavoro faticoso, riesce a trovare il tempo per dare vita al suo nuovo lavoro, Nel 2005 inizia le registrazioni del nuovo album e dopo serate e serate in studio arriva finalmente a giugno del 2006, l'album omonimo, "Rames", che affronta tutti i lati di Alessio, anche i più nascosti ed intimistici, e la sua visione del mondo, della musica, e dei rapporti con gli altri che ogni giorno affrontiamo. Senza mai fermarsi, lavorando alla distribuzione del disco, in rete e nei canali di distribuzione underground, con un migliaio di copie in giro e recensioni positive su riviste come Hip Hop Magazine e su webzine come Hiphopitaliano.com. Rames inizia a progettare un nuovo disco, che richiede un anno intenso di lavorazione. "Playrames" nasce dall'idea di separare il lato nero e il lato bianco dentro le creazioni del rapper, che dell'alternanza fra uno stile allegro e disimpegnato e uno stile cupo e introspettivo ha fatto una caratteristica peculiare. Nel disco appare una visione più matura dei temi già noti, compresi morte e solitudine, ma anche dei lati più vitali e positivamente aggressivi che corrispondono pienamente al carattere di rames, e alla espressività tipica di questo genere musicale. Affrontare i temi più cupi con positività è la sfida lanciata dall'album, con produzioni decise ma armoniose, più curate e movimentate. Rames viene intervistato, recensito e inserito nelle più importanti webzine hip hop italiane come: hip hop italiano, hiphoponestage, honiro, venendo anche trasmesso su Radio rai 1 segnalato da Giulio Tedeschi di Audiocoop Piemonte. Nel 2012 esce "Arriva arriva": questo il titolo del nuovo singolo di Rames uscito su I-Tunes e sugli altri portali della musica distribuito da Primula record. Una nuova, interessante proposta che unisce sonorità hip hop e pop, in un mix coinvolgente grazie soprattutto a un ritornello accattivante che subito cattura l'attenzione e che rimane in testa all'ascoltatore. Dal 2013 in poi Rames lavora all autopromozione portando il giro la sua musica, i suoi remix e il suo nome lavorando nel frattempo al suo nuovo lavoro Movimenti e piani. Anche questo ultimo lavoro muove le attenzioni dei media che lo definiscono una web cam sulla realtà. Movimenti e piani porta Rames a essere trasmesso in radio e entrare nella classifica musicale italiana “Indie Music Like” e a scalare la classifica europea “Euro Indie Musichart” arrivando alla tredicesima posizione nelle top20.



Contatti e social

EDOARDO PASTEUR: HEY HEY YOU (THE WARRIORS) è il nuovo singolo estratto dall’album “DANGEROUS MAN”


Una finestra sulle suggestioni e sulla magia della giungla d’asfalto metropolitana.

Hey hey you (The Warriors)” è un pezzo “dylaniano”, ispirato al cult movie “I guerrieri della notte” di Walter Hill, la storia della favolosa fuga di una gang giovanile in una New York notturna.


Dangerous man” è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall’autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen a Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.
I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l’influenza che sull’autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all’ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all’attualità contemporanea.

DICONO DI LUI

Un cofanetto di inediti che vestono benissimo lo spazio aperto di una lunga strada che ogni tanto sogno di attraversare. Lascia riposare le parole e poi le srotola nel cortile della sua vita”. IL SALOTTO DI MALCOM – RADIO TWEET ITALIA

Per cuori selvaggi e ascoltatori di crooner solitari.” Giandomenico Morabito – MUSICA INTORNO

Autoproduzione
Pubblicazione album: 10 luglio 2017



BIO
Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l’onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americano, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all’amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.


Contatti e social



mercoledì 28 marzo 2018

All’ex Cartiera Latina la mostra “Ritmi e cromie delle acque”

Mercoledì 11 aprile 2018, alle ore 17.30, all’ex Cartiera Latina sulla Via Appia Antica n. 42 (altezza Domine Quo Vadis), si inaugurerà la mostra di arte contemporanea Ritmi e cromie delle acque, curata da Laura Turco Liveri, storica e critica dell’arte, per l’organizzazione dell’Associazione Culturale ArtinArte di Paolo Viterbini e Walter Necci, e con i patrocini della Regione Lazio, Comune di Roma.

martedì 27 marzo 2018

In libreria Il divenire della filosofia in François Zourabichvili a cura di Cristina Zaltieri, edito da Negretto Editore





Fin dove è possibile che una identità regga l’incalzare degli eventi, quando e come può finire per spezzarsi? François Zourabichvili

In arrivo nelle librerie fisiche ed online “Il divenire della filosofia in François Zourabichvili” edito dalla casa editrice mantovana Negretto Editore, per la collana editoriale “Il corpo della filosofia”.
La collana “Il corpo della filosofia” diretta da Rossella Fabbrichesi e Cristina Zaltieri, è la scrittura dei suoi testi, là dove il pensiero si fa visibile, si concede al nostro sguardo. Porre l’accento su tale corpo non significa attraversare i testi mirando ad un altrove invisibile di cui essi sono i segni, ma illuminare l’intreccio scritturale che è la loro carne, il textum. Significa anche tener conto che il pensiero si dispiega sempre in un’alterità (corpo, scrittura, carne, materia) che lo contamina e lo nutre. Lungi da rimuoverlo od obliarlo, la filosofia deve essere all’altezza di tale suo corpo potente e glorioso.
“Il divenire della filosofia in François Zourabichvili”, curato da Cristina Zaltieri, traduttrice in Italia del filosofo francese, raccoglie gli interventi presentati il 2 febbraio 2017 all’Università Bicocca di Milano al Convegno omonimo dedicato al filosofo. Suddiviso in due parti, la prima “Letteralità, Evento Esaustione, Mappa” propone i testi di Giorgio Majer GattiLa questione della letteralità. Note di lavoro per una genesi”, Luca PinzoloL’evento-Deleuze. Il discorso indiretto libero di François Zourabichvili”, Ubaldo FadiniEsaurire e/è creare. Il possibile in questione a partire da Gilles Deleuze e François Zourabichvili” e Lorenzo GattiIl commento scisso di François Zourabichvili”.
La seconda parte intitolata “Chimera, Forma, Fisica del Pensiero, Infanzia” presenta i contributi di Cristina ZaltieriFrançois Zourabichvili e la pratica della filosofia”, Vittorio MorfinoIl divenire della forma”, Federico SilvestriDal moto al conatus. Individualità dei corpi e ‘fisica del pensiero’ in Spinoza”, e Gianfranco MorminoLa prima apertura al mondo: Zourabichvili e la condizione infantile in Spinoza”.
Come suggerisce Cristina Zaltieri nella presentazione del libro, oggi, le riflessioni di François Zourabichvili stanno ricevendo grande rilievo internazionale e questo lo si può notare dalle traduzioni presenti in lingua inglese, giapponese, turco. Da mettere in rilievo che solo in Italia son state tradotte e pubblicate le sue quattro opere principali: “Deleuze. Una filosofia dell’evento” (Ombre Corte, Verona, 2002); “Spinoza. Una fisica del pensiero” (Negretto Editore, 2012); “Il vocabolario di Deleuze” (Negretto Editore, 2012); “Infanzia e regno. Il conservatorismo di Spinoza” (Negretto Editore, 2016).
Non si può di certo affermare che il pensiero di Zourabichvili sia di facile accesso per la complessità delle speculazioni affrontate sul filosofo Baruch Spinoza e su Gilles Deleuze ma è proprio questa la potenza nella quale si nota il grande lascito della filosofia dell’Evento di Deleuze e nel lavoro di far dei concetti altrui non tanto interpretazione quanto una sperimentazione che ha come campo d’esperienza noi stessi.
La ricerca focale dell’indagine filosofica di Zourabichvili come sottolinea la Zaltieri – è l’emergenza dell’identità, l’emergenza di tracciare i suoi contorni ed i suoi limiti in un percorso di liberazione dal materialismo e dalla tradizione e, di presa di coscienza e dunque riconoscimento delle chimere, così come le denomina Baruch Spinoza.

La letteralità equivale, secondo Zourabichvili, alla pratica stessa dell’immanenza, cioè alla produzione di senso attraverso la contaminazione delle serie eterogenee. Per chiarire meglio questo punto, Zourabichvili riprende le riflessioni che Deleuze ha dedicato al passaggio dal verbo EST alla congiunzione ET (soprattutto in Conversazioni e Millepiani), sulla base di un’idea definita sin dai tempi di Empirismo e soggettività. Cosa può significare l’espressione ricorrente «le relazioni sono esterne ai loro termini», se non che le relazioni non sono date in anticipo attraverso la natura statica dei termini stessi, ma sono sempre il prodotto di un incontro, dunque di un dinamismo relazionale e virtuale? Giorgio Majer Gatti
“«La philosophie de Deleuze est un monopluralisme duel.» Il pluralismo non è la divisione dialettica dell’Uno nel Due: si tratta di un pluralismo dato in uno, ossia in una volta sola, ma pur sempre come pluralismo – di qui l’opzione, da parte di Deleuze, di impiegare la parola multiple come sostantivo e non come aggettivo; il multiplo è un ‘blocco’, è un pluralismo-uno piuttosto che una ’uni-pluralità’ che si dà, o meglio si articola, in modo plurale a partire da una preliminare unità, destinata questa sì, in un modo o nell’altro, a ricomporsi. Luca Pinzolo
“Di fronte all’odierno «sistema controllato delle parole d’ordine», Deleuze sottolinea la necessità – anche politica – di una ‘contro-informazione’ che possa valere come ‘atto di resistenza’, che consenta di comunicare ‘meno’, in quanto creare è «sempre stato altro dal comunicare». Oggi l’essenziale consiste proprio nella creazione ‘dei vacuoli di non-comunicazione’, degli ‘interruttori’ indispensabili per sfuggire al ‘controllo’, con i suoi effetti di sofisticata omologazione attraverso la diffusione di una apparente diversità/differenziazione, anche a livello individuale.” Ubaldo Fadini
Spinoza è il primo commentatore di sé stesso, lo fa inserendo, come diceva Gilles Deleuze nel calmo movimento del ‘fiume della deduzione’, lo scorrere sotterraneo, irrequieto, polemico e immaginifico degli scoli. Il commento di un testo scritto ordo geometrico si differenzia da un commento generico perché le partizioni testuali di riferimento sono effettuate dall’autore stesso e consentono di essere prese a blocchi che rimangono inalterati nel passaggio da un commentatore all’altro. Lorenzo Gatti
Interpretare può essere solo una cosa, per Zourabichvili: sperimentare. In primo luogo sperimentare la forza vitale dei concetti, la loro capacità di rispondere al proprio problema. Concretamente in che consiste questa postura sperimentale dell’interpretazione? Ci offre la risposta una costellazione di concetti che è ricorrente nella scrittura di Zourabichvili: envelopper, enveloppement, impliquer. Laddove sono riferiti alla natura del concetto questi termini stanno ad indicare che la sostanza propria di cui è fatto un concetto filosofico è costituita da un inviluppo di senso. Quello che deve fare l’interprete non è tradurre il concetto, trasporlo in termini più comprensibili, più propri, come si richiede nell’interpretazione di una metafora. Cristina Zaltieri
“Se vi è un concetto che attraversa tutta l’interpretazione che Zourabichvili propone del pensiero spinoziano, senza dubbio è quello di forma. Certo, reinstaurare la centralità della forma nella teoria spinoziana sembrerebbe una mossa che presuppone un’abdicazione della lettura materialistica, sia essa posta in essere in favore di uno sdoppiamento platonizzante dei piani dell’essere o di una concezione gerarchica e teleologica delle forme à la Aristotele o à la Leibniz. […]” Vittorio Morfino
L’analisi di Zourabichvili, muove da un’osservazione di un certo rilievo: generalmente si riconosce in Leibniz il filosofo della riabilitazione del concetto di forma. Più propriamente, si è soliti leggere Leibniz come colui che ha riabilitato le forme sostanziali, mentre, secondo l’interpretazione di Zourabichvili, sarebbe più opportuno vedervi colui che ne ha radicalmente modificato il concetto. Federico Silvestri
“L’analisi di Zourabichvili inizia appunto con un grande aristotelico, Tommaso d’Aquino: il dottore medievale legge il problema del passaggio dal bambino all’adulto come un processo nel quale si mantiene l’identità, ovvero la continuità numerica. Come osserva Zourabichvili, mentre lo sviluppo fisico appartiene al novero del moto secondo la quantità, quello dello spirito produce un mutamento qualitativo; il bambino non ha semplicemente una ragione minore di quella dell’adulto, ne è del tutto privo. Perciò esso «sembra appartenere al genere [animale], senza differenza specifica; così si parlerebbe di un animale in generale, dunque di una bestia (dato che gli si riconosce almeno la capacità motoria). Non è già di un’altra specie, a dire il vero non ne consta di alcuna»” Gianfranco Mormino

François Zourabichvili è stato un filosofo francese, di origini armene, che si dedicò interamente alla comprensione e commento di Baruch Spinoza e Gilles Deleuze, approdando alla produzione di opere di folgorante intensità concettuale. Docente all’Università Paul Valéry di Montpellier e direttore di programma del Collège International de Philosophie dal 1998 al 2004. A 41 anni, ed esattamente il 19 aprile 2006, Zourabichvili ha deciso di interrompere la sua vita proprio come aveva fatto dieci anni prima Gilles Deleuze.

Written by Alessia Mocci
Ufficio Stampa Negretto Editore

Info
Sito Negretto Editore
http://www.negrettoeditore.it/
Acquista “Il divenire della filosofia in François Zourabichvili”
https://www.lafeltrinelli.it/libri/cristina-zaltieri/divenire-filosofia-francois-zourabichvili/9788895967332
Intervista Cristina Zaltieri
http://oubliettemagazine.com/2018/02/22/intervista-di-alessia-mocci-a-cristina-zaltieri-traduttrice-del-filosofo-francois-zourabichvili-per-negretto-editore/
Acquista “Spinoza. Una fisica del pensiero”
https://www.ibs.it/spinoza-fisica-del-pensiero-libro-francois-zourabichvili/e/9788895967240
Acquista “Infanzia e regno. Il conservatorismo paradossale di Spinoza”
https://www.unilibro.it/libro/zourabichvili-fran-ois/infanzia-regno-conservatorismo-paradossale-spinoza/9788895967295
Facebook Negretto Editore
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Sito Odori Suoni Colori
http://www.odorisuonicolori.it/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/03/16/in-libreria-il-divenire-della-filosofia-in-francois-zourabichvili-a-cura-di-cristina-zaltieri-edito-da-negretto-editore/


lunedì 26 marzo 2018

“Mama o Non Chiama” il nuovo singolo di Sciabola


Da Martedi 13 Marzo nelle radio italiane "Mama o Non Chiama" (M. Oldani – A. Violante – G. Alloesio – F.S. Brizzi) , il nuovo singolo di Marco Oldani A.k.a. Sciabola.Un pezzo, beat composto da da Rambla, che a dire dello stesso Sciabola, si è scritto da solo. Tratta una tematica evidentemente attuale e contemporanea: l'amore nella nuova epoca. È l'artista stesso a dire che lo spunto nasce da quando lui viveva i primi amori strappando i petali ai fiori, secondo il ben noto gioco. Ora invece è diverso, le cose sono cambiate, non ci sono più gli sguardi ma c'è la reaction alle storie di Instagram, non c'è più la lettera d'amore, ma c'è il messaggio su whatsapp. Non c'è più il "chissà se mi ama", ma c'è il "se mi ama, mi chiama". Da qui il titolo.

Il videoclip rappresenta coerentemente questo spirito, portando un suono estivo e fresco in un ambiente gelido e austero come la montagna. Inserendo un cuore caldo in un deserto di ghiaccio. E se è vero che l'arte è bella per quello che si vede, ma è sofferta per come si è arrivati a farla vedere, allora ha ragione Matwop, alias di Matteo Zoppi, il videomaker, che ci racconta di come siano arrivati a girare il video proprio lì, dopo non aver avuto i permessi necessari per ben altre tre location, o di come abbiano girato la parte ininterno perché fuori imperversava una bufera di quelle che non vedi a un palmo dal naso. Ma la cosa che fa di questo duo audio-video (Sciabola-Matwop) una coppia strepitosa è che sanno di aver realizzato un prodotto di alto livello e che supera ciò che c'è stato in precedenza, ma se chiedi loro cosa ne pensano ti daranno sempre la stessa risposta: "Non è un punto di arrivo. Bensì un ottima partenza per qualcosa di più grande."

Biografia

Marco Oldani A.k.a. Sciabola, nasce a Pisa nel 1998 tra le sigarette che i genitori vendevano al Tabacchino e le casse stereo del fratello maggiore, che eruttavano continuamente Boom-Bap. Il suo rap cresce in provincia, più precisamente a Casciavola, tra i freestyle al parco e la break dance con la crew MillionDollarBreakers. La notorietà cittadina arriva con la vittoria del contest di freestyle del Concerto dei Buonarroti, che lo porta, nel 2017, a pubblicare il suo primo EP: Prescelto EP, con un estratto (dal titolo "4-4ERE") che in breve tempo supera le 10k visualizzazioni. Forte dei suoi recenti successi e sempre in contatto con i rapper Toscani Crema e Manu Phl, apre alcuni tra i loro concerti ed inizia a farsi un nome. Così, grazie al suo stile scoppiettante, ricco di eccentricità spensierata e goliardica, le sue canzoni iniziano a viaggiare anche al di fuori della Toscana, interessando il panorama lombardo-piemontese. Nello stesso anno inizia la collaborazione con lo studio di produzione Coffeeshop, con cui esce poco dopo con i due singoli SuperEroe e Mykonos. Quest'ultimo è il suo pezzo di maggior successo che, oltre ai buoni risultati ottenuti su Spotify e YouTube, lo inquadra precisamente in contesto Hip-Hop nuovo ed originale.
A gennaio dell'anno successivo firma con l'etichetta discografica Lion Music, in collaborazione con Smilax Publishing con l'obiettivo, quanto mai tangibile, di arrivare alle orecchie di tutta Italia.

Publishing by Smilax Publishing Srl/Tranquillo Leone(Lion Music)/Edizioni Chiasso dal Fosso

Ecco il nuovo video dei Devya: "Bodies"!


Rankweil, Austria(25/03/2018). Pubblicato dalla Dark Ace Records Kompany ,“Bodies” è il nuovo singolo e video dei DEVYA. Il video prodotto dal regista Paolo Parisotto , con la collaborazione della coreografa Silvia Cernecca , descrive ed è ispirato alle immagini di “Satantango” del regista Bela Tarr  e ai quadri di Roberto Ferri. Sono molti i richiami alle icone della letteratura e della musica “dark”: visioni legate al mondo fantastico e onirico. Le immagini proiettate su corpi e vestiti con effetti speciali rendono il video estremamente drammatico.Il ritmo della musica accompagna una lunga e sofferta camminata della protagonista Stephanie Leòn che ci appare in epoche storiche diverse muovendosi in un mondo fantastico e dantesco popolato da entità oniriche.

Vive? Forse, il video non dà risposte,  ma alla fine del lungo cammino la protagonista svela dove ci ha portato: in un oblio oltre la morte dalla quale vuole fuggire lasciando prima un misterioso dono.
Bio : DEVYA è il progetto musicale di Devis Simonetti. Dal 1996 al 2002 la permanenza nel Regno Unito con Lorenzo Bertoli, grazie al produttore Roberto Concina, gli consente di dedicarsi all’ autoproduzione e alla musica elettronica. Fonda i “Devya” con Francesca Mombelli nel 2010. L’album d’esordio, “I Don’t Know What Is Christmas” (uscito per la Media Company Audio Ferox / Paige 2013) è la prova evidente di quanto la new-wave, il brit –pop, lo shoegaze, l’ industrial e il pop sintetico, siano stati ascoltati, assorbiti e rielaborati. Nel 2014 pubblicano il singolo e il video “Going To Town”, partecipando nel 2015 a un radio tour e diverse compilations. Nel 2017 siglano con la Dark Ace Record Kompany , rilasciando il  digital 45  Witch – Hunt” prodotto da Luca Franzolini e il mini album “Black Waves And Floating Foams”, per la medesima label. Nel 2018 insieme al co-produttore e chitarrista Marco Menazzi , i nuovi “Devya” pubblicano Bodies” il secondo video del progetto partecipando anche alla nuova compilation “CIA Volume 7 “della Cia Specialforces e Cia-Rocks.eu labels  con degli estratti dall’ E.P. ““Black Waves And Floating Foams”.
Bodies Artcover final
Devya – Artwork digital 45 “Bodies” – b/side “Swarovsky Lap Dance”
DEVYA : “Bodies” – Digital 45 & Video
Devis Simonetti :  Music Synthesizer / Sequencer
Marco Menazzi : Riff Guitar
Luca Franzolini : Arpeggio Guitar
Music by : Simonetti , Menazzi , Franzolini 
Music Recorded & Produced  by Ramkard
Mastering : KP1
Executer Video Producer : Paolo Parisotto & Marco Menazzi
Director & Photography : Paolo Parisotto
Choreography : Silvia Cernecca
Starring Video : Stephanie Leòn
Dancers : Marianna Turissini, Giulia Paliaga, Lorenzo Malisan, Sara Missarino 
Artwork : Paolo Parisotto
Thanks & Credits : Peter Zeitlinger & Silvia Zeitlinger
Thanks to : Marco Fabbro & Marco Pontoni
Thanks to : Raoul Marchetti
℗ 2018 Devya Music Under Exclusive License : Dark Ace Records Kompany
Facebook  : Devya
Digitroniks Corporation ℗ 2018
Section A





venerdì 23 marzo 2018

Dal 23 Marzo in radio "Transilvania from America",il nuovo singolo del Dj Cristian Gheri




Da Venerdì 23 Marzo nelle radio italiane "Transilvania from America", il nuovo singolo del Dj fiorentino Cristian Gheri, brano che rappresenta il concetto di libertà di pensiero , ovvero dove tutti possono creare una propria storia .
Transilvania from America entra a far parte nella miglior compilation commerciale italiana “ HIT MANIA CHAMPION 2018 “ con i migliori artisti del momento come: BETTA LEMME, JUSTIN BIEBER, AVICII, MAROON 5 .

Cristian inizia la sua carriera da molto giovane suonando i migliori anni 80 -90 nelle discoteche toscane , la sua musica a 360 gradi riesce sempre a colpire tutte le generazioni dai giovani a quelli più grandi , la sua esperienza lo porta a scoprire il mondo della produzione discografica entrando in collaborazione con Giovanni Cocco e Ilaria Verona della CV MUSIC LABEL .

Moldie in radio da Venerdì 23 Marzo con il nuovo singolo “Love to be free”


Conosciuta come artista pop per antonomasia, Moldie si impone in questa canzone con uno stile irriverente e sensuale sfociato nella dance. Ispiratasi a una frase celebre di Martin Luther King :
“Love, make it stands for it’s right to be free”, Moldie tratta nel brano il tema intramontabile dell’amore come universale, incondizionato, senza distinzioni di razza ne sesso. Dal 2015 l' artista moldava collabora ad un progetto di Elettro Music Dance con il produttore di fama internazionale Nicolò Fragile, incidendo  già il singolo “Don’t give up“. Attualmente sta scrivendo e registrando nuovi brani, collaborando anche con diversi autori.

Biografia:

Galia Macovei , nata a Chisinau ( Moldavia ) il 27 agosto sin dall'infanzia mostra spiccate abilità artistiche nel canto . All’età di 5 anni comincia ad esibirsi in pubblico partecipando e vincendo alcuni concorsi canori in Moldavia. Cresciuta in una famiglia di musicisti all’età di 7 anni comincia a studiare piano e violino. Dopo un paio d’anni lascia la scuola musicale per dedicarsi solo al canto e poesia. Durante l’infanzia e l’adolescenza fa sempre esibizioni in teatri abbinando la passione per il canto a quella della recitazione. Frequenta corsi di danza folk, pop, jazz, flamenco.
Arrivata in Italia nell’2000 dopo essersi laureata in Lingue e Letterature moderne, si iscrive all’ Università di Benevento alla facoltà di Economia e commercio abbinando gli studi alla sua più grande passione il Canto .
Nello stesso anno inizia a collaborare con un noto gruppo napoletano esibendosi a feste in piazza e matrimoni ,girando ed assaporando i sapori e le usanze del Sud.
Nel 2001 si trasferisce a Milano per motivi di lavoro dove incontra il compositore Sebastiano Rizzo col quale collabora ed incide il brano “Lower Manhattan” trasmesso in varie trasmissioni radiofoniche. In America il brano è stato definito il miglior brano straniero del biennio 2001-2002.
Nel 2002 incontra Philipe Leon-compositore di grandi artisti nazionali ed internazionali come Celentano, Zucchero , Patricia Kaas, Loredana Bertè, Alexia, Spagna ecc. ed incide un brano in romeno e spagnolo,”Papusa” (bambola).


Nel 2003 insieme a una nuova formazione “Galilea”, gira quasi tutta la Francia con un repertorio commerciale, genere pop-rock.
Nel 2004 dall’idea di Ph.Leon nasce il gruppo NTS+ (acronimo di Non ti sopporto più)
Con questo gruppo si esibisce in quasi tutte le città più importanti d’Italia nel contesto di trasmissioni televisive CD-live Tour che andava in onda su RAI Due.
Nel 2005 partecipano a Campione d’Italia al Cantagiro 2005 andato in onda sempre su RAI Due e lo vincono.

Nelle radio italiane “Anche Se Scorro Come Il Tevere” il nuovo singolo inedito dei Medison



Da martedì 13 marzo, arriva nelle radio italiane Anche se scorro come il Tevere, il nuovo singolo inedito della band MEDISON, già disponibile su iTunes e su tutte le piattaforme digitali. Dopo il successo del cd Identico la band pugliese è tornata in studio con un sound più fresco e temi  originali.
"Anche se scorro come il Tevere è un brano che racconta un viaggio e lo fa con un pop/rock deciso. Ci sono viaggi  che puoi fare senza dover mai preparare valigie, ci sono scelte e prese di posizioni che pur nella fermezza implicano uno spostamento, dove la meta non è un arrivo, ma un altrove, una partenza.
«Vado via vado sempre più via /dalle sterili attenzioni / dalle paure, le certezze, le omissioni  canta Francesco Cioffi nel nuovo singolo e racconta – E’ libero chi lascia andare. Come un albero che perde un ramo nel fiume per avere la possibilità di un altrove, rinunciando ad un parte di sé. È forte chi è intelligente. Come un fiore che prende dalla terra solo quello che gli serve per vivere. Si può andar via restando immobili, lasciando scorrere i pensieri».
Testi impegnati, che incantano per la loro bellezza e la ricerca accurata delle parole che spronano alla riflessione, contraddistinguono la scrittura di Francesco Cioffi, voce della band e autore del brano che anticipa un nuovo lavoro discografico che vede la produzione musicale di Davide Pannozzo, descritto dalla critica come uno degli artisti di contemporary blues più interessanti della nuova generazione.
I Medison sono: Francesco Cioffi (autore dei brani, voce e chitarra acustica), Mario Ardito (basso), Fabrizio Loiodice  (chitarre), Andrea Piangiolino   (batteria e percussioni) e Antonio Piangiolino (tastiere e sintetizzatori). 
Biografia: 
La storia della band MEDISON comincia in Puglia nel 2008 dall'incontro  tra il cantautore Francesco Cioffi, autore, voce e chitarra acustica, e Fabrizio Loioice, chitarrista e arrangiatore. Al duo in seguito si sono aggiunti Andrea Piangolino, batteria e percussioni, Antonio Piangolino, tastiere e sintetizzatori, e infine Mario Ardito, basso.
Dopo diverse sperimentazioni a livello compositivo,  la band si identifica pienamente nelle sonorità rock/pop del cd Identico, interamente autoprodotto e pubblicato nel 2017 che presentano live con Cos’è l’amore per te Tour. Nello stesso anno escono i singoli Il senso di tutto, Come fa il vento e Portami via.
Con il brano Un’altra birra però entrano per 4 settimane nella classifica Indie Music Like del MEI, la classifica di gradimento di radio e new media con le migliori canzoni di produzione e attitudine indie della nuova musica italiana, fino a raggiungere la posizione 175 e partecipano al Premio Musica contro le mafie, rientrando nella top ten della giuria popolare con oltre 900 preferenze su 265 brani in gara.
Nel frattempo la band si fa notare esibendosi in numerosi concerti e fra le varie date ha suonato nel 2012 all’Arena di Budapest per il GenFest, mentre il primo maggio del 2017 si è esibita a Loppiano (FI) davanti cinquemila persone.

giovedì 22 marzo 2018

INSCHEMICAL: “INSCHEMICAL” è l’album d’esordio della band calabrese in uscita a fine marzo



Un viaggio con bussola all’interno di un labirinto i cui spazi sono riempiti da macro e micro vicende sociali (mafia, pedofilia, rivalsa emotiva solo alcuni dei temi affrontati), che traghetterà l’ascoltatore verso una via d’uscita emozionale complessa ma appagante.

L’album “Inschemical” è il primo lavoro - composto da otto brani - della omonima band alternative rock. Si tratta di un percorso ambientato in locazioni melodiche che partono dalle sonorità distorte della prima parte del disco fino a risolversi nel sound dolce coadiuvato dagli archi dell’ultimo brano.
«Il Progetto Inschemical nasce nel 2012 con l’intento di creare melodie in chiave rock a supporto di tematiche sociali di vario genere, dalle esperienze personali a quanto di spiacevole ogni giorno vediamo. Non ci definiamo compositori, e forse non lo faremo mai. Ci piace l’idea di sentirci semplici “ideatori di melodie” da associare a sonorità in continua ricerca». Inschemical





Perché Inschemical:

«Il nome Inschemical è il risultato di tre parole: Insano-Schema-Calabria. Insano è tutto ciò che ci circonda, tutto ciò che vediamo; lo Schema è il risultato dell’insieme delle idee musicali che ci accomunano; la Calabria è la nostra regione di appartenenza. Una terra bella, amara e dolce che amiamo e detestiamo». Inschemical

TRACK BY TRACK

Affine al mio tempo è un’analisi sul rapporto fra scorrere del tempo ed eventi, e su come esso influisce sulla maturità e le scelte della persona.
La Spirale senza fine è una riflessione, spesso in forma metaforica, sui punti di vista della guerra.
Un nuovo inizio è il primo singolo estratto. Il leit-motiv si sofferma sulla problematica dei padri single impossibilitati a prendersi cura dei propri figli.
Allegoria di un giorno esprime il senso di rabbia causato dagli eventi negativi di ogni giorno, rabbia che possiamo però trasformare in miele quando ci affidiamo alla positività.
Buio è un grido di dissenso verso tutto ciò che ci circonda. La necessità di riappropriarci della nostra umanità.
La favola sbagliata è il racconto, in prima persona, di una vittima di pedofilia.
Controinformazione è un brano scritto e dedicato a Giuseppe Impastato, vittima della mafia.
La Ricerca è un brano che raccoglie riflessioni in merito a ciò che realmente è la ricerca della felicità personale.


Collaborazioni artistiche: Martino Ciano (Chitarre ritmiche) - (testi tracce 4 e 5) - Arcangelo Michele Caso (Violino, viola e violoncello traccia 8)
Produttori: Enzo Russo (Spiral69 – Benzina)
Arrangiatori: Inschemical - Enzo Russo
Studi di registrazione: B STUDIO (Napoli) di Enzo Russo - TP STUDIO (Napoli) per le batterie registrate da Enzo Russo
Pubblicazione album: marzo 2018

Etichetta: "B MUSIC RECORDS"




BIO

Inschemical è il nuovo progetto alternative rock voluto da Enea Bruno-chitarra e voce, Vincenzo Mastrelia, basso, Giovanni Benvenuto, batteria.
La band nasce nel novembre 2012. Le maggiori influenze derivano dai gruppi storici del panorama italiano quali Timoria, Litfiba, Teatro degli orrori, Linea 77. I testi trattano tematiche sociali. I componenti della band non appartengono a movimenti o partiti politici, ma preferiscono l’esperienza al sentito dire.
Inschemical è il risultato di un lungo periodo di riflessione. La band nasce dalle ceneri degli Edenforce, gruppo progressive metal nato nel 2006 e con due album all’attivo: In the emptiness of my dreams e Nemesi eterna.
La svolta arriva nel febbraio 2012Enea Bruno diventa il nuovo cantante degli Edenforce. Inaspettatamente la band inizia a battere altri territori musicali. L’heavy metal viene sostituito dall’hard rock, dalla psichedelia e dalla sperimentazione e la nuova formazione compone in pochi mesi quattro pezzi: Politically correct, D’oro benedetto, Allegoria di un giorno e I*famia, ma solo “Allegoria Di Un Giorno” entrerà a far parte della track list dell’Album di esordio della Band. Gli anni 2014 e 2015 rappresentano un periodo di transizione che ha influenzato la composizione artistica della band verso venature pop/rock come il singolo di lancio “Un Nuovo Inizio”.


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