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venerdì 31 agosto 2018

Verso una visione olistica del mondo di Silvano Negretto: la postfazione de L’anima sinfonica di Claudio Borghi


“L’anima sinfonica” di Claudio Borghi (Mantova, 1960) è stato pubblicato nel maggio 2017 dalla casa editrice Negretto Editore nella collana “Versi di versi”. Di seguito la postfazione dell’editore Silvano Negretto intitolata “Verso una visione olistica del mondo”.

Nella concezione del tempo, uno dei concetti nodali nei testi di Claudio Borghi che, oltre ad essere poeta, è anche fisico e filosofo, trovo riferimenti a Bergson: la durata reale non è il cammino circolare e quantitativo dell’orologio, che scandisce solo il tempo strumentale, sempre identico a se stesso, ma la coscienza che nel suo farsi ed esprimersi si conserva e, conservandosi, si arricchisce di esperienze di pensiero, di sentimenti, emozioni, ripensamenti, revisioni, separazioni, riconciliazioni, nel perenne costitutivo carattere della vita, che fluisce riconoscendo sia l’innovazione che la conservazione.

La poesia, col suo linguaggio libero e spontaneamente legato al flusso globale di una coscienza incarnata vivente, è il luogo in cui i diversi livelli di esperienze culturali, pensieri e idee, razionali e consapevoli, diventano un tutt’uno con l’emozione, con l’aspirazione all’Unità, al dialogo con se stessa, interiore e materiale nel contempo, connessa con una universale, unica coscienza vitale. 

Coscienza intellettuale od emozionale, razionale o pulsionale, filosofica o poetica? Borghi pensa che i concetti determinati e divisivi, le rigide separazioni, a questi livelli, rischiano di diventare pure etichette strumentalmente comode, che non sanno però cogliere la complessità di un corpo-pensiero-linguaggio (quello umano) che vitalmente aspira all’Unità:

Sul prato verrà la notte/ e canterà l’uccello sospeso,/ canterà sul ramo oscillando/ e spiccherà il volo. Il cielo nero/ accoglierà la forma in alto/ rapidamente salita, l’Uno/ sarà la fine del ritmo,/ l’uccello si annullerà,/ rimarrà un respiro di luce,/ un brivido di luce,/ rimarrà la forma dell’Uno/ alto, inconcepibile,/ il verde scomparirà,/ rimarrà solo luce, un brivido di luce. Nell’Uno/ si fermerà il volo spiccato dai rami.

Oltre che a Bergson, i testi di Borghi fanno anche riferimento a Hegel: tutto si conserva nella coscienza e nell’universo mondo non c’è evoluzione, ma un percorso di innovazione connesso con la vita, che sempre si muove e fluisce. Come non ricordare il suggestivo passo sulla nottola di Minerva, che spicca il volo sul far della sera? Non è all’alba, o al pomeriggio, che il pensiero filosofico inizia il suo volo, ma “sul far del crepuscolo”. Quando le cose sono già bell’e fatte, il pensiero cerca di capire e trasformare il proprio volo in conoscenza. La notte non porta solo stupore, come in Hölderlin, ma la conoscenza razionale di tutto il reale. In un percorso a ritroso, da Hegel a Plotino il passo è breve: per Plotino l’Uno è luogo dell’origine e anche del ritorno di ogni cosa, oggetto o essere animato vitale, che si fa cosciente nella poesia del vivere. Il testo di Borghi rimanda, in definitiva, a tutta la tradizione platonica e neoplatonica, che confluisce nell’idealismo hegeliano attraverso Nicola Cusano e Giordano Bruno: sia nel ricorrente concetto o metafora della luce, sia nei suggestivi riferimenti ai simboli primordiali (miticoantropologici) dell’acqua, del fiume o della fiamma, che sempre, nel continuo mutamento, rimangono uguali.

Questi presupposti filosofici sono rielaborati ed espressi da Borghi con aforismi dal ritmo musicalmente trascinante, scandito con una serrata necessità concettuale che ricorda Spinoza e Wittgenstein. Con naturalezza Borghi passa all’esemplificazione della sua teoria (che potrei definire, provvisoriamente, neoromantica) della verità come poesia filosofica, in chiara sintonia, seppur forse involontaria, col pensiero dell’ultimo Heidegger:La verità palpita nell’io senza appagarlo”.

A questo proposito, ritengo illuminanti le considerazioni di Heidegger ne L’origine dell’opera d’arte. Qui il filosofo riprende il termine greco aletheia, ma non nel senso di semplice “svelamento”, bensì come dinamica di nascondimento e non-nascondimento, illuminazione (Lichtung) che si staglia sempre sullo sfondo di un orizzonte di oscurità. La verità delle cose non sta nell’essere “enti-semplicemente presenti”, ma nell’aprirsi alla verità del loro essere, che solo l’artista può intendere, in un’accensione spontanea, forse involontaria, di luce poetica: “La verità attraversa la mente come una colomba imbianca la notte”.

La filosofia è dunque, in Borghi, alla maniera in cui la intende Nietzsche, inscindibilmente unita alla vita. Materiale o spirituale non importa: questa è una distinzione, già dopo Hölderlin o Hegel e soprattutto dopo Nietzsche, troppo rigida e semplicistica, perlomeno problematica. Nel contempo, se accettiamo i presupposti di Heidegger, la filosofia diventa verità quando si apre al tutto, ovvero all’essere, che solo nel linguaggio della poesia si rivela, senza mai poter essere definita (come invece accade nel linguaggio della tradizione metafisica e scientifico-tecnologica). La prosa-poesia di Borghi si esprime pienamente, come dice Zena Roncada nella sua stimolante analisi, con la “maschera visionaria”, prevalente nella sua ricerca linguistica, vera suggestiva novità dei suoi testi:

La luce conquistata dalle idee è frutto solo di un’incandescenza del cuore.
Il pensiero si allontana dal problema della vita illudendosi di superarlo.
La filosofia trasforma il tempo pesante in una colomba che vola nell’irreale aria dell’essere. 
La filosofia si è persa nei meandri della perfezione logica e metafisica – impregnando ancora di più la spugna vivente: le verità del pensiero si accendono come nuove stelle nell’universo dell’io, senza sfiorare l’essenza del problema.”

La disperazione, che è al fondo del messaggio biblico (si veda il Qoelet) come in ogni umana coscienza che aspiri alla verità dell’essere, nel nostro poeta si rivela come il frutto di una lunga, sofferta quanto coerente elaborazione, profondamente vissuta. Questa negativa-positiva situazione esistenziale si fonde sorprendentemente, con estrema naturalezza e consequenzialità, con echi quanto mai contemporanei. Perché su questo punto di fondo nulla è cambiato da Socrate o Platone, o meglio dai presocratici fino ad Heidegger e Gadamer, nella storia e nei linguaggi plurali e pur diversificati nelle varie correnti della filosofia occidentale: l’aspirazione del soggetto pensante a cogliere l’Unità del tutto, nella consapevolezza della propria irrimediabile inadeguatezza. Per questo la più alta conquista della parola (concetto, pensiero) coincide col silenzio, e l’essere coincide col nulla:

L’uomo diventa silenzioso come un albero o un animale, guarda il mondo con gli occhi di chi dentro tace.
Nasce il nulla a cuore spento.
L’uomo ritorna al suo stato primitivo, come gli uccelli e le foglie, i cani e le piante.
L’essere non è più la luce essenziale del mondo.
La sostanza si svuota di senso – perde vita – esce dalla filosofia.
L’organismo Uno appassisce e si scolora.”

Singolare l’analisi del rapporto anima-corpo, o spirito-materia, concetti e temi da sempre dibattuti nella cultura occidentale:
Ho paura dello spirito.
Sento che il corpo deve essere portato a Cristo, non l’anima: l’anima è un veicolo, una luce di nascita istantanea, un’illusione di tempo e di cammino: il mondo non deve essere spiritualizzato, ma restituito al corpo – alla materia. Cristo è il corpo. Il corpo-io cerca il corpo-Cristo tramite l’anima.”

La filosofia originaria dei presocratici avrebbe pienamente compreso questi aforismi di Borghi:
L’organismo Uno contiene il movimento vivente e lo slancio universale – il mondo degli animali e degli uomini, delle forme fantastiche armonizzate in sinfonie.
La vita è confine tra nulla e mondo – fusione tra forma e assenza.
L’uomo nasce nella forma definitiva in cui vita e morte nuotano nello stesso mare.
Non c’è eterno ritorno – perché il tempo è illusione.
Cos’è la bianca ondeggiante altalenante sinfonia della vita, marea che nasce da marea, onda che viene dal profondo oscuro balenare di sogni di idee adagiate sul fondo, cos’è quest’anima nata come una musica e destinata a spegnersi nella sua fine? Nulla. Il tutto è una musica già finita.”

Movimento e quiete, forma e assenza, nulla e mondo, vita e morte, anima e corpo: gli opposti, a cui siamo da sempre abituati, si richiamano dialetticamente. Soltanto la ragione, strumentalmente, li separa: ne ha bisogno per vivere quietamente, per sottrarsi all’infinita inquietante paura della morte, ovvero della vita del Tutto.

Scrive Borghi:
L’Uno è solo per l’anima, che al culmine del suo canto nel mondo ritrova il principio, la vita come identità.
La marea sale all’Uno, dove la luce più non brilla – il durare è senza flusso e l’anima si incendia, nel lampo di totale sguardo.
L’universo si riempie dell’io.
L’io si chiude nell’Uno – come in un fiore increato.”

Come non ricordare, qui, il neoplatonismo, di cui molto la teologia cristiana si nutrì, almeno fino alla vittoria storica del realismo aristotelico di Tommaso? Il tempo nasce con l’anima, non esiste in sé, perché il tutto è eterno presente, per l’anima perennemente inquietante quanto insondabile, e al quale le umane, troppo umane parole, solo nella poesia possono pretendere, quanto meno, di alludere tentando di coglierne, invano, il senso ultimo:

Le parole non possono dire la luce, ma queste parole mi segnano l’anima come delle formule – risuonano, moltiplicano significati nel chiuso della sfera dell’io che vive.
Le parole si fanno pensiero, rilucono, riverberano forme, si aprono, si coagulano condensandosi in cose – raccolgono sensi profondi racchiusi in materia.”

L’io comprende il tutto e ne è parte; da qui l’inevitabile, irrisolvibile relazione dialettica tra pensiero filosofico e parola poetica:

I filosofi – che parlano come se possedessero il succo intimo dell’umanità e raccontano l’idea immanente e lo sguardo trascendente che scruta il cuore dell’uomo – non sanno cosa dicono. Si smarriscono nel momento stesso in cui contemplano il loro apparente universo di certezza. 
La filosofia è testimonianza di uno smarrimento.”

Ma, forse proprio per questa relazione, la poesia gode della massima cosciente libertà nella ricerca della verità, che può trovar forma solo nel tempo: “L’io pensante deve fare i conti con l’io vivente – deve attraversare la materia, la sofferenza del cuore, il divenire. Il tempo è la strada necessaria”.
L’intuizione spicca il volo ad altezza metafisica, verso una preda mistica, supera di slancio lo strumentalismo pragmatico che, dai Sofisti a Occam all’empirismo inglese, fino a Dewey, occupandosi solo del linguaggio come semplice strumento pratico, ci lascia insoddisfatti, interiormente incompiuti. Quanto è più coinvolgente e convincente la verità della corrente mistica che permea da sempre la teologia cristiana, riassunta nel concetto agostiniano di Dio come eterno presente! La ricerca di nuovi codici linguistici, a partire dalla crisi dei fondamenti di fine Ottocento, ormai da tempo compie incursioni nella fisica, nella matematica e nella biologia. Il marxismo stesso, per quanto filosofia fondata sul materialismo storico-dialettico, non è stato solo una teoria sociale e politica, in quanto ha riconosciuto i limiti delle divisioni rigide tra fisica, matematica, biologia, ecc., ricorrendo talvolta a Goethe o più in generale a intuizioni romantiche o dialettico-hegeliane. Un esempio paradigmatico è la Dialettica della Natura di Engels, da decenni dimenticata, che sul piano filosofico e del linguaggio letterario-poetico neoromantico ha anticipato la crisi dei fondamenti e lo stesso olismo contemporaneo, di cui i maggiori intellettuali non contestano più la profonda verità.

Nel linguaggio mistico degli aforismi di Claudio Borghi si possono ritrovare le categorie letterarie della ricerca amorosa, della lontananza e della vicinanza, il dolore dell’assenza e la gioia del ritrovamento, echi del misticismo spagnolo del siglo de oro o del neoplatonismo italiano rinascimentale, che tuttavia non contraddicono il suo assai professionale realismo sperimentale: lo stesso Borghi ha elaborato col consueto rigore, in ambito fisico-epistemologico, aggiornati rigorosi articoli, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali. 

Negli anni Settanta, quando Claudio cominciò a scrivere, molto giovane e ancora studente liceale, circolava la tesi di Edgar Snow sulle due culture: umanesimo e scienza sembravano percorrere strade irrimediabilmente parallele, destinate a non incontrarsi mai. Da allora Borghi ha elaborato testi caratterizzati da un linguaggio unitario, innovativo, tentando di cogliere l’indefinibile, attingendo da ambiti culturali in apparenza divergenti, alla ricerca dell’origine, del principio da cui emerge la vita, e con essa il pensiero. Come il misticismo rinascimentale tentava di sottrarsi all’aridità della teologia imbevuta di razionalismo aristotelico, schematico quanto incapace di rivolgersi alla totalità dell’anima umana, così Borghi, dotato e impegnato in studi e letture plurali, tende a lavorare su piani diversi, alla ricerca di un’unità che sa di non poter mai raggiungere, ma che rappresenta, in fondo, quell’energia che stimola misteriosamente quello che Hegel chiamava il pensiero vivente.

La lettura dei testi di Borghi ci porta, come gli uccelli liberi da lui evocati, a cieli luminosamente azzurri, accecanti in quanto aperti al vuoto infinito: il suo originalissimo quanto complesso percorso culturale, poetico e filosofico, scientifico e religioso, ci appare assai vivo e profondamente innovativo; proteso ad una cultura del futuro, in direzione di una ricerca sempre in divenire, fonte di ulteriori stimoli per la poesia e la letteratura contemporanea.


Info
Sito Negretto Edizioni
https://www.negrettoeditore.it/
Facebook Negretto Edizioni
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Acquista L’anima sinfonica
https://www.ibs.it/anima-sinfonica-libro-claudio-borghi/e/9788895967288
Intervista Claudio Borghi
http://oubliettemagazine.com/2017/10/20/intervista-di-alessia-mocci-a-claudio-borghi-vi-presentiamo-il-libro-lanima-sinfonica/

Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/08/20/verso-una-visione-olistica-del-mondo-di-silvano-negretto-la-postfazione-de-lanima-sinfonica-di-claudio-borghi/

sabato 25 agosto 2018

Online il nuovo videoclip di Linda d “Bye bye”




Ideato dal regista Alfonso Alfieri, ispirato dal brano scritto da Enzo Rossi, poi remixato da Devote Production, infine il testo adeguato da Linda d per il ritornello del Remake, il video, che parla un amore confuso, quasi impossibile per mille ragioni, narra di un viaggio alla ricerca della libertà da tutto ciò che è opprimente, gente nuova, sorrisi, in posti lontani per una vacanza senza fine. Linda, con uno zaino come unico bagaglio, e qualche ricordo da conservare, lascia dietro di sé ciò che non vuole più incontrare. 

Il destino vuole che lungo il suo cammino incontri due sue amiche, anche loro motivate da storie simili e si mettono in viaggio sulla loro auto decappottabile in cerca di allegria. 
Girato nel litorale di Spineta, Baia dei Delfini, Battipaglia, nella costa tirrenica, ospitati 
in un bellissimo resort sul mare, con l’intero staff piacevolmente coinvolto in questo grande progetto.

giovedì 23 agosto 2018

Chiara Pavoni è la protagonista di ‘Just a Child’, l’horror diretto da Ford


Sono state fatte in questi giorni a Carpegna, nelle Marche, le riprese di ‘Just a Child’, la ghost story di Adam Ford, il regista dell’horror estremo ‘Torment’. Il film nasce da un’idea di Domiziano Cristopharo e di Andrea Lanza, mentre lo script è a firma di Sara Bakacks. Nel cast l’icona del cinema horror Chiara Pavoni, Alfonso D’Auria, Alessandro Feudale e Giorgio Agri.

mercoledì 22 agosto 2018

IRiparo e pellicola smartphone autorigenerante ZAGG: insieme per salvare il vetro del tuo telefono

Vetro smartphone rotto? Quando l’innovazione tecnologica incontra la prevenzione per le cadute del telefono ecco che nasce la pellicola autorigenerante ZAGG. È un prodotto garantito a vita e venduto da IRiparo, azienda franchising leader nella riparazione di dispositivi mobili. Prevenire è meglio che curare.
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Vetro smartphone rotto? Quante volte abbiamo visto gente con l’espressione de “L’urlo” di Munch dopo la caduta del telefono o del tablet?
Secondo una recente ricerca i principali motivi di rottura del vetro dello smartphone sono il deterioramento programmato, ovvero i malfunzionamenti che fanno la loro comparsa dopo un periodo prestabilito durante l’utilizzo e le cadute. In quest’ultima casistica, in particolare, la rottura del vetro dello smartphone avviene perché: al 34% delle persone il telefono scivola dalle mani, al 32% cade dalle tasche, al 27% precipita a terra mentre si sta alzando in piedi e al 7% casca mentre si sta facendo un selfie.
Ma perché durante la caduta ci ritroviamo proprio con il vetro smartphone rotto? Secondo il Daily Mail, quando avviene la caduta del nostro smartphone si crea una quantità minima di energia elastica convertita nel vetro che, a sua volta, si trasforma in crepe. Infatti il vetro non si sgretola completamente solo grazie alla sua forza e durezza. Tuttavia prima della caduta dello smartphone, non si può prevedere la resistenza del vetro, quindi conviene prevenire il danno con una pellicola smartphone appositamente studiata.
Ed è proprio per evitare la rottura del vetro dello smartphone che IRiparo, azienda franchising leader in Europa nella riparazione express di dispositivi mobili, offre il servizio di applicazione della pellicola autorigenerante ZAGG.
La pellicola autorigenerante ZAGG Invisible Shield vanta una Nano-Memory Technology™: le molecole intelligenti di cui è fatta le permettono, se si danneggia con graffi o altri segni dopo la caduta dello smartphone, di autorigenerarsi all’infinito in pochi minuti. Tanto che, originariamente, venne progettata per rivestire le lame degli elicotteri americani da guerra.
Il suo elevato standard qualitativo è infatti in grado di proteggere la rottura del vetro sia dei telefoni che dei tablet, grazie una tecnologia all’avanguardia che permette di assicurare alla pellicola smartphone autorigenerante ZAGG una garanzia a vita.
La pellicola autorigenerante ZAGG presenta tre varianti: ORIGINAL, HD, HD ULTRA.
Il modello ORIGINAL è una pellicola smartphone standard che protegge in maniera ottimale da graffi e urti.
Il modello HD, oltre alla protezione già data con la pellicola standard, promette una maggiore nitidezza visiva e non lascia impronte delle dita sulla pellicola.
Infine, il modello HD ULTRA, con i suoi quattro strati, offre una protezione ben tre volte superiore rispetto alle normali pellicole in vetro temperato e una nitidezza visiva ancora maggiore.
La pellicola autorigenerante ZAGG garantita a vita, permette, quindi, di evitare la rottura del vetro dello smartphone durante la caduta, anche mentre ti fai i selfie: perché prevenire è meglio che curare.

Fonte: marketinginformatico.it

Chi aiuta il datore di lavoro a garantire la sicurezza?


Il datore di lavoro, servendosi del servizio di prevenzione e protezione-SPP esterno che lo supporta nella valutazione dei rischi lavorativi, non ha un obbligo formativo specifico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

venerdì 10 agosto 2018

ALICE CAIOLI: “NON NE POSSO PIÙ” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM #NEGOFINGOMENTO


Sarà impossibile liberarsi del sound fresco e coinvolgente della canzone che si prepara a diventare una perfetta hit estiva da ballare sotto il sole.

“Non ne posso più” parla della tipica estate tanto desiderata e poco dopo tanto odiata. La libertà tanto attesa che comincia a stare stretta. Questa canzone è la raffigurazione di una comune estate tra ragazzi, tra scottature e abbronzature, tra gelati e mare, tra vacanze e amori che finiscono ad agosto.
GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE






Il disco #NEGOFINGOMENTO è stato scritto dalla stessa Alice in collaborazione con altri autori.

Si tratta di un album autobiografico, ogni brano infatti racconta una parte della vita di Alice: gli amori, le paure, le sofferenze, le gioie di una ragazza di vent’anni e lo fa con un sound pop che strizza l’occhio all’RnB (il tipo di musica prevalentemente ascoltato da Alice).
Ci sono pezzi più sofferti come "Specchi Rotti" o "Dune di Sabbia", brani ricchi di sensualità come "Algoritomo" o "Otto Passi", o di freschezza e leggerezza come "Non ne posso più" o "Mondo" o molto intimi come in "ChiaroScuro".
Per scrivere questo disco Alice, insieme agli altri autori, si è chiusa per due settimane in studio di registrazione, raccontandosi in ogni sua sfaccettatura e il risultato è un album sincero scritto su misura del vissuto di dell’artista, la quale firma ben sette brani.
Contiene tra gli altri, una nuova versione del brano interpretato a Sanremo 2018 “Specchi rotti”, con il quale la giovane interprete - classificatasi al 5° posto - ha ottenuto il prestigioso Premio della Critica Sala Stampa Lucio Dalla.



BIO


Alice Caioli, classe 1995, è siciliana ed abita ad Acquedolci, un paesino sul mare di 6000 abitanti in provincia di Messina. Inizia ad appassionarsi al mondo della musica all'età di 12 anni a seguito del divorzio dei genitori. Attraversa un'infanzia difficile ma fortunatamente l'amore per la musica la aiuta nelle scelte di vita non facendole intraprendere strade sbagliate.
Nel 2010 partecipa alla prima edizione di "IO CANTO".
Nel 2012 arriva alla finale nazionale dei "Grandi Festival Italiani" a Riva del Garda. Un'altra grande passione di Alice è il ballo tanto da diventare campionessa regionale nel 2012 di danze standard e latino americane.
Nel 2013 partecipa al provino per X-FACTOR arrivando fino ai bootcamp.
Negli anni successivi decide di studiare presso un’Accademia di Roma la tecnica per poter scrivere canzoni. È qui che inizia a scrivere i suoi primi brani.
Nel 2017 Alice è tra gli otto vincitori di Area Sanremo, e viene scelta dalla commissione della RAI per partecipare al 68° Festival di Sanremo nella Categoria Nuove Proposte, con il brano “Specchi Rotti”.
Al Festival di Sanremo si classifica prima assoluta nella classifica demoscopica della sua categoria vincendo poi l’ambìto premio della Sala Radio-Web-Tv “Lucio Dalla”. Le viene assegnato anche il premio AFI come miglior artista emergente tra le Nuove Proposte sanremesi.
Il 9 marzo 2018 esce il suo primo album dal titolo #NEGOFINGOMENTO.



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mercoledì 1 agosto 2018

Smaltire Toner: Prink ECOBox, se ci guadagna l’ambiente, ci guadagni tu

Il rispetto per l’ambiente e l’attenzione verso la natura sono la sintesi della filosofia aziendale di Prink, azienda leader nel campo di consumabili per stampanti. Ed è proprio per il corretto smaltimento di cartucce e toner, rifiuti speciali, che Prink offre il servizio gratuito Prink ECOBox.
Prink Love Nature, Prink ECOBox se ci guadagna l’ambiente, ci guadagni tu
I rifiuti creati dall’intervento umano, secondo la loro origine, si suddividono in rifiuti urbani e rifiuti speciali. In particolare, i rifiuti speciali non sono altro che scarti provenienti dai cicli produttivi aziendali.
E nonostante l’Italia sia al primo posto in Europa per l’impegno nel riciclo dei rifiuti speciali, secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (IPSRA), quelli prodotti sono ben 135,1 milioni di tonnellate circa l’anno.
Rifiuti speciali che la coscienza ambientale impone di smaltire nelle apposite isole ecologiche, attivandosi in prima persona nella lotta all’inquinamento ambientale.
Per esempio, basti pensare allo smaltimento di cartucce e toner delle stampanti: ogni giorno ne vengono consumati a centinaia, sia in ufficio che a casa. Una volta finiti, contenendo polveri sottili e inchiostri liquidi non possono essere gettati insieme ai rifiuti indifferenziati.
In particolare, smaltire toner risulta un procedimento più semplice rispetto a quello utilizzato per le cartucce, in quanto formati da materiali più facilmente smontabili. Tuttavia, se entrambi non vengono trattati correttamente una volta finiti, il pericolo che rilascino sostanze inquinanti, creando seri danni all’ecosistema, è altissimo.
Ma spesso le apposite isole ecologiche sono fuori mano o gli impegni quotidiani non ci permettono di spostarci liberamente come vorremmo.
Così, per venire incontro alle esigenze e agli impegni dei propri clienti, Prink ha lanciato il servizio Prink ECOBox , ovviando alla problematica del doversi recare in discarica o presso un’isola ecologica per smaltire i rifiuti speciali quali cartucce e toner.
Il servizio Prink ECOBox è gratuito per i clienti Prink e consiste nella consegna di un apposito contenitore in cui smaltire toner e cartucce quotidianamente usati. Prink poi si impegnerà a ritirare il contenitore, previa chiamata al numero verde gratuito dedicato al servizio Prink ECOBox800 555 050.
Chi è Prink? La catena numero uno in Europa per la distribuzione di toner e cartucce per stampanti aziendali che, grazie all’iniziativa Prink ECOBox, ribadisce la propria volontà di lavorare nel rispetto delle norme ambientali, promuovendo un’attività massiccia di riutilizzo, riciclo e di smaltimento cartucce e toner.
Perché, come recita lo stesso slogan di Prink: ci guadagna l’ambiente, ci guadagni tu.

Fonte: marketinginformatico.it